Bitonto si “macchia” di rosso per Sara

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Indumenti e lenzuoli esposti a finestre e balconi, in risposta all'appello di Io Sono Mia
“Chi colpisce una donna colpisce tutti noi”: con questo slogan la Casa Internazionale delle Donne di Roma ha lanciato un appello a manifestare contro la violenza di genere in ogni città, nella giornata del 2 giugno, per rompere l’indifferenza e chiedere alle donne che siedono nelle istituzioni di porre questo tema al primo posto dell’agenda politica nazionale e locale.
All’appello ha risposto anche Bitonto con l’associazione Io Sono Mia, che attraverso whatsapp ha invitato donne e uomini ad esporre un indumento o qualcosa di rosso a finestre e balconi. Un segno per manifestare il lutto per l’ultimo femminicidio registrato nel nostro Paese. Sara Di Pietrantonio, 22enne romana uccisa brutalmente dall’ex fidanzato, è stata la cinquantacinquesima vittima di femminicidio dall’inizio del 2016 in Italia. Negli ultimi dieci anni sono state 1.740 le donne ammazzate.
Io Sono Mia ha coinvolto dal basso associazioni, comitati di quartiere, cooperative e singoli cittadini in questa iniziativa silenziosa ma fortemente simbolica, che ha “macchiato” di rosso i balconi e le finestre della nostra città.
«L’appello è a non chiuudere gli occhi, a non far finta di niente», spiega Ivana Stellacci, presidente di Io Sono Mia. Criminologa, da tre anni gestisce uno sportello informativo per le donne vittime di violenza in uno spazio della cooperativa sociale Auxilium, in piazza Aldo Moro 17. Aperto tre giorni a settimana – dalle 16 alle 18 il lunedì, mercoledì e venerdì – lo sportello offre ascolto, orientamento e consulenza legale alle donne che trovano il coraggio di denunciare. Con Ivana Stellacci operano altre sei professioniste: un’avvocata penalista, una civilista, una psicologa, un’assistente sociale, una pedagogista e un’educatrice.
Il primo approccio avviene per telefono, attraverso il numero 380 74 58 616. «Non ci si può improvvisare. Bisogna saper dare fiducia anche attraverso la voce», sottolinea Ivana Stellacci. «Il nostro – precisa – non è un centro antiviolenza ma è un presidio importante sul territorio, che lavora in rete con i servizi sociali. Tante donne si sono fidate di noi e continuano a farlo». Donne che subiscono violenza o stalking soprattutto in famiglia, di ogni età ed estrazione sociale.
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