Sicurezza urbana, Guerini: «No ai sindaci sceriffo e a quelli che fanno tutto loro»

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Il neo coordinatore della segreteria nazionale Pd ospite ieri del dibattito promosso dal Partito Democratico, con il segretario regionale Lacarra e il candidato sindaco Sannicandro
Ancora sicurezza urbana e ruolo dei sindaci al centro del dibattito pubblico promosso dal Partito Democratico per sostenere la candidatura di Emanuele Sannicandro, al quale hanno partecipato ieri due alti esponenti piddini locali e nazionali: il segretario regionale Marco Lacarra e l’onorevole Lorenzo Guerini, neo coordinatore della segreteria nazionale.
L’incontro, che si è tenuto al Sancti Nicolai Convivium, è stato moderato dal giornalista Mario Sicolo.
«Ormai dobbiamo tutti confrontarci con ciò che accade a livello nazionale ed internazionale – ha esordito Marco Lacarra – ed è emblematico ciò che è successo sabato scorso a Torino, dove si è vista l’incapacità di un sindaco (la pentastellata Chiara Appendino, ndr) e di un’amministrazione nel fronteggiare un evento pubblico con la presenza di 30mila persone in piazza».
Lorenzo Guerini, che è stato sindaco di Lodi per due mandati (dal 2005 al 2012), conosce bene oneri e responsabilità di un primo cittadino. «Fare il sindaco significa valorizzare e unire la propria comunità, compito al quale la politica deve riabituarsi. È facile evidenziare un problema e attribuirne le colpe, ma non si amministra così perché i problemi si risolvono restando insieme». Per quanto riguarda il tema della sicurezza, il neo coordinatore nazionale Pd si è definito «contrario ai sindaci sceriffo» ma ha elencato i passi che un primo cittadino deve attuare: «segnalare e denunciare eventi criminosi, senza strumentalizzarli ma affrontandoli, collaborando con le istituzioni preposte per dare l’esempio di legalità. Un sindaco deve investire sulla qualità della propria città e degli spazi urbani, che devono essere vissuti e percepiti come luoghi sicuri. Altro aspetto importante è l’integrazione: gli stranieri non devono sentirsi ospiti ma cittadini perché se un bambino nasce in Italia, deve essere italiano. Ultimo ma non meno fondamentale è l’adesione a progetti nazionali riguardanti la sicurezza, come ad esempio l’ottenimento di finanziamenti per l’installazione di telecamere collegate con terminali delle Forze dell’ordine».
L’ultima battuta prima di lasciare spazio a Sannicandro: «Il trasformismo è il male della politica: non amo né i sindaci sceriffo né quelli che fanno tutto loro».
«Ammettiamo di aver commesso errori di valutazione circa la politica attuata da Abbaticchio – ha affermato Emanuele Sannicandro – ma abbiamo avuto il coraggio di riconoscere l’errore. Perché nella nostra comunità si usa il “noi” e insieme discutiamo e approfondiamo le tematiche che interessano Bitonto coinvolgendo i cittadini».
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