Ricci e l’operazione verità sull’emergenza neve. Il consiglio comunale esige chiarezza

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Maggioranza e opposizione concordi nel voler individuare le responsabilità nella gestione della crisi. Sotto accusa Regione e Città metropolitana
Si è aperto con un minuto di silenzio in ricordo della Shoa e delle vittime di Rigopiano, e con una speciale richiesta del sindaco Michele Abbaticchio, il consiglio comunale che si è tenuto ieri mattina a Palazzo di Città.
Il primo cittadino, a poche settimane dall’emergenza neve che ha paralizzato la città e le frazioni, a causa anche del ghiaccio che ha reso impraticabile la viabilità interna ed esterna, ha proposto il conferimento di un encomio pubblico alla Polizia di Stato e alla Polizia municipale di Bitonto. Abbaticchio ha ringraziato il comandante maggiore Gaetano Paciullo, responsabile del comando dei Vigili urbani, e il tenente Clemente Perrulli in qualità di responsabile della Protezione civile, presenti in aula, «che hanno compiuto sforzi eccezionali, oltre gli orari previsti dai turni lavorativi, per andare incontro alle numerose esigenze di cittadini, grazie anche al prezioso supporto delle associazioni locali come Sass, Croce Rossa e Nucleo di Protezione Civile». Un impegno straordinario che – ha ribadito il sindaco – ha superato gli ostacoli naturali causati dall’abbondante nevicata, per portare ausilio ai numerosi residenti dializzati, infortunati o infartati che necessitavano di essere trasportati in ospedale, e ai tanti automobilisti rimasti bloccati sulle provinciali del territorio.
L’encomio per le forze di Polizia locali
Encomio e ringraziamento che ha visto tutte le forze politiche unite, da Christian Farella (Gruppo Misto) a Francesco Ricci e Vito Antonio Labianca (Pd), da Franco Mundo (Psi) a Pippo D’acciò (Città Democratica) fino a Carmela Rossiello (Forza Italia) e Pino Maiorano (Lista Intini). Tutti, però, ugualmente concordi nel sottolineare, in contrapposizione allo straordinario lavoro delle forze di polizia locali, l’inefficienza della gestione delle’emergenza a livello regionale e metropolitano, vista la “latitanza” di Protezione civile e Prefettura.
Farella ha evidenziato l’esigenza d’istituire una «filiera di emergenza più organizzata e certa nella prevenzione e nella programmazione», mentre il capogruppo Pd Ricci ha sollevato qualche polemica sul conferimento dell’encomio proposto dal sindaco, «perché non ne sapevamo nulla e comunque l’encomio dovremmo darlo tutti i giorni ai vigili e ai volontari delle associazioni, dato l’impegno che hanno sempre mostrato, perciò trovo più utile discutere insieme su ciò che è stato fatto e su ciò che invece non si è potuto fare, durante l’emergenza».
Operazione verità
Ricci ha chiesto di avviare un’operazione verità per individuare eventuali responsabilità e falle della Protezione Civile Regionale nella diramazione dell’allerta meteo e poi nelle molteplici criticità emerse nei giorni di neve. «Chi doveva lanciare l’allarme rosso e non l’ha fatto? Chi ci ha abbandonato a noi stessi deve pagare, perché Bitonto, così come altri comuni, è stata lasciata in balìa dei pochi agenti e vigili urbani che si sono resi disponibili?» ha chiesto Ricci.
Dello stesso avviso il consigliere Mundo, il quale ha auspicato un incontro con l’assessore al ramo e il comandante dei Vigili urbani per fare il punto delle operazioni messe in atto e su quelle che invece non sono state realizzate, «forse per mancanza della lucidità necessaria in quel momento», allo scopo di fare tesoro dell’esperienza di emergenza vissuta e non rischiare di farsi trovare impreparati, come Comune, in caso di una nuova crisi meterologica. «Al di là – ha aggiunto Mundo – delle gravi responsabilità della Prefettura e della Protezione civile a livello centrale, al limite della diserzione, e del disinteressamento totale».
La consigliera Rossiello ha chiesto invece attenzione sui danni causati dalla nevicata, soprattutto a discapito degli agricoltori, per i quali Forza Italia aveva già inviato un’interrogazione al sindaco affinché si provvedesse subito a fare una ricognizione per chiedere lo stato di calamità naturale per i concittadini danneggiati.
Maiorano ha lamentato lo scarso senso civico e la scarsa conoscenza dei propri doveri mostrato da molti cittadini soprattutto sui social, richiamando alcune segnalazioni inadeguate fatte da utenti preoccupati solo di veder ripulito l’uscio della propria abitazione.
Il capogruppo di destra, Damascelli, ha rimarcato fortemente l’assenza e l’inefficienza di Regione Puglia e Città metropolitana nell’affiancare i Comune nel momento di massima emergenza. Il consigliere ha riferito di essersi fatto portavoce di questo malcontento già in sede di consiglio regionale chiedendo lumi all’assessore alla Protezione civile Antonio Nunziante, ed ha invitato Abbaticchio, in qualità di vicesindaco della Città metropolitana, a fare altrettanto nelle sedi di riferimento dell’ex provincia.
Gli interventi straordinari della Polizia municipale
Al termine degli interventi dei consiglieri, il comandante maggiore Paciullo ha voluto fare il resoconto delle operazioni svolte dal comando della Polizia municipale nei giorni d’emergenza: «È stato un lavoro senza precedenti – ha esordito – nonostante la lezione appresa dopo la grande nevicata del 1993. Nonostante le allerte meteo parlassero di “criticità moderate”, già dal 4 gennaio avevamo convocato il sindaco e il Centro operativo comunale per rispolverare il vecchio Piano di Protezione civile comunale, che però si riferiva solo ad alluvioni e incendi. Abbiamo sparso il primo sale sulle strade già la notte del 5 gennaio e poi abbiamo continuato a spargere sale e spalare le strade, anche di competenza provinciale, tutti i giorni dell’emergenza, facendo le veci anche del 118 nel trasportare i malati che necessitavano di cure urgenti. Parliamo di 347 chilometri di strade nel territorio bitontino e di operatori e volontari attivi 24 ore al giorno, senza orologio, senza rispettare i turni: questa è la straordinarietà!».
La sfida di Ricci a Fioriello
Archiviato il tema dell’emergenza neve, il consigliere Ricci ha ripreso la parola per proporre la discussione di un altro punto, non iscritto all’ordine del giorno ma altrettanto urgente: la posizione dell’ormai ex (?) assessore Giuseppe Fioriello. «C’è un istituto nuovo in questo Comune, ovvero la possibilità per un assessore di autosospendersi – ha ironizzato il dem – ma quella dell’assessore non è una figura istituzionale. Egli è un collaboratore del sindaco e non può venire meno al suo ruolo, se non c’è un decreto comunale apposito».
Appurata poi la pubblicazione di tale decreto, firmato dal sindaco, Ricci ha continuato a lanciare strali contro Fioriello: «Noi stiamo ancora aspettando dall’ex assessore la risposta in merito al suo presunto coinvolgimento in una condanna penale, come rivelato da un giornale locale. Lui afferma di aver operato nella massima trasparenza, allora perché non chiede al segretario generale Salvatore Bonasia di leggere pubblicamente il casellario giudiziale che lo riguarda, ma non quello richiesto da Fioriello, intendo quello in possesso della pubblica amministrazione che è molto più specifico e approfondito?». E proprio per sottolineare la sua buona fede, Ricci ha chiesto a Bonasia di dare lettura pubblica del casellario in suo possesso (da cui non è emersa nessuna condanna penale), invitando gli altri consiglieri comunali a dare una simile prova di vera onestà.
Infine ha lanciato un guanto di sfida a Fioriello: «Se ciò che afferma corrisponde al vero, cioè che non ha alcuna condanna penale a suo carico, chieda al segretario di dare lettura del suo vero casellario giudiziale. Se emergerà che è innocente, allora il giornale che l’ha accusato verrà querelato; se invece risulterà una qualsiasi condanna a suo carico, allora dovrà chiedere scusa alla città e smettere di prendere tutti in giro, visto che sta anche mettendo su una lista civica a sostegno di Abbaticchio per le prossime elezioni».
Il segretario Bonasia ha replicato di non poter rendere pubblici gli esiti del casellario giudiziale di Fioriello, se non sotto espressa autorizzazione dell’interessato. Tuttavia ha ribadito: «Dai dati acquisiti nei documenti ufficiali in mio possesso, non c’è nulla che costituisca presupposto per procedere ai fini della nullità dell’incarico ricevuto». In sostanza il funzionario non ha affermato che Fioriello è esente da condanne penali, perché per legge non avrebbe potuto affermarlo, ma solo che i dati in suo possesso non possono autorizzarlo ad avviare una procedura per revocare all’assessore la carica, ormai comunque sospeso, di assessore.
La bagarre Mundo-Abbaticchio
Poi è intervenuto il consigliere Franco Mundo con una serie d’interrogazioni a sindaco e assessori, benché non previste all’ordine del giorno. Ordine che, dopo oltre due ore di consiglio, non era ancora stato affrontato.
Mundo ha chiesto lumi in merito alla campagna di sensibilizzazione contro i mozziconi di sigaretta per strada, avviata dall’Azienda Servizi Vari e dal Comune con tanto di gadget, per il costo complessivo di 2.400 euro per 2mila pezzi, come i contenitori per le cicche forniti dai tabaccai locali. «Sarebbe stato auspicabile – ha osservato il consigliere Psi – che i gadget fossero stati accompagnati da un’ordinanza sindacale o una disposizione della Polizia municipale, che obbligasse i titolari commerciali a posizionare all’esterno dei locali dei posacenere, per sensibilizzare i cittadini a non buttare per strada le cicche».
Mundo ha anche evidenziato come solo pochi agricoltori bitontini abbiano aderito all’iniziativa comunale di riutilizzare le acque reflue depurate, parlando di «scarsa informazione» a riguardo.
Infine ha stigmatizzato l’incapacità del Comune di pagare 64 euro per permettere la stipulazione della convenzione con la Confconsumatori per garantire patrocinio e assistenza legale gratuita alle famiglie disagiate, un servizio che sarebbe dovuto partire da agosto. La chiamata in causa della povera Maria Grazia Cutrone, la giovane madre uccisa dal marito a novembre scorso e in gravi condizioni sociali – in riferimento alle tante famiglie bitontine disagiate, che necessiterebbero di questo servizio comunale – ha fatto insorgere il sindaco. «Prendo le distanze da quanto ha detto Mundo, trovo indegno accostare la mancata convenzione per il patrocinio grautito con il femminicidio della Cutrone. È un’operazione politica scandalosa, una speculazione immotivata» ha ribattuto Abbaticchio. Il servizio che garantisce patrocinio gratuito legale a chi non può permetterselo – ha informato poi il primo cittadino – è stato attivato proprio ieri mattina.
Franco Mundo ha precisato di aver fatto menzione delle condizioni problematiche della Cutrone, non del suo assassinio, ma i toni tra il sindaco e l’ex consigliere di maggioranza passato all’opposizione si sono fatti accesi, tanto da costingere il presidente del consiglio comunale Gaetano De Palma a sospendere la seduta e a riprendere la discussione dopo alcuni minuti.
La Commissione toponomastica
Finalmente, alla ripresa, si è affrontato il primo punto all’odg, ovvero la comunicazione del presidente di un prelievo dal fondo di riserva di 18mila euro da parte della tesoreria comunale.
A seguire, è stato anticipato il quinto punto relativo alla nomina della Commissione toponomastica. Come da regolamento, la prima, la terza e la quarta commissione consiliare, competenti in materia, hanno indicato un membro di minoranza ed uno di maggioranza ciascuno. Sono stati scelti i consiglieri Farella, Pasquale Carelli, D’Acciò, Francesco Toscano, Mundo e Francesco Paolo Cuoccio che, insieme al sindaco e alla responsabile del Servizio Demografico, costituiranno la nuova commissione.
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