La pista dell’aeroporto si allunga verso Bitonto. Espiantati e trapiantati centinaia di ulivi

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I lavori, che rientrano nel Master Plan 2020, consentiranno di allungarla di 180 metri
Procedono a ritmo serrato i lavori “di adeguamento delle infrastrutture di volo e prolungamento della pista di volo” nell’aeroporto Karol Woytjla di Bari Palese, a pochi chilometri da Bitonto. La procedura degli interventi, risalente al 2008, come annunciato nel bollettino ufficiale della Regione Puglia lo scorso 23 marzo è stata rinnovata pochi mesi fa a causa della decadenza del vincolo preordinato agli espropri, richiesto dall’Enac (Ente Nazionale Aviazione Civile) e convalidato dalla conformità urbanistica dei Comuni ricadenti nel territorio di pertinenza delle operazioni, ovvero Bari e Bitonto. Il documento ufficiale, dunque, autorizzava il completamento dell’espropriazione dei beni immobili di cittadini privati ricadenti nelle campagne di Santo Spirito e Bitonto, con l’espianto degli ulivi nei terreni tra la strada provinciale 210 e la strada Torre di Brengola, verso Bitonto.
Gli obiettivi del Master Plan 2020
Al momento – come riportato dal quotidiano Epolis nei giorni scorsi – sarebbero oltre un centinaio le piante di olivo secolari già espiantate e trapiantate sul lato est della pista aeroportuale, nei dintorni della lama Balice. L’obiettivo è liberare un’area di 41 ettari a sud est rispetto al sedime aeroportuale, avendo già ottenuto le autorizzazioni necessarie, la compatibilità urbanistica e la Valutazione d’Impatto Ambientale.
A questi primi espianti ne seguiranno altri, secondo i dati forniti dal Master Plan 2020 di Aeroporti di Puglia, il documento ufficiale in cui la società di gestione ha illustrato gli scenari di sviluppo del Karol Woytyla nei prossimi cinque anni. Scopo principale del Master Plan, redatto nel 2011 dall’Enac e presentato per l’approvazione al Ministero delle Infrastrutture, è allungare la pista di atterraggio dell’aeroporto di Bari Palese, attualmente di 2820 metri, a 3000 metri. Questo – si legge nell’atto – “per migliorare le aree di sicurezza asservite alla pista di volo ed incrementare anche la distanza disponibile all’atterraggio”, in modo da consentire l’arrivo e la partenza di aeromobili di categoria E, della tipologia di Boeing 747 o Airbus A3330.
I lavori, del costo complessivo di circa 72 milioni di euro, avrebbero dovuto concludersi – almeno nella prima fase e stando alle stime del Master Pan – già nel 2012. È previsto anche il potenziamento degli aiuti visivi e luminosi sulla pista: a novembre scorso hanno avuto inizio i lavori di espianto degli ulivi nei suoli “a testa” della pista, già acquistati da Aeroporti di Puglia, il cui completamento dovrebbe essere terminato in queste settimane.
Ma nella prima fase degli espianti, gli operai incaricati di asportare i primi 350 ulivi si sono scontrati con l’inciviltà dei residenti: a novembre scorso una quarantina di alberi furono tagliati e portati via, probabilmente trasformati in legna da ardere. Un atto vandalico che va nella direzione opposta rispetto alle intenzioni di Aeroporti di Puglia, che dopo un lungo iter burocratico aveva ottenuto dalla Regione Puglia l’autorizzazione a trasferire le piante espiantate. Un’attenzione all’ambiente che non era dovuta per legge, visto che le piante di olivo non erano classificate come monumentali. Il progetto di ampliamento della pista ha previsto invece la ripiantumazione degli ulivi rimossi per far spazio alla pista, in segno di rispetto per l’albero simbolo della nostra Puglia.
Crescita flusso passeggeri
È innegabile, tuttavia, la crescita che l’Aeroporto di Bari-Palese sta ottenendo negli ultimi anni, in termini di flusso di passeggeri. Nel 2016 si è già riscontrato un aumento dell’8,9 % dei passeggeri (pari a 4,3 milioni) in transito rispetto al 2015 e le ipotesi di sviluppo nei prossimi anni prevedono ulteriori aumenti, arrivando addirittura a stimare 4,8 milioni di passeggeri per il 2022,
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