Il Comitato EcoNostro dice no all’Astronave di Grumo

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L'impianto gestirebbe fino a 115mila tonnellate annue di forsu, con un pesante impatto odorigeno anche per i centri limitrofi, tra cui Bitonto
La preoccupazione serpeggia non solo tra i cittadini di Grumo. È nato un Comitato EcoNostro per dire no alla costruzione dell’impianto di compostaggio della Prometeo 2000 che dovrebbe sorgere nelle campagne di Grumo Appula, a pochi passi dal Parco nazionale dell’Alta Murgia. L’impianto, a regime, potrà gestire fino a 115mila tonnellate annue di forsu (frazione organica rifiuti solidi urbani), con un pesantissimo impatto odorigeno per le comunità di Toritto, Quasano, Mellitto, Cassano, Grumo Appula e dei centri limitrofi, tra cui Bitonto e Palo del Colle.
Le ragioni del no
Il sito sorgerebbe in un’area carsica interessata da una falda sotterranea estremamente vulnerabile che escluderebbe a priori qualsiasi impianto di trattamento e trasformazione dei rifiuti. Si tratta di una zona protetta speciale e di un sito d’interesse comunitario, al confine con il Parco Alta Murgia. Il Comitato EcoNostro teme la compromissione di prodotti di qualità come la dop olio extra vergine di oliva Terra di Bari, la produzione di vini docg Gioia del colle e doc Castel del Monte, la produzione di prodotti a indicazione geografica tipica Murgia Alta, la produzione della mandorla di Toritto, già nell’elenco dei prodotti tradizionali italiani del Ministero delle Politiche Agricole e presidio Slow Food Mandorla di Toritto. «Un impianto come quello previsto metterebbe in ginocchio un’intera comunità agricola», denuncia il Comitato.
L’attività di molte aziende agricole, biologiche e tradizionali, potrebbe essre compromessa per l’immissione di eventuali sostanze altamente liposolubili nei frutti oleosi, che ne danneggerebbe la qualità. La presenza di un’area prettamente agrituristica, con la presenza di itinerari turistici come le Vie dell’Olio e del Vino, sarebbe seriamente compromessa.
Il Comitato EcoNostro contesta soprattutto le modalità con cui è stata presentata la procedura di Valutazione d’impatto ambientale, «senza coinvolgere e consultare le comunità interessate, come prevede la normativa vigente». E chiede «una seria e concertata soluzione con il territorio e l’Aro di competenza per la gestione del problema».
Zullo a Emiliano: «Ascolti i sindaci del territorio»
Il presidente del gruppo regionale dei Conservatori e Riformisti, Ignazio Zullo, ha presentato un’interrogazione al presidente Michele Emiliano per invitarlo a «rinviare la Conferenza di servizi in materia per ascoltare preventivamente i sindaci dei territori interessati oltre Grumo (Toritto, Binetto, Palo del Colle, Altamura, Bitonto e Cassano) che chiaramente sono in forte apprensione essendo venuti a conoscenza dell’avvio del procedimento. Le loro preoccupazioni meritano quanto meno di essere ascoltate perché il sito sorgerebbe in un’area carsica interessata da una falda sotterranea estremamente vulnerabile e confinante con il Parco nazionale dell’Alta Murgia, dove vi sono aziende agricole biologiche di prodotti di alta qualità, come olio extravergine, vino e mandorle».
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