Ok del consiglio comunale ai regolamenti e alle tariffe Iuc, Tari, Imu e Cosap

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Approvati anche il piano triennale per la prevenzione della corruzione e la modifica alla variante urbanistica per le zone D5 sulla provinciale 231
Un corposo ordine del giorno – ben 26 punti, tra ordine principale e aggiuntivi – era sul tavolo del consiglio comunale di ieri, riunitosi a Palazzo di Città poco dopo le 15. Alla presenza di 16 consiglieri – 6 di opposizione e 10 di maggioranza – il presidente Gaetano De Palma ha dato inizio alla seduta, chiedendo una sospensione preventiva per «dare la possibilità ai capigruppo di decidere insieme l’ordine dei lavori ed ottimizzare il tempo a disposizione, al fine di rendere più produttivo il consiglio». Proposta che non è piaciuta ai consiglieri di minoranza, i quali in massa hanno abbandonato i banchi in segno di protesta, chiedendo poi a gran voce la verifica del numero legale. Venuti meno, infatti, Francesco Ricci e Franco Natilla (Pd), Carmela Rossiello (Fi), Pino Maiorano (Lista Intini), Francesco Toscano (Udc) e Christian Farella (Gruppo Misto), la maggioranza non aveva i numeri per proseguire la seduta consiliare. Ai sensi dell’articolo 20 comma 4 del Regolamento comunale, la seduta è stata sospesa per 30 minuti.
Il secondo appello
Al secondo appello erano 17 i consiglieri presenti e si sono potuti riprendere i lavori. Il sindaco Michele Abbaticchio ha chiesto di anticipare i quattro punti iscritti al secondo ordine del giorno, relativi alle tariffe Iuc, Tari, Imu e Cosap, «per questioni amministrative urgenti», così come l’approvazione del piano triennale di prevenzione alla corruzione. Il primo cittadino ha promesso di rimandare le interrogazioni e interpellanze (primo punto all’ordine del giorno) al prossimo consiglio comunale.
La modifica al regolamento per l’applicazione dell’imposta unica comunale Iuc
A relazionare sul primo punto, inerente gli emendamenti al regolamento della Iuc, è stato l’assessore al bilancio Michele Daucelli. Ha spiegato che il provvedimento aveva recepito le norme di verifica della legge finanziaria, proponendo inoltre delle modifiche importanti come l’agevolazione del 20% sulla parte variabile della tariffa per i cittadini che operano la raccolta differenziata nel centro antico e nelle frazioni, al superamento del 50% di raccolta, su indicazione della società che attualmente gestisce il servizio rifiuti, ovvero l’Azienda Servizi Vari.
Il consigliere Maiorano ha espresso la propria delusione per il mancato accoglimento della sua richiesta, rivolta mesi prima all’amministratore dell’Asv Vincenzo Castellano, di estendere l’agevolazione del 20% a tutta la cittadinanza virtuosa che si applica nella raccolta differenziata, mediante la creazione di isole ecologiche cittadine. Istanza rimasta nel dimenticatoio, privando i bitontini virtuosi di godere delle premialità concesse invece a quelle famiglie (circa un migliaio) che, pur potendo fare la differenziata, continuano a gettare rifiuti in maniera indiscriminata. Sulla possibilità di installare un’isola ecologica in città è intervenuto il sindaco, annunciando la creazione a breve di una struttura simile nella zona artigianale, grazie a fondi comunitari intercettati dalla Città Metropolitana.
Perplessità anche da parte di Ricci, sul modus operandi del consiglio comunale in merito a temi di rilevanza fondamentale per la cittadinanza. «Non ci è stata data la possibilità di studiare il regolamento, perché gli atti ci sono stati consegnati all’ultimo momento. Ritengo che questa sia una consuetudine che va al di là di qualsiasi correttezza sociale. Mai si era toccato un livello così basso», ha sentenziato il capogruppo del Pd. Frase che ha acceso la discussione con l’assessore Daucelli, in disaccordo con la protesta di Ricci perché «questi provvedimenti potevano anche non essere votati in consiglio comunale perché percepiscono norme dello Stato».
A dare manforte al piddino è intervenuto il capogruppo di Forza Italia Domenico Damascelli: «Non si è rispettato il regolamento consiliare perché non si sono messi i consiglieri in condizione di votare un atto così importante, perché abbiamo ricevuto gli atti solo all’ultimo momento. Propongo di votare articolo per articolo, dopo averli letti, perché alcuni sono stati approfonditi e altri no».
Il presidente De Palma, dopo aver spiegato che per ogni articolo ci sarebbe stato bisogno di raggiungere un quorum di 13 consiglieri favorevoli all’approvazione, ha proceduto alla lettura degli articoli emendati, di volta in volta illustrati dall’assessore al bilancio. A parte alcuni articoli su cui la minoranza si è astenuta o si è dichiarata contraria – come l’articolo 48 («troppo lacunoso» a detta del Pd) o quelli inerenti i terreni agricoli (sui quali Forza Italia si è opposta) – la maggioranza degli emendamenti è passata senza particolari obiezioni.
Il cuore del dibattito
La discussione si è particolarmente infiammata sull’articolo 59 comma 9, riguardante le agevolazioni e riduzioni. Damascelli ha chiesto, appoggiato da altri colleghi consiglieri, che l’agevolazione del 20% sulla Tari potesse riguardare anche i cittadini bitontini che fanno la raccolta differenziata, pur non essendo coinvolti nel progetto pilota del porta a porta: «Sarebbe un’ingiustizia applicarla solo ad una porzione del territorio comunale».
Giovanni Ciccarone (Progetto Comune) ha quindi chiesto all’assessore Daucelli contezza del numero di cittadini che usufruirebbero di diritto – secondo l’articolo 59 – dell’agevolazione per la raccolta porta a porta, in modo da comprendere la portata, in termini economici, del risparmio per la cittadinanza e della corrispettiva perdita economica del Comune. Dopo una sospensione di dieci minuti, Daucelli ha annunciato che si tratterebbe di circa 1000 famiglie (tra centro antico e frazioni), per un minore introito di 270-280mila euro nelle casse comunali.
Fuoco e fiamme anche sull’approvazione dell’emendamento all’articolo 61 (riduzione del 40% per meccanici, venditori, elettrauto e gommisti) sul quale si è soffermato Francesco Mundo (Psi): «Quello che si risparmia per conferire la raccolta differenziata in discarica, lo si spende per raccogliere i rifiuti per strada, sempre più numerosi, come mostrano le tonnellate di pneumatici raccolti nelle periferie della città, spesso abbandonati dagli stessi produttori tutelati da questa norma».
Daucelli ha definito la questione “un falso problema” «perché la norma nazionale dice che i produttori di rifiuti speciali nei luoghi di esercizio dell’attività in generale non pagano proprio la tarsu, mentre se c’è confusione tra gli ambienti delle attività viene applicata la forfetizzazione del 40% sulla tariffa».
Gli altri punti all’ordine del giorno
Solo alle 20, dopo quasi cinque ore, la discussione ha finalmente affrontato gli altri punti all’ordine del giorno. In particolare sono state confermate le aliquote e detrazioni Imu con 13 voti a favore della maggioranza e 5 contrari dell’opposizione, così come le tariffe Tasi. Stesso destino anche per gli emendamenti al regolamento in materia di canone per l’occupazione del suolo pubblico (Cosap) e il piano triennale anticorruzione.
Ok anche alla deliberazione di consiglio comunale n. 162 del 30 novembre 2015, riguardante l’adozione della variante urbanistica per modifica alle Nta delle zone D5 poste lungo la ex strada statale 98, ora provinciale 231.
La seduta è stata sospesa alle 21.30 e aggiornata a venerdì 13 maggio alle 16.
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Non è nelle attribuzioni dell’Azienda Servizi Vari S.p.A. poter disporre della facoltà di indirizzo circa il riconoscimento di agevolazioni fiscali a qualsiasi titolo fruibili dall’utenza.
Non è possibile, altresì, individuare e dar corpo, sul territorio comunale, di “isole ecologiche di prossimità” senza il preventivo e obbligatorio assenso degli uffici comunali all’uopo preposti.







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