Quando il bene vince la malattia. Due nuove pubblicazioni per Carmela Lella

Marino Pagano
Nuvole

“Il grande azzurro” e “Qualcosa c’è… a Natale” sono le ultime opere della scrittrice bitontina. Costretta a letto da decenni, detta i suoi pensieri alle amiche infermiere

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Il male fa più notizia del bene. Verità assoluta, si direbbe. Nella materializzazione di questa malinconica constatazione ha gran colpa, ormai storicamente, un certo giornalismo sondaggisticamente attento ai numeri delle letture più che ai contenuti, alle “vendite” più che ai messaggi, ai pensieri bassi più che alla crescita civile, alla fomentazione delle paure più che alla costruzione di una condivisa etica dello stare assieme, alla spasmodica ricerca da ipertrofia cronachistica più che all’approfondimento delle reali cause originanti le difficoltà sociali. Lo vediamo anche nella nostra città.

Tuttavia, non è questo il tema di questo scritto. L’argomento è infatti il bene. Il bene non in quanto semplice e meccanico contrario del male ma il bene che dà vita a cose belle, in cui vale la pena credere. Vi racconteremo infatti una storia. Apparentemente piccola. Una storia esempio di amicizia, ascolto, affetti, lealtà, prossimità. Succede che Carmela Lella, bitontina, animo vivido e puro da sempre volto alla creazione letteraria, sa che sugli amici e sui movimenti del cuore può contare. E lo sa, lo sperimenta, sul campo. Dove il campo è la vita. Carmela non sta fisicamente bene. Per nulla. Costretta da decenni a letto da una malattia crudelmente invalidante, compromessa anche la vista degli occhi ma non quella delle passioni del cuore, si affida così proprio a degli amici per la realizzazione di un suo sogno: la pubblicazione di suoi scritti in prosa, dopo che già tempo fa, partecipando a concorsi letterari di narrativa e poesia, ha potuto pubblicare qualcosa di suo.

 

Due nuove pubblicazioni per Carmela

Ma mancava da molti anni un volume completo a sua firma, dopo anche costanti pubblicazioni su riviste letterarie (mentre data al 1996 il romanzo “Il poeta del pulpito”). Ed ecco ora addirittura due testi, dopo un’intelligente e solidale operazione di ricerca fondi ideata apposta per lei e per la soddisfazione del suo proposito.

Il primo è il racconto lungo “Il grande azzurro” (Il Convivio editore), il secondo la raccolta di scritti “Qualcosa c’è… a Natale” (quorum edizioni). Entrambi arricchiti dalle profonde e ispirate prefazioni di Angela Aniello, fertile animatrice letteraria cittadina e pure impegnata in prima persona con diversi scritti, i libretti sono stati presentati nelle ultime settimane a Bitonto. Per “Il grande azzurro”, Carmela ha partecipato ad un concorso della casa editrice, ricevendo una menzione d’onore con pubblicazione dell’opera. Unico vincolo, l’acquisto di cinquanta copie. Da qui, la diffusione della notizia sui social tramite soprattutto la stessa Aniello, Chiara Cannito e Carmelo Bacco. Per ‘Qualcosa c’è… a Natale”, gli amici hanno accontentato Carmela, desiderosa della pubblicazione dei suoi racconti, usciti in tempi rapidissimi con illustrazioni sempre a cura di Angela Aniello. Durante le serate di presentazione dei due volumi, letture degli attori di “Fatti d’arte”, con Mariantonia Capriglione e Raffaele Romita. In occasione dell’evento dedicato al libro natalizio, Bacco, maestro nella scuola primaria, ha coinvolto gli allievi di due quinte classi in felici riletture tratte dalla “Buona Novella”, opera di Fabrizio De Andrè.

“È inesplicabile il valore di un’anima presente a se stessa”, scrive icasticamente Lella. Con parole che tutto, davvero, dicono. Aggiunge Aniello: “Dall’autentica bellezza di queste pagine il cammino verso un nuovo centro della vita”. E ancora: “Bisogna farsi dono e aprire il sacchetto del cuore per scrivere una nuova storia: credere è riavviarsi al di là di ogni formicolio, lasciando entrare ogni bene possibile. Non è facile, ma Carmela dice che dobbiamo provarci perché è bello metter piede nel terreno dei sogni, sì da esserne materia viva”. Carmela Lella detta i suoi pensieri alle solerti amiche infermiere, che quotidianamente la seguono e trascrivono con dedizione tutto. Anche questo, il segno quasi antico di un amore grande.

Bellissimo e toccante il video, a cura di Francesco Moretti e Chiara Cannito, in cui Carmela saluta tutti e racconta le sue ispirazioni letterarie. Amore grande, si diceva. Ma tutto è grande qui. La fantasia letteraria e affabulatoria di Carmela (la cui scrittura è assolutamente lineare, ricca, precisa e davvero inappuntabile). La passione degli amici. La partecipazione di chi ha dato un contributo. Questo è un accaduto di enorme trascrizione di affetti. E allora, capovolgendo il nostro discorso iniziale, questa è tutt’altro che una storia “piccola”. Questa è una storia gigante, che va raccontata per quel che è. Una grande e bella notizia. Una straordinaria notizia. Una carezza che noi pensiamo di aver dolcemente donato a Carmela ma che è il segno di quanto il suo, di amore, può. Perché sono i suoi occhi che hanno messo radici, fertilmente germogliando, in tutti noi. A Bitonto, partendo da un letto che a prima vista immobilizza, ma da cui poi si effondono sentimenti continui di speranza, accadono cose così. Cose grandi così. Cose giganti. Se l’amore spesso è solo una bella parola, questo è un completo e compiuto “fatto” di amore. Un amore che si tocca. Anche le carezze toccano. Toccano una pelle che dice una vita e, appunto, una mente fertile ma soprattutto un cuore grande. “Azzurro” perché baciato di celeste immenso.

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