“Leonte”, inno alla resilienza dedicato a Giovanni Memoli e alla sua famiglia

Marino Pagano
La copertina del libro (dettaglio)

Il libro di Antonio Bettelli racconta l’impegno dell’Esercito italiano in Libano

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La forza vera, si sa, risiede nel cuore. Giovanni lo sa.

Giovanni Memoli, bitontino, vita già tutta sulle spalle, accanto dei giganti come i suoi genitori e sua sorella, è continua lezione per noi tutti.

Il 27 maggio del 2011 subisce in Libano un attentato che stravolge la sua vita. Faceva parte del contingente italiano in Libano. Una bomba, nascosta dietro il cemento armato sulla strada Sidone-Beirut, colpisce due dei quattro veicoli con all’interno connazionali. Giovanni riporta conseguenze che la stampa nazionale e cittadina in questi anni ha riportato con grande partecipazione anche emotiva. Un calvario. Notizie contrastanti, sulle prime. Il destino di Giovanni sembra essere ancora più fosco e triste.

Poi, si riaffaccia la vita. Abbracciata alla necessaria speranza. Quanto Giovanni sia supremo esempio di vita lo sanno i suoi amici (quelli veri, aggiungerebbe lui, innamorato e desideroso di autenticità). Lo sa appunto la sua meravigliosa famiglia. Lo sa la città. Comunità che ha avvertito il dolore di questo suo figlio.

Lo sanno ora anche i lettori di tutta Italia. È infatti da poco nelle librerie del Bel Paese il volume dal titolo “Leonte”, a firma di Antonio Bettelli, pubblicato per i tipi delle edizioni Gaffi di Roma. L’autore è un ufficiale dell’Esercito da tempo attivo sui fronti internazionali, impegnato sotto il segno del Tricolore nelle missioni volte a risolvere conflitti bellici. Leonte si chiama anche l’operazione italiana in quelle zone, dal nome del più importante fiume della Terra dei cedri.

Il libro, scritto con efficace stile narrativo, racconta l’impegno italiano in Libano. “A Giovanni Memoli e alla sua famiglia”, recita la dedica del volume. Un testo ispirato, frutto di mano sapiente e cuore non arido. Pagine vergate con altrettanto cuore, in grandissima parte volte al racconto di quanto accaduto a Giovanni, ai suoi magnifici genitori, a sua sorella, ai suoi amici militari come lui interessati dal truce caso. Come in un toccante romanzo (coinvolto ma mai banalmente retorico), il libro squaderna profonde sensibilità, tramite una prosa lirica e a tratti anche legata ad una visione prettamente spirituale della vita. La famiglia di Giovanni ne esce per quel che è: una straordinaria esperienza umana di forza e fede nella vita. E poi Giovanni. Giovanni come uomo, figlio, fratello, cittadino. Un gigante anche e soprattutto lui, gigante che forse mai avrebbe chiesto o scelto di esserlo. Ma la sfida gli si è presentata davanti con drammatica e persino crudele schiettezza. Lui però è sempre lì. Pronto a combattere. Questa volta solo ed esclusivamente per il valore incalcolabile della sua stessa vita.

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Commenti

  • Antonio Bettelli (utente non verificato)

    Non avrei potuto desiderare recensione più toccante e intensa. Grazie.