Centro sinistra a confronto. Video dichiarazione di Ricci: «Il Pd non è solo»

Fabiola Barile
La chiamata del Pd al Sancti Nicolai Convivium

Il segretario Vaccaro: «Bisogna fare un punto sul futuro del centro sinistra con un confronto pubblico alla luce del sole»

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Ieri al Sancti Nicolai Convivium il Partito Democratico ha chiamato a raccolta forze politiche e cittadini per confrontarsi sul futuro della città, ponendo le basi per un dialogo politico con un’iniziativa di confronto e dibattito.

Ad aprire gli interventi è stato il segretario del Pd Biagio Vaccaro: «Bisogna fare un punto sul futuro del centro sinistra, con un confronto pubblico alla luce del sole per una politica che oggi chiede e pretende umiltà e condivisione. Bitonto ha avuto in passato una classe dirigente ampia che ha affrontato con onore e ottimi risultati la questione locale. Come le grandi città Bitonto possiede tanti pregi ma anche tanti punti di debolezza, come la legalità, la sicurezza e questioni di gruppi di interesse che cercano di bloccarne lo sviluppo. In passato ci sono stati uomini che hanno deciso di fare degli investimenti sulla città, penso a quanto si è fatto per il centro antico. La politica a Bitonto è stata anche in grado di dare un senso della comunità: abbiamo un’asp e realtà cooperative che investono sul territorio e spesso suppliscono alla politica nelle questioni sociali. Grandi uomini hanno pensato di guardare al futuro, hanno messo su progetti, e penso che Bitonto meriti l’attenzione massima e totale della politica e della società civile. Vorrei essere in grado tra vent’anni di dire a mio figlio che vent’anni prima tante persone si sono messe all’opera ad un tavolo, creando progettualità. Bisogna creare un gruppo di lavoro che metta nero su bianco un programma e presentarsi alle elezioni amministrative non per vincere ma per arrivare fra vent’anni e dire ai propri figli che ci sono stati uomini in grado di fare qualcosa per la città. È necessario un manifesto per la città a cui tutti contribuiamo, per il nostro futuro».

 

Chi è intervenuto 
Durante il dibattito sono intervenuti Vito De Santis, Pinuccio Lonardelli, Nicola Antuofermo, Michele Coletti, Franco Matera, Vito Palmieri, Franco Natilla, Nicola Saponieri, Maurizio Loragno, Nicola Castro, Saverio Martucci, Francesco Ricci, Tonino Lisi, Franco Mundo e Gennaro Sicolo. Riportiamo i passaggi più importanti di alcuni interventi.

 

L’intervento di De Santis
«Bisogna avere il coraggio di dire che dobbiamo creare una forza alternativa. Siamo cittadini e dobbiamo essere rispettati come tali. Dobbiamo tornare ad essere noi stessi e venire fuori dall’equivoco. Dobbiamo individuare una persona che possa rappresentarci tutti. Il sindaco dev’essere benvisto dai cittadini».

 

L’intervento di Coletti
«Nella nostra città una parte è al governo della città, l’altra parte è all’opposizione. C’è questa realtà: una parte cerca di magnificare le proposte, le iniziative e ciò che fa, e l’opposizione cerca di stimolare criticamente sulle cose che non vanno. Abbiamo questa scadenza elettorale che ormai si avvicina, cosa fa una forza responsabile del centro sinistra indipendentemente dalle posizioni che occupa? Si deve preoccupare di superare queste diversità, questo staccato che si è creato. Bitonto, che ha molte sfide ancora da vincere, ha bisogno di avere un coinvolgimento globale delle forze politiche, ha bisogno di avere il maggior consenso possibile, ampio, condiviso, solo così possiamo affrontare e vincere i problemi, le sfide, le esigenze. Questo fa una forza responsabile. Ho letto i commenti su questa iniziativa dell’altra parte politica. Queste persone, prima di esprimere delle opinioni, facciamo riferimento alle storie personali, alle storie familiari e alle storie patronimiche. Lo spirito di questa iniziativa sia quello di mettere una pietra sul passato, superarlo. Quando al confronto si risponde con la chiusura è perché si ha paura che certi equilibri politici possano essere messi in discussione. Da questa assise deve venire fuori una sfida. Noi vi sfidiamo a sedervi ad un tavolo e discutere. Dobbiamo offrire a questa città un progetto comune, non possono trincerarsi dietro le loro idee. Non possiamo mantenere la città in questo stato di divisione. Devono far parte tutte o gran parte delle forze del centro sinistra, altrimenti si aggiungono divisioni a divisioni. Una sfida alla riunificazione in senso paritario deve partire oggi».

 

L’intervento di Palmieri
«Ho vissuto come i socialisti una specie di emarginazione dall’alto della mia funzione. Dopo il voto del 2012 come Laboratorio ci siamo posti degli obiettivi, anche se ora non siamo più rappresentati e chi è rimasto si è dichiarato “indipendente di maggioranza”. Laboratorio è stata la prima lista della coalizione di partito. All’indomani del voto amministrativo, dopo qualche mese, l’obiettivo che ci siamo posti era tentare di riunificare il centro sinistra, perché non era possibile avere in consiglio comunale l’altra parte che aveva avuto tanti voti e non tenerla partecipe almeno delle scelte che interessavano l’intera comunitá. Questa chiamata che il Pd ha fatto a tutte le forze del centro sinistra è emblematica dell’aria di apertura. Di democrazia e politica ne ho respirata poca in questo tre anni».

 

L’intervento di Natilla
«Grazie al segretario per l’iniziativa che ha convocato la città per cercare di parlare di politica, di quale sviluppo dare, finalmente, a questa città e per cominciare a discutere per dare questo tanto agognato sviluppo. Potevamo celebrarlo un po’ prima questo appuntamento data la presenza così numerosa e variegata, perché non posso non felicitarmi nel notare alcune tra le più belle e ambite intelligenze della nostra città e la presenza di tanti giovani, di tante donne. Noi non stiamo celebrando questa sera una sorta di ulteriore divisione. Tutt’altro. Peccato che l’immaturità politica o il soliloquio politico di qualche soggetto o di un soggetto sempre più solo di questa amministrazione, abbia impedito questa sera di poter avere un confronto ancora più ampio. Sono orgoglioso di quello che ho fatto, delle esperienze politiche e amministrative che ho fatto. Da quattro anni però sto vivendo una esperienza ingrata in seno al consiglio comunale. Quando ci si confronta lealmente, ci si siede ad un tavolo e si assume la consapevolezza che chi ti sta di fronte non vuole barare, ebbene in questi casi ho avuto l’umiltà di fare un passo indietro. In questi quattro anni questo non è stato assolutamente possibile. Certo stasera o nei prossimi appuntamenti che ci daremo non sarà all’ordine del giorno individuare chi dovrà guidare questa coalizione però non posso non riflettere su quanto è stato detto. È vero: non ci interessa di più chi deve essere il condottiero, a noi interessa poter condividere un programma di sviluppo e penso, ad esempio, all’edilizia sempre più morente. Nei fatti non c’è un atto che ha fatto seguito ad un mio o nostro intervento. Forse il problema è stato proprio questo, perché sollevato da questa parte politica. Si può ragionare in questi termini? Mettiamoci a lavorare seriamente su questo progetto di città da rilanciare. Arriverà il momento di discutere chi dev’essere il condottiero di questa formazione e non alludo solo a quella che sta nascendo, ma a quella che poteva allargarsi ulteriormente. E concludo dicendo che a me piacerebbe avere un sindaco che ad una mamma di cinque figli che va al ricevimento per raccontare una situazione di indigenza, non rispondesse “Signora, chi glielo ha fatto fare a partorire cinque figli”. Vorrei averne uno che ad una persona che ha perso da poco il lavoro, trasferendosi da un’altra città a Bitonto, non rispondesse affatto così, aggiungendo “Doveva rimanere a Bitetto e non spostarsi a Bitonto”. Vorrei avere un sindaco che non perda il suo tempo a leggere su facebook cosa ha scritto Franco Natilla e a controllare le condivisioni e i mi piace e a chiamare le persone che avevano cliccato su un pulsante e dire “Ma come ti sei permesso?”».

L’intervento di Loragno
«Va salvata la dignità politica. Non si fugge al confronto. Questo sindaco sta mandando avanti le persone per far capire che la sua candidatura è venuta dal basso e che non è lui a volerla, quando non è così. La gente ha bisogno di politica. Sarebbe il caso, indipendentemente da simpatie e antipatie, di far venire fuori che la città ha la necessità di conoscere la verità».

 

L’intervento di Castro
«Che si tenti il possibile e anche l’impossibile per riunificare il centro sinistra. Noi vogliamo che la città di Bitonto conti su quei tavoli in cui adesso non conta. Chiediamoci una cosa: se questa città avesse avuto una compattezza e rappresentanti istituzionali ad alti livelli, credo che l’asp Maria Cristina non avrebbe fatto la fine che sta facendo, perché nei tavoli dove dovremmo contare non contiamo nulla. Ciò che questa sera dovrebbe uscire è che ci sono donne e uomini che non hanno altro interesse se non un centro sinistra unito, anche per il rispetto di quegli uomini del passato che l’hanno fatta grande. Altri contano molto di più e non hanno la storia e le intelligenze che ha questa città».

 

L’intervento di Ricci
«Oggi probabilmente si sta parlando di politica, cosa che è mancata in questi anni, laddove si è ricadutio nel protagonismo di qualcuno e nei personalismi. Oggi noi siamo qui per costruire un progetto politico perché crediamo in una visione politica dove il primo cittadino è al servizio di una comunità. Le liste civiche improvvisate sono un fallimento. Liste civiche che nasceranno dall’altra parte e forse anche dalla nostra. Qualcuno inoltre deve fare chiarezza e deve uscire dal Pd. Dinanzi ad un aumento indiscriminato delle tasse, ad un bilancio che ci veniva proposto a scatola chiusa, cosa pretendevano da noi, il silenzio? Il silenzio lo hanno fatto per quattro anni alcuni consiglieri di Abbaticchio. E della vendita indiscriminata dei beni del comune, con chi ne ha discusso? Quei gioielli di famiglia non potevano rientrare in progetti da intercettare con fondi europei? Perché quindi svenderli? Noi volevamo un confronto, volevamo parlare. Come sul giudice di pace, sul personale, sulla zona 167, sull’urbanistica, sui lavori pubblici, sulla Asv, sul servizio di trasporti, sulla piscina, sui campi sportivi… Volevamo parlare di tutto questo ma non ci è stata data la possibilità.
Oggi dobbiamo guardare avanti, sposo in pieno la proposta di chi mi ha preceduto, che va verso un essere qui non contro nessuno ma per ricostruire e ripartire, perché oggi la peggior sensazione che possiamo dare alla gente è quella di sembrare divisi. Le critiche che noni abbiamo mosso devono essere viste su un piano costruttivo e non soltanto pensate come un’idea contro, fine a se stessa».

 

Le conclusioni di Vaccaro
Biagio Vaccaro ha chiuso ringraziando gli intervenuti che hanno incentrato i propri interventi sulla politica. «Ci impegneremo per ampliare il più possibile il tavolo ponendo al centro il progetto di città futura ed eventualmente individuare la leadership con le primarie». 
Il segretario ha anche proposto di formalizzare con un manifesto quanto emerso dall’incontro al Convivium: «Questo manifesto sarà sottoposto a tutti quelli che intenderanno impegnarsi per una nuova stagione di unità, di coesione e di sviluppo per la nostra comunità».

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