Maria Cristina verso la liquidazione, ultimo appello a Regione e Comune per sanare i debiti

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Il presidente dell’asp Masciale chiede un incontro con i sindacati
Un incontro con i sindacati prima di procedere alla liquidazione dell’asp Maria Cristina di Savoia, avendo “esaurito ogni possibilità di gestione”. Lo chiede il presidente dell’ente, il professor Vito Masciale, in una nota datata 29 giugno.
“È l’ennesima richiesta d’aiuto dove si legge, senza alcuna minaccia o ricatto, la necessità di liquidare l’azienda di servizi alla persona di Bitonto, laddove la Regione e Comuni interessati non intervengano economicamente a coprire i debiti maturati sia nei confronti dei fornitori sia nei confronti dei dipendenti” commenta il coordinatore territoriale della Flp Michele Giuliano in una nota indirizzata al presidente della giunta regionale Michele Emiliano, al vice presidente Antonio Nunziante, al sindaco di Bitonto Michele Abbaticchio, al presidente dell’asp Vito Masciale e al personale del Maria Cristina.
“Che l’ente sia in queste condizioni – osserva il sindacalista – lo sappiamo tutti da almeno un decennio ed è a voi tutti noto, in quanto più volte denunziato dalla Flp. Anzi, senza vantarsi di essere stati dei maghi, l’avevamo previsto da tempo, dal momento che l’emanazione della Legge regionale di costituzione delle asp non ha azzerato le debitorie degli ipab (istituti pubblici di assistenza e beneficenza, ndr). In aggiunta, tutte una serie di nomine di amministratori incompetenti e poco manageriali, di natura politiche e di scarso valore, hanno aggravato le gestioni dell’ex ipab e messo in mezzo ad una strada i lavoratori”.
“Come organizzazione sindacale – rivendica Giuliano – abbiamo prodotto numerose richieste, intrapreso numerosi ed infruttuosi incontri ad ogni livello politico e istituzionale e anche scioperi senza essere stati presi sul serio. L’unico evento di una certa rilevante (si fa per dire) è stato una ispezione contabile da parte della Regione Puglia che ha sancito la regolarità contabile (sic!) e ideato progetti sociali per il rilancio dell’ente. È inutile dire che tutto è naufragato miseramente in quanto la cura, alla fine, è risultata peggiore della malattia. Certo il mancato controllo della Corte dei Conti e l’indifferenza dell’Autorità giudiziaria sull’asp vi ha notevolmente agevolato, così come ha agevolato chi ha maldestramente gestito il Maria Cristina di Savoia”.
Poi, l’atto di accusa: “La politica e gli amministratori regionali e comunali sono rimasti del tutto indifferenti anche quando vi abbiamo denunziato che il personale era tenuto in ostaggio e in stato di schiavitù, in quanto obbligato a lavorare senza essere retribuito, minacciato anche di denunzia per abbandono di minori e incapaci, laddove avessero scioperato”.
Giuliano ricorda le proposte avanzate dalla Flp, “rimaste lettera morta per una volontà politica regionale di non risolvere alcun problema. Certo è difficile capire, per chi ha retribuzioni da oltre 10mila euro mensili per governare i propri cittadini, le difficoltà dei loro amministrati che, mediamente, hanno una retribuzione media di circa mille euro, quando vengono retribuiti”.
“Le maggiori responsabilità – punta il dito il sindacalista – non sono di questa presidenza regionale ma delle ultime due che non si sono degnate nemmeno di incontrare le forze sociali e politiche che ponevano le problematiche (solo per cronaca, la scrivente per essere ricevuta dall’allora assessore al welfare ha dovuto inviargli una lettera piena di improperi e, quando fu ricevuta dal dirigente regionale del settore, si sentì dire che l’assessore era offeso per il tono usato. Di tanta offesa, ce ne siamo fatta una ragione). Ma, in quanto a indifferenza, anche questa giunta regionale non è stata da meno. Rivangare il passato non serve alla risoluzione del problema però vi chiediamo: che vogliamo fare? È possibile che la Regione Puglia si assuma le proprie responsabilità? Dobbiamo cancellare una benemerita istituzione locale? I dipendenti che fine faranno?“.
“Appoggiamo la richiesta del professor Masciale di un incontro che dovrà avere la risoluzione definitiva del peso debitorio dell’asp Maria Cristina di Savoia, più che sterili idee di progetti e indirizzi manageriali, e soprattutto la definitiva risoluzione delle problematiche occupazionali” conclude la nota.
Commenti
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Ieri Zapata e il suo Carlino erano alla manifestazione del gay pride. Nulla questio al Gay Pride ma diesertare gli inviti fatti precedentemente per le nostre problematiche ha dell'assurdo.
Loro sono importanti i lavoratori dell'ASP Maria Cristina di Savoia NO!







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