Il Comune si apre alla città. Ma i bitontini restano a casa

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Disertata la seconda giornata della trasparenza organizzata dall’amministrazione comunale nella biblioteca Rogadeo
Il Comune apre le porte della biblioteca Rogadeo ai cittadini per parlare di accessibilità e consapevolezza civica, ma viene ignorato dagli stessi bitontini. È un risultato deludente quello della seconda giornata della trasparenza promossa dall’amministrazione comunale ieri pomeriggio, alla presenza di funzionari comunali e responsabili dei servizi. Appena una ventina le persone che hanno ascoltato le relazioni in tema di trasparenza nelle performance, in rete e nei servizi sociali. Tutti servizi che avrebbero dovuto convincere i cittadini ad uscire di casa per andare ad informarsi sui meccanismi che muovono quel grande ingranaggio chiamato “res publica”.
Le sfide della trasparenza
«L’obiettivo di questo incontro pubblico è quello di rendere i cittadini consapevoli di cosa c’è dietro il meccanismo delle scelte comunali e dei servizi messi in atto dall’amministrazione e dagli uffici, con lo scopo di smorzare le eventuali polemiche e i mal di pancia dei residenti» ha esordito la vicesindaco Rosa Calò. «Questa esigenza che abbiamo avvertito di incontrare la cittadinanza – ha continuato – purtroppo non ha avuto successo, visto la scarsa presenza dei cittadini, ma resta comunque un nostro dovere rendere conto, a fine anno, del nostro operato e di quello che c’è oltre le carte e oltre la volontà di essere trasparenti. Rendiamo leggibile la nostra casa della trasparenza, che è il Comune!».
Un invito prontamente raccolto dal sindaco Michele Abbaticchio che, pur apprezzando l’impegno dell’amministrazione nel pubblicare, sul sito del Comune, tutte le informazioni possibili a beneficio e a conoscenza dei cittadini, ha spinto i funzionari a fare un salto di qualità: «Mi piacerebbe che, oltre a rendere accessibili ai residenti i dati comunali, riuscissimo a facilitare la comprensione del linguaggio burocratico degli atti, che spesso rendono difficile al cittadino approcciarsi ai documenti ufficiali. La sfida per il prossimo anno deve essere quella di semplificare il linguaggio e fornire ai cittadini più volenterosi un piccolo vademecum per approfondire la conoscenza della azioni comunali».
Trasparenza e corruzione nella gestione della cosa pubblica
Tra le relazioni esposte nel corso della serata, di particolare rilevanza quella del segretario generale Salvatore Bonasia, già responsabile per la Trasparenza del Comune di Bitonto. Bonasia ha illustrato l’excursus storico che ha portato all’emanazione della legge 190 del 2012 sulla prevenzione della corruzione nelle pubbliche amministrazioni. La cosiddetta legge Severino che, in un periodo di forte crisi economica a livello mondiale, aveva l’obiettivo di infondere maggiore fiducia da parte dei cittadini nell’Italia in generale, e nei Comuni in particolare. «La lotta alla corruzione ha due misure chiave: la trasparenza e la disciplina negli incarichi – ha spiegato il segretario generale – quali strumenti di lotta alla prevenzione nella cosa pubblica». «In particolare – ha aggiunto – la trasparenza deve essere lo strumento per abbassare i rischi di corruzione nelle amministrazioni, e di conseguenza far avanzare l’Italia nelle posizioni mondiali sull’indice di percezione della corruzione, dato che attualmente è al 61esimo posto, al fianco di Stati economicamente molto più arretrati».
Come prevenire la corruzione? Secondo Bonasia mediante la pubblicazione dell’albo pretorio, che consente ai cittadini di avere accesso ai dati e ai documenti pubblici, senza avere alcun particolare interesse diretto o concreto, in oltre 200 categorie d’informazioni obbligatorie, come deliberato dalla legge nazionale. L’albo pretorio, dunque, diventa la vetrina a cui rivolgersi per poter essere davvero edotti su ciò che avviene in città e potersi sentire concretamente partecipi della res publica.
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