Profughi nel corteo, la protesta in consiglio comunale

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Quasi cinque ore di dibattito hanno preceduto la discussione dell'ordine del giorno
Sembrava un “normale” corteo quello dello scorso venerdì, rievocazione della storica battaglia del 25 maggio 1734 durante la quale le truppe spagnole guidate dal generale duca di Montemar sconfissero quelle austriache comandate dal principe di Belmonte.
La storia sì, trapiantata nel presente, con tutti i suoi orpelli, i pizzi, gli abiti d’epoca, i cavalli e la cacca. Esattamente gli escrementi dei cavalli, raccolti durante tutta la sfilata da nove ragazzi africani ospiti dell’istituto Maria Cristina di Savoia, con tanto di paletta e busta, tra l’altro anch’essi in abiti d’epoca (una delle tante versioni dei fatti dice che li avrebbero richiesti essi stessi) tranne uno, forse l’ultimo arrivato con tanto di orologio catarifrangente al polso e smartphone alla mano, che con “moderna” noncuranza seguiva le regali carrozze. Il tutto per pochi euro e perché l’uomo bianco si sarebbe rifiutato di compiere il lavoretto da stalliere.
L’episodio ha diviso la città in una sfida tutta shakespeariana tra Montecchi e Capuleti, come accade per qualsiasi cosa “purché se ne parli”. Soprattutto su facebook che offre un pulpito a chiunque. L’opinione pubblica è frantumata e infuocata, i social pullulano di commenti, la notizia è alla ribalta della cronaca nazionale. Alcuni genitori hanno portato via i propri figli che assistevano al corteo, dove oltretutto sfilavano fieri altri loro piccoli coetanei: «Come spiegherò ai miei figli che i ragazzi di colore non servono a raccogliere gli escrementi?».
Cosa è davvero vergognoso? Come si è giunti a tutto questo? Che posizione prendere?
L’argomento non poteva essere tralasciato nel consiglio comunale fiume di ieri, che ha visto infervorati gli animi di tutta l’assise. A dare il la è stato un intervento del consigliere Franco Natilla (Pd) prima dell’inizio dei lavori. La discussione è proseguita per quasi cinque ore, come riportiamo di seguito.
Il primo intervento di Franco Natilla
«Sinceramente mi sarei aspettato che da parte dell’amministrazione che venissero date delle comunicazioni ufficiali al consiglio comunale in relazione al bruttissimo, disgustoso, avvenimento che si è perpetrato nella nostra città durante il corteo storico. La gravità dell’episodio non può consentire strumentalizzazioni di sorta e il consiglio non può non stringersi in un unico corpo a stigmatizzare l’accaduto e a difendere l’immagine della nostra città. Individuare dieci e poi nove ragazzi profughi del Maria Cristina, non può aver visto dietro questa ideazione l’amministrazione. È vero però che un’amministrazione seria non può non avvertire l’esigenza di individuare responsabilità. E se vi sono delle responsabilità in seno ad organismi collaterali all’organizzazione comunale, a maggior ragione si ha il dovere di intervenire. Sono convinto che tutto il dibattito e l’attenzione che è stata attirata a livello purtroppo nazionale su questo episodio, si sarebbe spento sul nascere se il primo cittadino, non avesse minimizzato l’accaduto. Il sindaco avrebbe dovuto come tutti, semplici cittadini e non, rassegnare lo sdegno, l’indignazione per quanto era stato messo in campo e avrebbe dovuto manifestare la voglia di individuare le responsabilità a prescindere dai soggetti in capo ai quali queste responsabilità sarebbero da ascrivere. Questo ha suscitato un ampio dibattito che è continuato non solo sulla carta stampata ma anche sui social. Qualcuno ha avuto l’ardire di dichiarare che qualcuno di noi, che è minoranza in questo contesto, ha informato gli organi di stampa nazionali per far scatenare il putiferio e screditare l’amministrazione. Nulla di più falso, di più sclerotico, consentitemi, perché io sono qui a difendere l’immagine della nostra città. È stato uno scivolone da parte di qualcuno, e vorrei sapere chi. Proprio per manifestare tangibilmente la volontà di voler vedere il consiglio comunale solidale e unito, sono a proporvi l’adozione di un ordine del giorno che non vada solo a stigmatizzare senza se e senza ma, senza preoccupazioni di sorta in merito a chi potrebbero essere, a margine di un’attività di indagine, i responsabili di questa brutta, scellerata, azione. Un ordine del giorno che esprima solidarietà e che possa esprimere un pensiero univoco su questa brutta vicenda e possa ridare alla nostra comunità l’immagine che ne è più consona, quella di una città, una comunità, che è solidale e che non è affetta da alcuna malattia xenofoba».
L’intervento di Francesco Toscano
A seguire il consigliere Udc Francesco Toscano ha appoggiato l’idea del collega: «Devo far mio il pensiero di Natilla. Durante il corteo storico si è rilevata una differenza etnica, dimenticando che noi in primis dovremmo dare un esempio di vera civiltà».
L’intervento di Francesco Ricci
Al microfono Francesco Ricci, capogruppo Pd: «Se si fosse limitata alla notizia di stampa, credo che tutto si sarebbe circoscritto con l’intervento da parte dei nostri amministratori, del nostro sindaco, per frenare quello che si stava diffondendo in rete. Ma quello che più mi preoccupa e mi fa intervenire qui oggi in questa sede, sono state le dichiarazioni postume da parte di alcuni rappresentanti. “Non avevamo i soldi per garantire la pulizia delle strade, non sapevamo come fare, abbiamo tentato qualcuno di buona voltontà, gli italiani si sono rifiutati. Abbiamo visto la disponibilità dei ragazzi, abbiamo preso venti euro…” e li hanno messi a pulire lo sterco degli animali. I miei dubbi si stanno confermando: cosa fanno questi rifugiati da mattina a sera? Quanti soldi sono arrivati in questa nostra comunità per assistere questi ragazzi che, per almeno quello che io vedo, sono sul parapetto del ponte e le donne si incamminano verso via Castel Fidardo e molti sono sul parapetto vicino al palazzetto dello sport? Cosa fanno? Quanto spendiamo? Allora è vero quello che sentivo dire: risolviamo i problemi del Maria Cristina, portandoli all’interno e prendendoci dei soldi. Rifugiati come merce di scambio. I rifugiati servono per portare i soldi a Maria Cristina e pulire lo sterco degli animali. Questa è la gravità. Allora voglio capire qual è il progetto, come vengono spesi i soldi? Vorrei un incontro con la prefettura, perché vogliamo capire la verità e perché questo non deve accadere. Vogliamo capire anche cosa accade negli ex locali destinati un tempo alla democrazia cristiana. Vediamo che fanno, quanti soldi si spendono, cosa si fa durante il giorno, come vengono pagati gli operatori. Il problema è questo: i rifugiati usati per fare soldi. Sui quotidiani di destra si diceva “in una Bitonto rossa i rifugiati sono usati così”. Episodio squallido».
L’intervento di Christian Farella
Dopo Ricci l’intervento di Christian Farella (Gruppo Misto). «Sono stato raggiunto da numerose telefonate anche di genetiche vive fuori da Bitonto e che mi ha chiesto dell’episodio appreso sui social. Un episodio che non qualifica nessuno di noi, non riguarda la minoranza o la maggioranza, è un problema che dovrebbe indignare tutta la città. Non è stato un bel episodio , non dico che si potevano alternare italiani e stranieri, ma questi ragazzi avrebbero potuto partecipare in altra maniera. In questo paese non si previene mai nulla, si parla soltanto, ci si aspetta sempre che accada qualcosa. Mi hanno insegnato a chiedere scusa, quindi avrei gradito che l’amministrazione comunale e il primo cittadino avesse chiesto scusa alla comunità. Mi sono recato in precedenza all’istituto Maria Cristina e ho pensato che prima o poi sarebbe successo qualcosa. I ragazzi lasciati così sarebbero potuti essere avvicinati da chiunque, nonostante si tratti di un progetto della prefettura, dobbiamo capire come funziona. Chiediamo contezza».
L’intervento di Domenico Damascelli (Fi)
«Non è nostra intenzione attaccare e puntare l’indice, però una constatazione va fatta: ovunque mi chiedevano dell’accaduto. La frittata è fatta, ma quel che vogliamo stigmatizzare è innanzitutto il solito atteggiamento da Ponzio Pilato. La prima reazione del sindaco e dell’assessore competente, è stata quella di prendere immediatamente le distanze. Una presa di distanza formale e ufficiale, quasi se non fossimo a Bitonto. La scorsa settimana per Cortili Aperti si correva per cercare le telecamere, oggi si scansano i media nazionali. Il presidente dell’ASP, uomo del sindaco, ha o non ha responsabilità in tutto questo? È stato lui a proporre i ragazzi a chi si è dilettato nella organizzazione del corteo? Chi ha avanzato la proposta? L’amministrazione nelle persone del sindaco e dell’assessore al ramo che devono seguire l’organizzazione, ne erano informati o no? Quando hanno riscontrato questa situazione hanno pensato di porvi rimedio o hanno lasciato che tutto di svolgesse regolarmente? I ragazzi di colore sono accolti qui soltanto per azioni economiche. Perché si accorreva per farli arrivare a Maria Cristina? Perché ci sono i soldi che arrivano dal Ministero dell’interno. Bisognava rinsavire le casse del Maria Cristina, così come tutte quelle cooperative, hanno tutte un fine privato. Ma perché non è stata la Asv a fare questo lavoro come ogni anno? Perché l’azienda servizi vari non ha espletato questo servizio, anche il lavaggio delle strade?»
L’intervento di Michele Abbaticchio
Prima di dare una sua versione dei fatti, il sindaco Abbaticchio ha proposto un minuto di silenzio per la scomparsa dell’ex sindaco Girolamo Larovere: «Sarebbe stato più corretto iniziare così». Poi ha continuato: «Sono un po’ preoccupato anche per l’andamento degli atti che andiamo a discutere oggi. Cercherò di non replicare alle polemiche, apprendo tutte le parole del consigliere Natilla, e ricordo che ho semplicemente detto che sono fiero di una città che si è dimostrata sensibile, che ha la forza di indignarsi per rivendicare la parità di trattamento a favore dei nostri ospiti stranieri. La cosa negativa è che gli è stato offerto solo quel ruolo, quasi a sottolineare che essi potessero ambire solo a quello. Pe quanto riguarda la questione della prefettura ricordo al consiglio che non più di quattro mesi fa, la prefettura aveva disposto di portare 80 persone presso l’Hotel Nuovo a seguito di un avviso pubblico, senza alcuna autorizzazione comunale. L’azienda servizi alla persona ha un consiglio di amministrazione proprio e indipendente. Per quanto riguarda la proposta di Natilla per l’atto da approvare tutti insieme, ne dovremmo discuterne domani in una conferenza di capigruppo, per produrre una proposta unita che faccia presente anche delle mie idee. La città ha sempre risposto al tema dell’integrazione sociale con grandissima sensibilità e senso di responsabilità: rifiuto l’accusa di una città razzista, solo perché un episodio non è stato gestito in maniera ottimale. Una città che ha sempre risposto con infrastrutture storicamente permanenti a servizio di questa tematica e non con le parole e i post su Facebook. Una città non responsabile non avrebbe agito e lavorato in questa direzione. Questo chiedo di discutere nel testo da portare in consiglio. Non per sminuire la problematica, ma ritengo che l’approfondimento non vada fatto oggi. Non abbiamo nulla da nascondere. Metto agli atti che una conferenza di capigruppo, domani e non fra un mese, esamini la questione e l’atto proposto da Natilla. Se invece dobbiamo sospendere il consiglio e rimandare il bilancio, voglio che anche questo passi agli atti. Dichiaro già il mio voto di astensione, per non condizionare nessuno».
Proposta di sospensione
Non sono mancati i commenti a ridosso della dichiarazione del sindaco nuovamente da parte di Franco Natilla e Francesco Ricci e in questa circostanza il consigliere Giovanni Ciccarone (Progetto Comune) ha proposto una breve sospensione affinché i capigruppo si riunissero per concordare come proseguire. Con 16 voti a favore la proposta di sospensione è stata approvata, ma non è stata poi così breve: i lavori sono ripresi dopo un’ora esatta, dopo una discussione che non ha prodotto alcuna intesa condivisa.
La ripresa dei lavori e la proposta di Natilla
A prendere parola nuovamente Franco Natilla che ha dato lettura integrale della sua proposta di ordine del giorno, da mettere agli atti e da inoltrare al Ministro degli interni, al Prefetto di Bari e al presidente della giunta regionale Michele Emiliano. Succo dell’ordine del giorno proposto: fare un’indagine per rilevarne i responsabili, verificare i criteri in base ai quali sono stati prescelti i nove ragazzi richiedenti asilo, riscontrare la veridicità del pagamento di venti euro assegnato a ciascun ragazzo e da qualche tabella di compenso lavorativo sia stato estratto il compenso. «Infine il consiglio stigmatizza con forza l’accaduto che ha procurato sdegno nella popolazione bitontina tutta e invita ancora una volta gli organismi preposti ad individuare le responsabilità». La proposta è stata firmata e sottoscritta dallo stesso Natilla, dai consiglieri Francesco Ricci, Vito Labianca, Chrinstian Farella, Francesco Toscano, Domenica Damascelli e Carmela Rossiello.
Interviene la maggioranza
A prendere parola è Franco Pafetta: «Certamente l’episodio di cui si sta parlando in quest’aula va esaminato sotto vari aspetti. Non può essere travisata una responsabilità politica dell’amministrazione, nemmeno sotto l’aspetto morale. Eticamente può anche essere un discorso che andava attenzionato meglio da parte di chi ha organizzato l’evento e noi della maggioranza riteniamo che dovremmo approfondire se ce ne fosse bisogno, e credo di sì, e ci rivolgiamo al presidente del consiglio affinché si prenda in considerazione il nostro ordine del giorno in alternativa a quello della minoranza».
Pafetta era in procinto di leggere la loro proposta quando è stato interrotto dal presidente dell’assise Gaetano De Palma, che lo ha richiamato, in quanto la lettura non era espletabile secondo le leggi del consiglio, se prima non era messa ai voti la proposta della minoranza.
Come dichiarazione di voto Pafetta ha comunque dato lettura della proposta che prevedeva anch’essa una convocazione urgente della conferenza dei capigruppo per approfondire i fatti per poi approfondirli in sede consigliare.
Il consigliere Giovanni Ciccarone ha giustificato la necessità di un ordine del giorno firmato dalla maggioranza, perché non concordavano la forma sotto la quale si è proposta la minoranza, sottendendo alla loro proposta altri fini politici.
Un nuovo intervento del sindaco Michele Abbacchio nel quale ha ribadito il suo pensiero e la sua posizione: «Come volevasi dimostrare è accaduto ciò che temevo. Mi sono astenuto per questo motivo; su fatti così importanti non è possibile effettuare una sintesi, non è possibile farla nel corso dei lavori del consiglio comunale e Natilla lo sa benissimo. Fino ad ora non c’è stato nessun approfondimento, ecco perché proponevo di riunirsidomani e stilare un documento in serenità. Invito il consigliere Natilla a ritirare l’ordine del giorno. Se si insiste secondo questa linea io mi astengo».
Damascelli ha espresso il suo rammarico unito a quello della collega Carmela Rossiello: «Dalla storia non risulta che girassero per la città persone di colore, forse si poteva evitare la questione, ragionando su questo. Leggevo le scuse giunte da parte dell’accademia, che sostiene di non aver agito in malafede, però ci sono delle parole e cito: “si preferisce l’assistenzialismo, il bighellonare e il vagabondare per piazze e strade, a spese della comunità civile ed ecclesiastica, pur di fronte a offerte di denaro, che i “soci” mettono a disposizione, non l’Associazione”. E ancora: “Mi ha fatto tenerezza veder brillare i loro occhi e, a conclusione della manifestazione…” Possiamo accettare giustificazioni di questo tipo? Bisognava fare un documento in cui si abbassa un attimino la testa».
Ulteriore sospensione del consiglio
In barba ad una politica di rispetto per gli stessi componenti dell’assise comunale, per la stampa e i pochi cittadini che decidono di seguire i consigli comunali, la discussione si protraeva senza sosta e senza produrre un pensiero univoco. Per questo il presidente De Palma ha chiesto un ulteriore sospensione: «Davanti a questa vicenda spiacevole il consiglio non può uscire con una posizione che non sia univoca», ha dichiarato.
Anche questa conferenza di capigruppo non ha prodotto una soluzione unanime, al seguito della quale Natilla ha reso agli altri la sua proposta.
La proposta del sindaco
«Propongo un’altra delibera in alternativa a quella di Natilla. Propongo iniziative culturali e di aggregazione con questi ragazzi, oltre che alla conferenza dei capigruppo da fare domani, la verifica degli organi competenti dei fatti». Paradossalmente gli atti sono similari, nella versione del sindaco c’è in aggiunta la posizione che il comune di Bitonto ha sempre avuto appoggiando le iniziative di accoglienza e il riconoscere l’Accademia della Battaglia come un organo che ha svolto storicamente una iniziativa degna di promozione territorio in molti anni, e dunque un’associazione che merita rispetto.
Interviene Pino Maiorano (Lista Intini)
«Mi asterrò. Conosco personalmente gli organizzatori di tale manifestazione e si andrebbe ad attaccare una realtà che per anni ha riscattato una realtà Bitonto. Sono sicuro che in loro non c’è un minimo di razzismo, hanno sbagliato, ma si potrebbe intraprendere una seconda strada».
Le votazioni
Si è dunque proceduto con votazione dell’ordine del giorno proposto da Natilla, che è stato respinto con 10 contrari, solo 4 favorevoli e 3 astenuti.
A seguire è stato votato il provvedimento del sindaco. Natilla, Farella e Toscano si sono tirati fuori dal voto, prima di un’ultima dichiarazione di convincimento di Abbaticchio.
La votazione dell’ordine del giorno così come formulato dal sindaco ha visto 11 favorevoli e 2 astenuti con la minoranza che non ha partecipato alla votazione. «L’ordine del giorno del sindaco è stato approvato e sarà cura della presidenza trasmetterlo alle autorità competenti», ha dichiarato De Palma.
A questo punto sarebbero dovuti cominciare i lavori così come previsto dal normale ordine del giorno, ma Francesco Ricci è intervenuto sulla questione della sicurezza e sulla necessità di ulteriori presidi da parte delle forze dell’ordine, a seguito della mitragliata in via Durazzo dello scorso sabato, quando in pieno centro si svolgeva il concerto di Paolo Belli, inserito nella programmazione delle Feste Patronali. «Vorrei capire quella tanto invocata concentrazione di forze dell’ordine sul territorio, perché non si realizza mai? Perché non riusciamo ad intervenire presso il ministero per incrementare gli interventi di forze dell’ordine? Auspico che ci sia questo incontro».
Anche Domenico Damascelli si è unito al pensiero di Ricci: «Compendo e condivido le preoccupazioni del collega. Sono pronto ad affiancare tutte le iniziative».
Commenti
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se non ho letto male : sono stati dati 20 euro a persona ? per quante ore







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