Letteratura magistra vitae, i classici che aiutano a ricordare

Mariagrazia Lamonaca
"Storie di donna" alla Galleria Devanna

Serata dedicata alla poetessa greca Saffo, simbolo della letteratura al femminile

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Proseguono le iniziative di “Storie di donna“, la rassegna ideata da Comune di Bitonto e Parco delle Arti in occasione della giornata internazionale della donna. Filo rosso della rassegna è raccontare il mondo femminile, le storie e le conquiste di tante donne del passato e non, attraverso film, spettacoli teatrali, recital poetici, presentazioni di libri. Un ricco calendario di eventi, iniziati domenica 5 marzo, che si concluderanno il 21 marzo nella Giornata internazionale della poesia, con una serata dedicata alla poetessa di Valsinni Isabella Morra.

Martedì sera nella Galleria nazionale della Puglia “Devanna” si è dato spazio a colei che è considerata la poetessa per eccellenza: Saffo. “A capo di un Tiaso: Saffo decima musa” il titolo di una serata completamente dedicata alla poesia, organizzata in collaborazione con la fondazione De Palo-Ungaro e l’associazione culturale Cenacolo dei poeti.

Dopo la “passeggiata” tra i dipinti della collezione Devanna raffiguranti eroine della mitologia, la conferenza è iniziata con i saluti della direttrice della galleria Nuccia Barbone Pugliese ed il suo excursus storico tra il pensiero di Saffo, Catullo, Shakespeare e Nietzsche.

Sulle analogie tra la poetessa di Lesbo e il poeta latino Catullo (in particolare il suo Carme 51) si è incentrata anche parte del discorso del dottor Enrico Fasano e del professor Nicola Pice, relatori della serata.

A dar voce ai diversi autori presi in analisi, l’accattivante interpretazione dell’attrice Rossella Giugliano, accompagnata dal suono dell’arpa di Jacub Rizman.

Punto di partenza la lettura di alcuni passi di “Se questo è un uomo” di Primo Levi, in particolare il celebre capitolo “Il Canto di Ulisse”, dove lo scrittore torinese racconta lo sforzo di trasmettere ad un ascoltatore straniero (un francese detenuto nel suo stesso campo di concentramento), il significato e la profonda bellezza del ventiseiesimo canto dell’Inferno dantesco. Tutto ciò, nel contesto umiliante e alienante del campo di concentramento, diventa metafora della prigionia. Fasano ha sottolineato l’importanza della presenza di un interlocutore: «L’esercizio della traduzione, come abbiamo notato in questo passo di Primo Levi, non avrebbe nessun senso senza un interlocutore. C’è bisogno di un interlocutore perché si scatenino certe dinamiche e questa è una delle ragioni per le quali siamo qui questa sera. Siamo qui per parlare del perché della necessità dell’interlocuzione. Quello che accade nella voce parlante di Primo Levi è sostanzialmente questo: lui ricorda Dante ma nello stesso momento si accorge che non lo aveva mai capito e che non gli era mai stato chiaro prima di quel momento, cioè prima che cominciasse a parlarne a qualcuno».

Si è poi passati allo “Zibaldone” di Leopardi, nel momento in cui il poeta di Recanati si sofferma a parlare della bellezza e della compiutezza dei classici rispetto agli scritti dei moderni. Il professor Pice ha letto in greco il frammento 31 LP di Saffo, un testo tutto costruito sulla musica, una sorta di monologo teatrale. Proponendo una lettura estetica del testo lirico, ha analizzato il vedere (e il vedersi) della poetessa. Ha poi motivato la scelta dell’autore anonimo del “Trattato del Sublime”, che coglieva in questo componimento saffico l’apice del suo fare poetico.

Infine, la lettura di un pezzo di “Fahrenait 451” di Bradbury, sull’importanza del ricordare. Ed è forse proprio nella capacità di ricordarci da dove veniamo che risiede tutta la forza della letteratura, come ribadito da Rossella Giugliano: «È importante ricordare e custodire tutto quello che ci viene tramandato dai classici. Per questo, ancora oggi, si parla di Saffo, Leopardi.. I loro nomi rimarranno eterni nel ricordo che noi ne facciamo, oltre che per la potenza del loro canto e del loro sentire».

La serata ha visto la partecipazione di un folto pubblico, in parte composto dagli studenti del liceo classico Carmine Sylos.

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Commenti

  • nicola abbondanza (utente non verificato)

    credo occorrano occasioni per ascoltare la declamazione in greco antico al suono dell’arpa e latino fuori dai licei e dalle università. il cenacolo si impegna ad aumentare le occasioni di ascolto di poesia declamata anche nelle lingue classiche: lancio l’idea di una corte in lingue classiche durante il festival di poesia in agosto. colgo l’occasione per ringraziare mariagrazia lamonaca per il dettagliato articolo