Cinque cimiteri da visitare nel giorno della commemorazione dei defunti

La Redazione
Bari war cemetery

Dal Bari war cemetery a quello monumentale di Ruvo, passando per Mariotto, Bitonto e Giovinazzo

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Chi l’ha detto che visitare un cimitero sia un’esperienza da evitare a prescindere? Alcuni di essi come Père-Lachaise a Parigi (in cui riposano personaggi come Oscar Wilde, Jim Morrison, Fryderyk Chopin e molti altri), il Monumentale di Milano (che tra gli altri ospita le spoglie mortali di Alessandro Manzoni, Dario Fo e Salvatore Quasimodo) o il vecchio cimitero ebraico di Praga sono infatti vere e proprie attrazioni turistiche.n

Fare un giro in un cimitero può essere un’esperienza interessante a prescindere dall’omaggio ai defunti, celebri o meno. Spesso quello che pregiudica l’approccio alla materia è una questione di prospettiva. Per dirla con Francesco Bianconi, autore di una canzone sul tema, «I cimiteri non danno pensieri, sei tu che ti sbagli, se stanco, disperi». Ci sono infatti molte cose belle da vedere, anche dal punto di vista artistico o architettonico, se solo si sollevano gli occhi dalla terra.n

Ecco perciò un itinerario alla scoperta di alcuni luoghi insoliti tra Bari e dintorni che forse vale la pena provare, soprattutto in questi giorni in cui per la commemorazione dei defunti i cimiteri sono tirati a lustro.n

  1. Bari war cemetery “Il loro nome vivrà per sempre” – Si trova sulla provinciale tra Triggiano e Carbonara, non lontano dallo svincolo della statale 100, e ospita le lapidi di 2251 soldati Alleati, provenienti da Gran Bretagna, Canada, Australia, Sud Africa e Nuova Zelanda, caduti durante i bombardamenti al porto di Bari del dicembre 1943 e dell’aprile 1945. Come nello stile dei cimiteri militari si tratta di una distesa ben curata di lapidi tutte uguali. Il luogo è sempre aperto e ci si può accedere in qualunque momento. Su una spianata spicca un blocco di marmo sul quale è tracciata una scritta: «Il loro nome vivrà per sempre».
  2. Il cimitero cinematografico di Mariotto – Si tratta del cimitero reso celebre dal film di Pippo Mezzapesa del 2008 “Pinuccio Lovero, sogno di una morte di mezza estate”. La pellicola racconta la storia di Pinuccio Lovero, che ha un sogno: fare il custode del cimitero. Nell’estate del 2007 questo sogno si realizza («Finalmente faccio il custode a livello cimiteriale», dice Lovero). Ma da quel momento non muore più nessuno. Un fatto curioso che merita una visita.
  3. Il cimitero monumentale di Ruvo – È stato aperto in una data simbolo: il primo gennaio 1900. Le numerose cappelle gentilizie private di grande valore e pregio architettonico e le numerose opere d’arte conservate simboleggiano infatti lo status raggiunto dalle famiglie della ricca borghesia terriera.
  4. Il cimitero di Giovinazzo da dove si vede il mare – Vale una visita per il panorama che offre: al termine del viale centrale posto di fronte all’ingresso si svolta a destra e davanti si apre a perdita d’occhio il blu del mare Adriatico.
  5. I fantasmi del cimitero di Bitonto – Secondo Mario Contino del portale Pugliafolklore.it sarebbero state udite strane voci provenire da alcune zone nelle quali non si trovava nessuno. Altri testimoni avrebbero visto ombre aggirarsi tra i viali. Solo fantasie? Vale la pena controllare di persona.
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