I fantasmi d’amore di “Spectra”

© Okiko The Drama Company
Oggi allo Spleen Cafè letterario la presentazione dello spettacolo che Okiko The Drama Company porterà in scena al Traetta il 14 maggio
In ogni villa abbandonata è celato un mistero, come in quella dov’è ambientata la storia di “Spectra”, spettacolo teatrale scritto e diretto dal regista Piergiorgio Meola che debutterà il 14 maggio alle 20.30 sul palcoscenico del teatro Traetta.
Oggi alle 19, allo Spleen Cafè letterario si terrà la conferenza stampa di presentazione del progetto. La giornalista Carmen Toscano dialogherà con il regista e gli attori, ripercorrendo gli esordi della compagnia Okiko The Drama Company e la genesi del prodotto teatrale. Saranno presenti i protagonisti, i quali racconteranno il proprio ruolo in “Spectra”. La coreografa Natalizia Leccese spiegherà come ha curato il movimento scenico.
Lo spettacolo
“Spectra” apre il sipario si aprirà su alcune storie ordite dall’amore, descritto nella sua forza distruttrice. L’amore nutre, è conosciuto come il sentimento più puro, ma sa anche corrodere l’uomo rendendogli la vita effimera e viziosa, fino a condurlo alla morte.
«La villa in cui è ambientato “Spectra” è infestata da spiriti interrotti dall’amore, inteso in tutte le sfaccettature e come sentimento che distrugge. I protagonisti si riveleranno per quel che sono e con tutti i difetti e vizi nascosti in vita. Ognuno racconterà la sua storia macchiata dalla follia, dal tradimento, dalla gelosia, dall’egocentrismo o qualsiasi altra forma di amore malsano», spiega il regista.
Il potere di Suprema, la strega che è imprigionata in uno specchio il cui mistero sarà svelato a metà spettacolo, condurrà due spettri nell’oblio di un incantesimo oscuro e probabilmente si riveleranno l’unico esempio di amore vero che potrà trionfare solo nella morte.
«Siamo riusciti a calarci nella parte grazie all’escamotage del divertimento perché non è mai facile parlar d’amore», anticipa Meola. Il palcoscenico del teatro Traetta sarà una villa abbandonata, all’interno della quale ogni spettro costruirà il suo mondo e si abbandonerà al flusso dei ricordi della sua vita terrena su un divano. «Probabilmente – come racconterà il regista questa sera – è lo stesso divano da cui è nata l’idea dello spettacolo teatrale. Ero in un bar con la mia amica Arianna Cutrone e davanti a noi c’era un vecchio divano, sul quale abbiamo immaginato un attore che parlasse d’amore. Arrivato a casa, ho scritto il copione tutto d’un fiato».
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