“Don Tonino Bello”, manca lo scuolabus per raggiungere la palestra e gli alunni scioperano

Annarita Cariello
Gli alunni della scuola media "don Tonino Bello" in sciopero nell'atrio esterno

A Mariotto, nonostante la richiesta dell’attivazione del servizio da parte della preside, le classi della scuola media sono ancora sprovviste della navetta per svolgere le ore di educazione fisica a Palombaio

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Gli alunni e le famiglie della scuola secondaria di primo grado “don Tonino Bello” di Mariotto sono sul piede di guerra. E per dimostrarlo, ieri mattina hanno scelto il mezzo più antico nella storia della scuola: lo sciopero e la decisione di non entrare in classe per seguire le lezioni quotidiane.

Alla base di questa presa di posizione c’è la frustrazione e la delusione per la mancata attivazione, nell’anno scolastico cominciato ormai da più di due mesi, del servizio comunale di scuolabus che permetterebbe agli alunni di raggiungere la palestra del plesso scolastico di Palombaio, in via Aspromonte, e di svolgere le ore consuete di educazione fisica, due volte a settimana. Come è noto, infatti, le tre classi della scuola secondaria di Mariotto da anni sono ospitate nell’edificio scolastico della scuola dell’infanzia “Fratelli Grimm”, non essendoci da tempo immemore, nella frazione, una struttura adeguata allo svolgimento delle lezioni. Per questo motivo, la scuola è sprovvista sia di aule per tenere laboratori scientifici, sia di palestra interna per praticare l’attività fisica.

I piccoli 57 (24 di prima, 19 di seconda e 14 di terza media ) alunni, di conseguenza, sono costretti a recarsi nella palestra più prossima – quella della vicina Palombaio – per svolgere educazione fisica, insieme al docente. Quest’anno però – nonostante la richiesta di attivazione del servizio, datata 8 novembre, da parte del dirigente scolastico Rosaria Giannetto ed inviata sia agli uffici comunali competenti che alla ditta gestore dello scuolabus, il servizio non è partito. Alla base di questa inefficienza ci sarebbero cause ancora da chiarire, ma i genitori non ci stanno più ad aspettare e hanno deciso di scioperare, nei giorni in cui ci sono le lezioni di educazione fisica, per dare un segnale di malcontento alle istituzioni, sperando che qualcosa, intanto, si smuova.

Tempestivo è stato l’intervento del delegato sindaco di Mariotto, il consigliere Marida Milo Milo, che si è recata nel plesso della frazione per interloquire con la vicepreside e con i genitori, assicurando il suo impegno per comprendere le cause del disservizio e far partire al più presto lo scuolabus di collegamento tra le frazioni.

Tuttavia, i genitori hanno assicurato che continueranno lo sciopero anche venerdì mattina – il prossimo giorno in cui si terrebbero le ore di educazione fisica – se il servizio di navetta non sarà ancora attivo. «I nostri bambini fanno attività fisica, quando possono, nell’atrio esterno, al freddo, con le mattonelle disconnesse, a rischio di cadere e farsi male; o, alla meno peggio, restano in classe e fanno solo la parte teorica dell’educazione fisica, e questo non è giusto», ha spiegato una mamma.

Ieri, dopo lo sciopero, anche il consigliere del M5S Dino Ciminiello è intervenuto sulla vicenda, pubblicando un post sul proprio profilo facebook: «Oggi un numero cospicuo di mamme ha scioperato dinanzi al plesso della scuola media “don Tonino Bello” di Mariotto perché il servizio di trasporto scuolabus che porta gli alunni alla palestra del plesso di Palombaio NON è ancora partito! Ho verificato che il servizio è stato correttamente richiesto dalla dirigente in data 08/11/2017 ed è stata correttamente comunicata in data 09/11/2017 l’autorizzazione da parte dell’ufficio alla ditta aggiudicataria del servizio. Quindi? Il servizio parte o no? Assessore, basta una semplice chiamata per monitorare l’effettivo svolgimento del sevizio. Assessore Gesualdo rispondi!
A termine della verifica ho chiamato la ditta che si è resa disponibile e pronta da subito e quindi solleciteremo sin da venerdì prossimo l’effettivo svolgimento del trasporto. Continueremo a monitorare ogni singolo servizio ai cittadini, compreso questo.
Ma noi siamo minoranza».

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