Inceneritore, proteste in via Capruzzi

La Redazione
Un inceneritore

L’impianto è previsto nella zona industriale e ha ottenuto dalla Regione Puglia l’Autorizzazione integrata ambientale. Mercoledi a Polignano Emiliano ha discusso di “Rifiuti zero”

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Fa ancora discutere il progetto per la realizzazione di un impianto di ossido-combustione nella zona industriale di Bari-Modugno.

Ieri mattina a Bari, fuori dalla sede del Consiglio regionale in via Capruzzi, una delegazione che ha espresso, ancora una volta, il proprio “no”. Circa 30 i manifestanti, in rappresentanza di associazioni di Bari, Modugno e Bitonto.

L’inceneritore dovrebbe bruciare i rifiuti urbani indifferenziati provenienti dall’impianto di bio-stabilizzazione di Amiu Puglia e ha ottenuto dalla Regione Puglia l’Autorizzazione integrata ambientale (Aia).

A Polignano, intanto, Emiliano discute di “Rifiuti zero”
Solo poche ore prima, nella serata di mercoledi, a Polignano a Mare, il presidente della Regione, Michele Emiliano, e l’assessore regionale alla Qualità dell’ambiente, Filippo Caracciolo, hanno preso parte a un convegno dal titolo “Rifiuti ed economia circolare”.

Presenza di eccezione, il professore Paul Connett, docente emerito di Chimica ambientale all’Università Saint Lawrence di Canton, New York, e ideatore della strategia conosciuta come “Rifiuti zero”.

«Il programma della Regione Puglia si chiama Una lunga vita felice. E questo fa capire quanto teniamo al tema Rifiuti zero. Il problema è come realizzare questa strategia, vincendo gli interessi in campo. Perché i rifiuti, così come le malattie, sono problemi enormi, ma per qualcuno anche un gigantesco affare. Noi vogliamo produrre beni e servizi assicurando la tutela della salute delle persone». Questo il commento di Emiliano.

La Consulta per l’ambiente organizzerà una riunione
Sul caso interviene anche la Consulta per l’ambiente del Comune di Bari che, si legge in una nota, «intende proseguire il lavoro di approfondimento sull’impianto in corso di realizzazione e svolgere il proprio ruolo di organismo organo pubblico sensibile, autonomo e aperto a tutti, indipendentemente dalle collocazioni politiche o diversi orientamenti, al servizio dei cittadini».

«Nell’interesse di tutta la città – continua la Consulta -, e in considerazione che la legge n.108/2001 (Convenzione di Aarhus) sancisce il diritto del cittadino all’informazione ambientale e al suo coinvolgimento nelle scelte ambientali che lo riguardano e che toccano la salute e l’ambiente, si intende fare chiarezza, e a questo scopo la Consulta Comunale per l’Ambiente di Bari organizzerà a breve una riunione monotematica con tutti gli organismi competenti per chiarire come è possibile che un sistema di raccolta che abbia come destinazione finale del rifiuto il trattamento di ossicombustione si presenti come coerente con gli obiettivi di raccolta differenziata – appena avviata – fissati annualmente dalla Regione?»

La Regione sostiene: «Siamo contrari»
«Voglio ribadire la contrarietà della Regione Puglia alla realizzazione dell’impianto di ossidocombustione nella zona industriale di Bari nelle vicinanze del Comune di Modugno e sottolineo che si tratta di un impianto non previsto dal Piano Regionale dei Rifiuti». Questa la dichiarazione di Filippo Caracciolo, assessore regionale alla Qualità dell’ambiente.

«Ribadita tale contrarietà da parte della Regione è utile anche chiarire che come Regione non possiamo impedire a privati di presentare richieste o istruttorie che vengono esaminate sulla base delle leggi in materia – aggiunge – . Rispetto alle nostre competenze sottolineo il massimo impegno con cui stiamo affrontando il tema dell’aggiornamento del Piano Regionale dei Rifiuti prediligendo lo sviluppo dell’impiantistica pubblica e seguendo i principi dell’economia circolare.

Circa la realizzazione dell’impianto esprimo totale condivisione rispetto alle perplessità e alle preoccupazioni avanzate da rappresentanti delle comunità di Bari, Modugno e Bitonto».

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