Tari, operazione verità del socialista Mundo

La Redazione
Cassonetto dell'indifferenziata

Numeri e argomentazioni sui costi dello smaltimento rifiuti che paghiamo tutti

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«Ci siamo stancati di pagare i costi dello smaltimento dei rifiuti anche per gli sporcaccioni e i furbi. Le famiglie – e sono la stragrande maggioranza di questa città – che fanno correttamente la differenziata, non possono essere ulteriormente penalizzate. In più occasioni abbiamo chiesto la convocazione di un consiglio monotematico sull’ambiente, nelle riunioni di maggioranza, nelle commissioni consiliari, in consiglio comunale, ma invano. Non ci si può ridurre a parlare di “rifiuti” solo quando al consiglio comunale viene presentato “il conto da pagare”».

Così esordisce Franco Mundo, capogruppo Psi in consiglio comunale, in una lunga e articolata riflessione sulla questione rifiuti a Bitonto, pubblicata sulla sua pagina facebook venerdì sera. Riportiamo la prima parte di questa Operazione Verità perché aiuta a fare chiarezza, con numeri e argomentazioni esplicativi. 

«La mancanza di una politica seria in materia di rifiuti, che preveda anche un’azione sistematica e duratura di contrasto all’abbandono indiscriminato e al cattivo uso del servizio di raccolta, la mancanza di un monitoraggio serio sulla qualità e l’efficacia del servizio indivisibile di raccolta dei rifiuti, la quasi totale assenza di una efficace azione repressiva, non possono continuare a penalizzare i contribuenti onesti e le famiglie. Queste sono le motivazioni del voto di astensione del gruppo consigliare del Partito Socialista Italiano sui provvedimenti legati alla Tari» scrive Mundo.

E continua: «Ieri sera (giovedì per chi legge, ndr) mi sono imbattuto in un filmato pubblicato sulla pagina fb barese di Repubblica.it nel quale si vede il sindaco della Città metropolitana di Bari, Antonio De Caro, mettere le mani nella spazzatura, per trovare prove utili a sanzionare gli sporcaccioni della sua città http://video.repubblica.it/edizione/bari/bari-il-sindaco-rovista-tra-i-rifiuti-per-multare-i-ristoratori-i-turisti-fanno-bene-a-scappare/248470/248602?ref=fbplba. Subito dopo aver espresso il mio plauso a De Caro con un “mi piace”, nel condividere il filmato, ho messo nero su bianco alcune considerazioni e qualche “conto” fatto in precedenza in diverse occasioni: nelle riunioni politiche, in terza commissione, in consiglio comunale, a scuola in maniera ricorrente dal 2000 a questa parte…

Osservate attentamente questo servizio. Ad un certo punto l’operatore rovescia il contenuto di un sacco nero contenente rifiuti indifferenziati. Esso contiene in massima parte tovaglioli di carta, carta e cartoni unti, involucri e contenitori di plastica, bottiglie di vetro, qualche lattina di alluminio. Notate l’elevato numero di bottiglie di vetro che sono state buttate nel sacco e che successivamente riempirà il cassonetto dei rifiuti solidi urbani indifferenziati. Ora, tralasciamo per un attimo il fenomeno dell’abbandono che già di per sè è deprecabile, da sporcaccioni, prima ancora che illecito e sanzionabile per legge.

Concentriamoci sui pesi, sulle quantità e poi sui costi di smaltimento di queste materie che diventano rifiuti nel momento in cui decidiamo di disfarcene. Il peso specifico del vetro oscilla mediamente fra 2.400 e 2.6000 kg/metro cubo. Il peso specifico medio dei rifiuti indifferenziati non compattati si aggira attorno ai 185 kg/mc. Se compattati, i rifiuti indifferenziati pesano 750 kg/mc.

Adesso poniamoci alcune semplici domande.

Se dal contenuto di quei sacchi neri togliessimo il vetro, ritenete che il peso specifico dei rifiuti indifferenziati rimarrebbe invariato? Aumenterebbe? O diminuirebbe?

La risposta esatta è la terza.

La carta unta, i contenitori di polistirolo e quelli di plastica sporchi non sono riciclabili, ma il resto… carta scritta e non unta, cartoni non unti, lattine di allumino, vetro sono tutti materiali che possono essere riciclati. Soprattutto l’alluminio e il vetro, possono essere riciclati infinite volte! E se così è, non ritenete che buttarli nel cassonetto dell’indifferenziata sia uno spreco di risorse economiche?

La risposta esatta non può che essere affermativa.

Se dai rifiuti indifferenziati togliessimo almeno il vetro, l’alluminio e la plastica, ritenete che la quantità dei rifiuti da portare in discarica aumenterebbe o diminuirebbe?

Ovviamente la risposta esatta è la seconda.

Se dai rifiuti indifferenziati togliessimo il vetro e lo riponessimo negli appositi contenitori e stessa cosa facessimo per alluminio e plastica, ritenete che la quantità dei rifiuti da portare in discarica diminuirebbe, realizzando così un immediato sgravio dalla cartella esattoriale della Tari? E la percentuale di differenziata non farebbe forse un bel balzo verso l’alto consentendoci ulteriori risparmi?

Anche in questo caso, la risposta non può che essere affermativa».

Riflessioni

«Adesso facciamo due conti… in casa nostra! Non avendo a disposizione il sottoscritto dati ufficiali, mi rifarò a dati medi statistici reperibili nel web. Supponiamo che la produzione pro capite di rifiuti indifferenziati nell’anno sia di 700 kg ad abitante. La nostra popolazione, Bitonto e frazioni, si attesta attorno ai 55mila abitanti. Se moltiplichiamo questi due numeri, possiamo farci un’idea di quanti rifiuti produciamo in un anno: 700 x 55.000 = 38.500.000 kg, pari a 38.500 tonnellate.

Di solo smaltimento (ovvero il costo di conferimento in discarica) paghiamo 125 euro/tonnellata + 7.5 euro/tonnellata di ecotassa, la cui somma è 132.5 euro/tonnellata.

Il totale annuo, per il solo smaltimento, è dato da 132.5 euro/tonnellata x 38.500 tonnellate = 5.101.250 euro (5 miloni 101mila 250 euro).

Supponiamo adesso che la Madonna Immacolata, Lei ancora una volta, faccia un miracolo facendo rinsavire molti di noi al punto da consentire un balzo in avanti della raccolta differenziata di soli 20 punti percentuali, il 20% sui numeri attuali. Ciò significherebbe togliere da 38.500 tonnellate il 20%: 38.500 tonnellate – 7.700 tonnellate = 30.800 tonnellate. Pertanto pagheremmo per lo smaltimento annuo non più 5.101.250 euro, ma 30.800 tonnellate x 132.5 euro/tonnellata = 4.081.000 euro, realizzando così un risparmio secco di (5.101.250 euro – 4.081.000 euro) = 1.020.250 euro per anno.

Se adesso considerate che nei cassonetti dell’indifferenziata per le famiglie, ci finiscono non solo i rifiuti indifferenziati di ristoranti, bar e pizzerie, ma anche rifiuti speciali (materiali di risulta da lavori edili, guaine bituminose, rifiuti provenienti da officine, bidoni con residui di vernici, vasi di fiori pieni di terra… tutti materiali con un elevato peso specifico), capirete che quelle 30.800 tonnellate si possono ulteriormente e sensibilmente ridurre. Basti pensare che mediamente un metro cubo di materiale di risulta, secco, pesa all’incirca 1,5 tonnellate. Se lo smaltiamo in discarica di inerti, il costo di solo smaltimento oscilla tra i 12 e 15 euro; se invece finisce nel cassonetto dell’indifferenziata il costo, che graverà su tutti noi, sarà il seguente: 1,5 tonnellate x 132.5 euro/tonnellata = 198.5 euro.

Ciò significa che il costo che graverà sulla collettività si è moltiplicato quasi di 15 volte! E questo può rappresentare anche il costo di smaltimento che tutti noi paghiamo quando vengono ripulite le strade periferiche dai rifiuti abbandonati da persone che non bisogna esitare a definire delinquenti, perché nel momento stesso in cui assumono questi comportamenti, mettono le mani direttamente nelle nostre tasche!».

Conclusioni

«Dopo aver informato, consigliato e ammonito, bene ha fatto l’amministrazione comunale barese, con il sindaco Antonio De Caro in testa, a passare all’applicazione delle sacrosante sanzioni agli sporcaccioni.

Oltre alle sanzioni previste per l’abbandono dei rifiuti in violazione del DLgs 152/2006 (Testo unico sull’ambiente), l’ente municipale potrebbe applicare le sanzioni previste dall’articolo 15, commi 3 (sanzione da 25 a 99 euro) e 3/bis (sanzione da 105 a 422 euro) del DLgs 285/92 (Nuovo Codice della Strada)».

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