Percorsi delle piante, dei fiori e del gusto. Ma quei cartelli portano a discariche

© Bitonto in MoVimento
Bitonto in MoVimento chiede conto delle oltre 600 segnaletiche installate a Palombaio e dintorni, per un progetto del gal Fior d’Olivi
«Sabato scorso alcuni cittadini di Palombaio ci hanno fatto notare la presenza sul territorio della nostra frazione di cartelli indicativi con le seguenti diciture: "Percorso delle piante e dei fiori", "Percorso del gusto". Abbiamo chiesto loro dove portassero quelle segnalazioni, ma nessuno ci ha saputo rispondere. La meraviglia è sopraggiunta nel constatare che quei cartelli, oltre ad essere presenti nel centro abitato, erano stati installati anche nelle campagne che circondano Palombaio come dimostrano le foto allegate. Zone che, con piante, con fiori e con il gusto, non hanno niente in comune, poiché trattasi di strade colabrodo con rischiose voragini già minacciose per le auto immaginiamoci per le bici, con numerose discariche a cielo aperto e cisterne comunali incustodite che rappresentano un grave pericolo per eventuali turisti coraggiosi che decidano di seguire i percorsi».
A denunciarlo è l'associazione Bitonto in MoVimento, che ha scritto al sindaco Michele Abbaticchio chiedendo perché sia stato asfaltato solo un piccolo pezzo iniziale di strada e ricordando le dichiarazioni del presidente del gal Fior d'Olivi Nicola Mercurio del 16 novembre 2015 ("I fatti concreti, anzi la nuova storia del nostro territorio, dimostrano la bontà del nostro operato. Per la prima volta nella storia di Bitonto, Giovinazzo e Terlizzi nascono dei percorsi che mettono in sinergia le bellezze artistiche eda architettoniche delle città e le eccellenze enogastronomiche delle nostre aziende, che sono il cuore dell’economia della nostra terra”).
«Peccato che più di 600 cartelli – commenta Bitonto in MoVimento – indichino itinerari turistici in aree che di attrazioni per i visitatori non hanno nulla e che, con tutto il rispetto, costituiscono dal nostro punto di vista il tipico esempio di spreco di denaro pubblico. Che senso hanno tutte quelle segnaletiche in zone così abbandonate e degradate? Quanto sono costati quei cartelli visto che sono stati cofinanziati con fondi Fesr e denaro del bilancio comunale, quindi sottratti ad altre priorità? Quei soldi non potevano essere usati per mettere in sicurezza le strade malridotte e le cisterne incustodite, e per ripulire quei territori dalle tante discariche abusive?».
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