Escalation criminale, lettera aperta di un bitontino non residente

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Il cavalier Paolo Iuso, mariottano trapiantato in Toscana, esprime amarezza per le notizie di cronaca nera che provengono da Bitonto e frazioni
«Cari concittadini, tutte le mattine m’informo, tramite quotidiani locali, social network e amici residenti, di cosa accade nella città che mi appartiene per nascita e mi rammarico non anche per residenza». È l'incipit della lettera aperta ai bitontini scritta dal cavalier Paolo Iuso, originario di Mariotto e residente in Toscana, e indirizzata alla redazione di BitontoLive.
«Le opportunità di lavoro – scrive Iuso – mi hanno portato a vivere fuori dall’ambiente dove avrei voluto continuare a vivere. Purtroppo non è stato così. Vengo ora al motivo per cui mi rivolgo a tutti voi.
È da molti anni che leggo, vedo e sento che nella bellissima Bitonto e nelle frazioni di Mariotto e Palombaio, la vita è diventata impossibile.
Le ragioni? La sicurezza, la turbata tranquillità giornaliera di vicende scellerate di delinquenza, giovanile e non, che si verificano.
Sento parlare di accadimenti assurdi che mi lasciano spesso basito nei confronti di amici e conoscenti che tali notizie mi riferiscono, oppure leggo.
Rapine di automezzi, cavallo di ritorno, esplosioni di bancomat, furti nelle campagne, in appartamenti… Le forze dell’ordine, sempre sotto stress, pronte ad intervenire ma non sufficienti, non riescono a contrastare ed arginare gli eventi delittuosi che accadono con una frequenza indescrivibile.
Come venirne a capo? Cosa bisogna fare per poter vivere in sicurezza?
Le leggi ci sono ma non vengono rispettate, perché?
Ebbene: la pianta non si raddrizza quando ormai ha un tronco robusto. La pianta si fa crescere dritta se dal momento del suo sviluppo la curiamo, la coltiviamo, diamo, con i dovuti accorgimenti, la giusta posizione per crescere dritta come si desidera.
Bisogna prendere coscienza di quanto avviene giornalmente e adeguarsi, bisogna fare terra bruciata intorno a questi gruppi di delinquenti violenti che turbano la tranquillità sociale.
Ognuno, per la propria parte, deve collaborare, dare l’esempio, non accettare ricatti o forzature alla civile convivenza.
La maleducazione è il terreno di coltura per la delinquenza.
Un ragazzo maleducato (”educato male”) è un ragazzo che non rispetta le regole di convivenza civile e quindi più esposto a delinquere. Bisogna che questi comportamenti vengano corretti sin dalle prime avvisaglie, senza le dovute correzioni costui sarà più incline a delinquere.
In casa, sul posto di lavoro, nelle parrocchie, nei convegni, cercate i giovani, educateli alla vita, al meglio della vita, perché educando i piccoli vivono meglio i grandi.
«Sono amareggiato per questi fatti. Mi auguro che tutta la cittadinanza e le istituzioni sappiano reagire affinché il vivere civile possa trionfare. Un caro saluto a tutti i bitontini conclude Iuso», firmandosi "un compaesano".
Commenti
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una bellissima testimonianza di attaccamento alla propria terra…complimenti Cavalier Iuso
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resta sempre il fatto, egregio amico, che è facile parlare quando non si vive in queste zone.L’educazione purtroppo manca proprio agli adulti. Dopo tante iniziative e leggi per non gettare immondizie per la strada, si continua come se non si fosse detto di niente.Non parliamo poi delle feci ed urine canine, mozziconi, pacchetti di sigarette vuoti, bottiglie di birre sparsi qua e la ecc. ecc. Se si prova ad intervenire non si sa dove si va a finire ed in tutto questo scempio collabora anche il (gentil) sesso. Beato lei che è andato via in tempo utile da questo marciume.Se vuole un consiglio, dimentichi le sue origini lo dice uno che si pente di essere restato.Ciao







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