Abbaticchio: «Noi non cominciamo dalle periferie, noi ripartiamo dalle periferie»

© BitontoLive.it
Ieri sera nel campetto di via Togliatti il primo comizio della sua campagna elettorale da ricandidato sindaco
«Noi non cominciamo dalle periferie, noi ripartiamo dalle periferie». Questo lo slogan ripetuto ieri sera da Michele Abbaticchio per lanciare la sua campagna elettorale nel primo comizio da ricandidato sindaco, tenuto proprio in periferia, in via Togliatti nella zona 167.
È stata anche l’occasione per presentare ai cittadini le dieci liste che compongono la coalizione che lo sostiene: Iniziativa Democratica, Tra la gente, Bitonto Solidale, Italia dei Valori, Riformisti Cattolici Popolari, Direzione Bitonto, 70032 Città in movimento, Progetto comune Vivere la città, Città Democratica, La Puglia in più.
«Questa volta – ha annunciato in apertura di serata Rino Mangini, assessore uscente e candidato consigliere – ci sono sette temi alla base del nostro programma elettorale: bambini, giovani, famiglie, anziani, sportivi, imprenditori, cittadini in condizioni di fragilità. In questi cinque anni abbiamo reso migliore la nostra città e ognuno di loro ci ha chiesto di proseguire su questa strada, con capacità e competenze, per completare il percorso cominciato. Perché questa città non è divisa ma è una comunità integra».
«Basti pensare – ha continuato – che cinque anni fa Bitonto era considerata un dormitorio. Oggi invece è viva: sono presenti più di 200 associazioni e il centro storico si è trasformato, offrendo occasioni 365 giorni l’anno. Tutto ciò però senza togliere importanza alle periferie: ogni quartiere, e ringrazio vivamente tutti i consiglieri dei vari comitati di quartiere che hanno creduto in questo importante progetto, deve comprendere la sua vocazione, crederci e svilupparla».
Infine Mangini ha lanciato un monito: «Abbaticchio non ha già vinto, come sento dire in giro, ma sono sicuro che vinceremo perché è l’uomo giusto per completare il cammino nei prossimi cinque anni».
Un assist colto al volo da Leonardo Palmisano, sociologo intervenuto a sostegno di Abbaticchio: «Michele è una cerniera che unisce l’intera città, perché Bitonto ha avviato un percorso unico. In quest’ambito possiamo piazzare il welfare, ossia il sistema di un’amministrazione dove persone di ogni età, genere e condizione sociale si aggregano. Tutto ciò va di pari passo con Abbaticchio, una persona che si caratterizza per la compattezza e che riesce a stare a contatto con la gente».
«Andare nelle periferie – ha continuato Palmisano – è la scelta giusta perché il programma è centrato sull’idea di persona, è sì complesso ma costruito col cuore. Un’altra parola che voglio sottolineare: solidarietà. La solidarietà di una coalizione che non deve rispondere agli attacchi avversari ma raccontare il programma arricchendolo, rendendolo permeabile alle sollecitazioni dei cittadini, com’è già stato fatto in questi cinque anni».
Poi è intervenuto Abbaticchio per ripercorrere l’operato dei cinque anni appena trascorsi: «Abbiamo fatto scelte politiche che abbracciano i quartieri periferici, costruendo ben cinque aree ludiche per bambini e famiglie; abbiamo riqualificato completamente il campo di via Togliatti con annesso orto sociale; abbiamo aiutato i giovani che volevano investire nel centro storico; poco distante da qui abbiamo recuperato la Casa della Musica, oggi frequentata da tanti giovani che vogliono imparare a suonare uno strumento; è nato il centro polifunzionale “Paolo Borsellino”; abbiamo recuperato il 70% del patrimonio scolastico ristrutturando le scuole (come ad esempio quella di Palombaio, con una palestra ora all’avanguardia) e tagliando fitti privati per 95mila euro; abbiamo affrontato e vinto la sfida di entrare nell’area metropolitana, divenendo protagonisti del percorso principale verso Matera 2019 con Palombaio e Mariotto, per la prima volta inserite in un percorso turistico».
Il campo di via Togliatti è stato al centro del discorso. «Quando vincemmo il bando regionale per la riqualifica di questa struttura, Bitonto si riscoprì razzista verso i suoi stessi concittadini. “State dando le perle ai porci”, mi dissero. Ma noi non abbiamo nascosto la testa sotto la polvere, alle famiglie che incitavano i figli al crimine abbiamo fatto presente che il Comune è con loro, le aiuta a combattere sfruttando strutture che erano uno scempio, bruciate. E che ora invece, grazie ad una cooperativa sociale, offrono lavoro ad alcune persone. L’intero quartiere si è riappropriato del campetto, gestendo autonomamente anche un orto».
Abbaticchio ha poi annunciato nuove inaugurazioni. «Sabato prossimo apriremo la Cittadella del Bambino a Villa Sylos, a tutti nota come La Contessa; sono già stati finanziati i lavori per il lungolama, l’ex macello e piazza Caduti del Terrorismo; verrà costruita una pista ciclopedonale presso il campo “Nicola Rossiello”; toccherà al plesso scolastico di Mariotto essere ristrutturato, con insieme la costruzione di una palestra; verranno riqualificati entrambi i campi sportivi di Mariotto e Palombaio; entro fine mese verrà aggiudicato il primo centro antiviolenza del distretto sanitario Bitonto-Palo del Colle. Come vedete, non abbiamo pensato solo al centro storico. Anzi, i prossimi fondi li impiegheremo per ristrutturare le strade, a parte le tante che abbiamo ristrutturato in questi cinque anni».
«Il problema – ha concluso Abbaticchio sulle note di “Vietato morire”, il brano di Ermal Meta giunto terzo all’ultimo Festival di Sanremo – è la mancanza di fiducia. Bitonto è una città meravigliosa, chi la viene a visitare se ne innamora. Essere sindaco è stato l’onore più grande della mia vita, soprattutto perché ho visto che una città ha smesso di sperare ed ora crede nei propri mezzi. Dedico la mia campagna elettorale alle persone che soffrono!».
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