Referendum, «Alla fine non ha vinto nessuno. È stata una sconfitta di tutti»

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Il commento del professor Raffaele Picciotti
A mente fredda, dopo lo stordimento del ko di Renzi che l'ha indotto alle dimissioni, il professor Raffaele Picciotti riassume in una nota inviata alla nostra redazione, che pubblichiamo, le riflessioni sulla vittoria del No al referendum costituzionale di domenica 4 dicembre.
«Alla fine non ha vinto nessuno. È stata una sconfitta di tutti.
nHa perso la Politica vera, quella che partendo da Aristotele per finire a uomini di altissima statura come Aldo Moro (che ho conosciuto direttamente) ed Enrico Berlinguer, ha alimentato la formazione culturale mia e di tanti.
nNon si imiti Renzi che – con la sua ormai proverbiale spocchia ed arroganza – si dimette e rilancia la palla nel campo del No.
nNon ha vinto nessuno di quelli che lui ha chiamato "accozzaglia".
nHanno vinto quei circa 20 milioni di cittadini che hanno scelto liberamente il No e che meritano rispetto, qualunque sia stata la motivazione della loro scelta.
nRenzi deve imparare a rispettare i cittadini che non sono "soldatini di piombo".
nDeve imparare a mettere da parte arroganza, presunzione, spocchia.
nRenzi deve imparare il significato delle parole umiltà, confronto, rispetto delle idee altrui.
nRenzi deve imparare che non si governa con l'Imperium (che si basa sulla forza dei numeri), ma con l'Auctoritas (cioè con l'autorevolezza che ti viene riconosciuta dagli altri, avversari compresi, in base alla tua storia, alle tue qualità positive improntate alla saggezza alla moderazione.
nOra ci sono le macerie di una campagna elettorale becera (mai ho visto niente di simile in mezzo secolo).
nPer costruire su queste macerie serve il contributo di tutti gli uomini di buona volontà che si trovano in entrambi gli schieramenti.
nNon si è giocata una partita di pallone.
nSono in gioco le sorti del Paese».
Commenti
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Ben detto professore. Ma chissà se Renzi potrà leggere questa sua nota.







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