Piazza Caduti del Terrorismo, restyling “smart”?

La Redazione
Piazza Caduti del Terrorismo

Lo chiede un lettore, residente nella zona da oltre 40 anni

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Sul restyling di piazza Caduti del Terrorismo riceviamo il commento di un lettore, residente “storico” della zona, che si firma Angelo Mastrofilippo. Le sue osservazioni rivolte all’amministrazione comunale propongono suggerimenti e chiedono risposte. BitontoLive le pubblica per stimolare un confronto sull’urbanistica “partecipata” in città.

 

«Questa mattina volevo parcheggiare la mia Smart su piazza 5 Croci, ma non c’era posto. Sono più di quarant’anni che vivo in questo quartiere, ma quello che hanno fatto su questa piazza, per quel che si dica, mi lascia un po’ perplesso. Tutto quello spazio antistante le Croci per anni è sempre stato uno spazio aperto. Adesso vederlo ridimensionato mi lascia basito, mi da tristezza. È stato il nostro campo di calcio, mio e dei miei amici, ma questa è un’altra storia. Adesso sono le auto che monopolizzano le strade.
nMa andiamo per gradi. 

 

Cronistoria
Con delibera della giunta comunale n. 134 del 5 maggio 2015, avente per oggetto il riordino della segnaletica orizzontale e verticale in piazza Caduti del Terrorismo, si è proceduto all’appalto dei lavori alla ditta DSS Impianti snc di Modugno (valore dell’offerta a cui è stato aggiudicato l’appalto: 27.5O8,35 euro, iva esclusa).

Così come si legge dalle dichiarazioni sulla stampa locale, “l’idea è quella, innanzitutto, di eliminare i cassonetti sia dalla parte del mercato che da quella delle 5 Croci per allargare la raccolta “porta a porta” all’intera piazza, ed ha lo scopo di eliminare o per lo meno rendere meno anarchico il parcheggio presente attorno a una delle zone più importanti della città. Il secondo passaggio sarà quello, poi, di recuperare almeno 35 posti auto – ai quali aggiungere quelli riservati ai disabili – e realizzare, quindi, cordoli, isole pedonali e le strisce pedonali. Attorno alle Cinque Croci, invece, la volontà che arriva da via Dossetti è realizzare una piazzetta circondata da un’area verde con panchine e relativa pensilina”.

Quindi, se ho capito bene, uno degli scopi principali del riordino è quello di creare posti auto disciplinando il parcheggio selvaggio. Ma aiutatemi a capire, se vogliamo recuperare posti auto e utilizziamo il 70% dell’area utile al parcheggio per cementificare con infrastrutture varie, questi posti auto dove li andiamo a recuperare? Mi spiego meglio: quei posti c’erano già, non è che se ne sono creano altri, andavano solo ordinati. Perché si è deciso di occupare tanto spazio con cordoli, isole e aiuole varie sul largo prospiciente le Cinque Croci? Come pure quei cordoli a forma triangolare ai lati della piazza. A che servono? Servono solo a togliere posti auto. Volendo se ne sarebbero recuperati molti di più.
nInvito a fare una semplice analisi. Al di là del fattore estetico che non è in discussione, ci mancherebbe altro, anzi, la piazza è risultata sicuramente abbellita, ma io faccio questa semplice riflessione: il prima e il dopo.

 

Prima

Prima non era permesso parcheggiare adiacente alla rotatoria centrale, intorno al palo della luce ubicato al centro dello slargo Cinque Croci per intenderci, quindi chi aveva bisogno di lasciare il suo mezzo per un tempo indefinito lo cercava altrove, dove era ammesso farlo. Intorno alla piazza Caduti del Terrorismo o nelle strade attigue alla piazza, al rifugio da eventuali divieti di sosta e multe varie. Che succedeva? Che bene o male quest’area era più o meno libera, dico più o meno perché in effetti i parcheggiatori “momentanei”, quelli del “mordi e fuggi” (ricordiamoci che nei pressi della piazza ci sono tabacchi, bar, supermercati, mercato rionale della frutta…) parcheggiavano comunque su questi spazi per qualche minuto. Chi intorno alla rotatoria, chi a fianco dei bidoni della spazzatura, chi in doppia fila da un lato o dall’altro dello slargo. Insomma le macchine c’erano sempre e come afferma giustamente il sindaco, in modo anarchico. Qualcuno dirà “ma dà nan zo poute mette la macchene!”. Siamo d’accordo che “nan ze’poute mette”, ma la mettevano. E nonostante tutto, siccome lo spazio era abbastanza, la circolazione dei veicoli era fluida, priva di intoppi, addirittura facevano lì capolinea autobus di linee urbane ed extraurbane da un lato o dall’altro senza creare grossi problemi.

 

Dopo

Dopo, cioè ora, cosa è successo? Si sono creati posti auto veri con tanto di cordoli che ne delimitano lo spazio e, fra un po credo, strisce (spero bianche) sull’asfalto. Tutto autorizzato, lontano da multe. Posti auto veri. Quindi i residenti che hanno bisogno di parcheggiare per un tempo indeterminato trovano nell’opera un sicuro rifugio. Rifugio che adesso è sempre pieno, difficile trovare un posto libero. Tutta l’area dunque è satura. Ma… scusate… non mi tornano i conti… hem… mi sfugge qualcosa… dunque …che cosa? Ah ecco… adesso ricordo… ve ne siete dimenticati eh?…non siete attenti allora! Vi ricordate di quei famosi parcheggiatori “mordi e fuggi”? Che fine hanno fatto? Embè dovevate saperlo. Ormai lì è tutto pieno, ma quelli continuano a parcheggiare intorno a tutta l’area, anche solo per qualche secondo. E sapete cosa succede? Succede che si crea subito, anche se si ferma una sola macchina, un arresto miocardico della viabilità. Cosa che prima non accadeva. Ecco cosa succede. E poi mi si deve spiegare una cosa. Dov’è prevista la fermata degli autobus? Come si è potuto concepire un simile progetto senza prevedere da un lato o dall’altro uno spazio più aperto che non impedisse la normale circolazione dei veicoli qualora si dovesse fermare un mezzo ingombrante? Tutto il discorso vale anche dall’altra parte della piazza (davanti al mercato rionale della frutta). Anche lì c’è stata leggerezza nel valutare gli spazi.

 

Conclusioni

Quindi, traendo le conclusioni, è vero che adesso l’area risulta esteticamente migliore, più ordinata, ma è molto meno funzionale la viabilità. E dico di più, il tutto si poteva risolvere mettendo semplicemente una segnaletica orizzontale. E per segnaletica orizzontale intendo solo semplici pennellate di vernice. Solo “’ngocche strisc(e) de pettura bianghe” direbbe il tipico bitontino verace. Con qualche centinaio di euro si risolveva il problema. Un’idea sarebbe stata quella che propongo nell’immagine, dove ho creato a mano libera dei posti auto e delle zone dove non sarebbe possibile parcheggiare ma che si presterebbero utili per i parcheggi veloci (non so se proporzionato alla pianta ma notate che vi sono gli stessi posti auto, la parte delle strisce trasversali non vi tragga in inganno, perché è vero che non è sostabile ma è pur sempre di passaggio nel caso di fermata bus o parcheggi anarchici). Certo è giusto che le auto rispettino le segnaletiche, però bisogna convenire che effettivamente spazi sufficienti non ve ne sono più, questo è un dato di fatto. Non possiamo far finta che il problema non esista, le auto sono troppe e i posti insufficienti, quindi si vengono a creare situazioni di parcheggi momentanei in doppia fila o su aree dove non si può sostare. Utilizziamo quindi un po’ di buonsenso.

Con questo non voglio certo attribuire la responsabilità al sindaco, ci mancherebbe altro. Non voglio muovere delle critiche sterili, piuttosto mi piace cercare delle soluzioni funzionali ed essere costruttivo. Però qualcosa il primo cittadino potrebbe fare. Magari dire al responsabile all’urbanistica: “wagliò, iapre d’occhie!”. Perché effettivamente a mio avviso non è stato fatto un progetto adeguato. Senza dire poi che nei primi giorni del riordino della piazza a pochi passi, su via Palombaio, si rompeva l’asfalto per la fibra ottica. Manto stradale che era stato appena ripristinato giorni prima per precedenti lavori (era tutto bello uniforme, pulito e privo di rattoppi vari). Ma io dico, difficile era coordinare i vari lavori dell’urbanistica e quindi far coincidere le cose? E magari aspettare ad asfaltare, e farlo dopo che si era messa in opera la fibra?
nTempo fa è stato istituito al Comune di Bitonto l’Urban Center, strumento nato con l’obiettivo di supportare il processo partecipativo durante il percorso di formazione del nuovo Piano Urbanistico Generale per progettare insieme ai cittadini la nuova Bitonto. Possono iscriversi esperti del settore per un gruppo. Studenti, laureandi e giovani laureati, o chiunque abbia una mente “smart” (così si legge nel sito) per l’altro gruppo. Si richiede quindi a chi voglia partecipare che abbia una mente aperta, sveglia, “smart”.
nMa la domanda che mi sorge spontanea è: il progetto di restyling di piazza Caduti del Terrorismo è “smart”?
».

 

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Commenti

  • michele cortese (utente non verificato)

    si continua a tentare di risolvere problemi della nostra citta’ e non si tenta di riordinare almeno la segnaletica verticale cancellata dal sole vedi via leopardi come tanta segnaletica orizzontale agli incroci importanti vedi via dossetti ecc, ecc.

  • fra diavolo (utente non verificato)

    ma quante cose ha detto l’amico Masrofilippo.La realtà è che ognuno fai i …….suoi, fregandosene delle esigenze altrui. Supervisione ai lavori zero, sorveglianza zero,se non ti va bene arrangiati quello che conta è che siamo tutti sindaco e che l’anarchia cresce smisuratamente.