Imparare facendo, il servizio di sostegno scolastico si fa in quattro

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Quattro laboratori per insegnare ai ragazzi a studiare e a rispettare le regole, curati dai volontari della Fondazione Opera Santi Medici con la collaborazione dell'assessorato al welfare
La cultura nasce dal sapere, e dal sapere nasce il fare. Su questo pilastro si basa il servizio di sostegno scolastico curato dalla Fondazione Opera Santi Medici con l’assessorato comunale al welfare. Ieri i volontari hanno organizzato una raccolta di libri e materiale scolastico in collaborazione con la libreria per ragazzi Hamelin, in occasione della Giornata mondiale del libro.
Il servizio è molto più di un doposcuola, una scuola di vita in cui gli operatori si prodigano costantemente, con passione e professionalità, per educare i ragazzi ai valori dello studio, del rispetto reciproco e delle regole comuni, e per metterli in guardia dalla criminalità e dalle sue trappole facili e attraenti. La giornata dedicata alla raccolta di libri e materiale scolastico è stata anche occasione per illustrare le diverse attività che vedono coinvolti quotidianamente i ragazzi.
La testimonianza degli operatori
«La realizzazione di questi laboratori è stata resa possibile grazie al lavori delle operatrici e ai ragazzi del servizio civile. Il nostro compito è quello di seguire questi ragazzi ed infondere in loro esempi di onestà e lealtà. In futuro auspichiamo un percorso con i ragazzi che sia di dodici mesi su dodici, in modo da non lasciarli soli durante il periodo estivo, e dunque evitare che possano perdersi nei viottoli criminali. Noi ci mettiamo il massimo impegno, ma affinché vi siano degli ottimi risultati c’è bisogno che famiglie, scuole e operatori remino nella stessa direzione. Quando ciò non accade, si registrano dei fallimenti».
Learning by doing
Imparare facendo: è questo il credo degli operatori che, attraverso la pratica del “learning by doing”, hanno dato il via a quattro laboratori: cineforum (per trarre insegnamenti dalla visione di film educativi), ludico (per far svagare i ragazzi con attività motorie che d’estate si svolgono anche all’aperto), artistico (per far sviluppare le capacità creative, applicate poi nel restauro di oggetti che sembravano perduti), letterario (che utilizza la lettura come mezzo per potenziare il lessico e per aiutare chi mostra problemi di espressività).
Servizi sociali del Comune e Fondazione Opera Santi Medici insieme
«Iniziativa lodevole. Sembra di tornare indietro nel tempo, quando senza Internet i libri erano una vera e propria reliquia. Un plauso va fatto alle operatrici. Nonostante le numerose difficoltà di bilancio col sociale, si deve andare avanti. Non si può deflettere ciò che funziona», ha dichiarato l’assessore ai servizi sociali Franco Scauro.
Il presidente della Fondazione Opera Santi Medici, don Vito Piccinonna, ha sottolineato che «attività come queste sono utili anche per far conoscere le nostre realtà all’esterno. La fortuna di queste realtà è che portano costantemente persone che stanno fuori ad entrarci dentro, perché sono realtà importanti. Puntiamo tutto sui minori, perché loro sono il futuro, e sono la nostra scommessa. Il nostro lavoro è accogliere le esigenze dei più fragili e condurli verso una vita priva di qualsiasi cattiva strada. È una scommessa, ma bisogna sempre cercare di vincerla».
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