No màs silencio sul Messico. Dalla guerra al narcotraffico alla corruzione

La Redazione
La locandina del documentario "Silencio"

Dibattito domani sera al Maria Cristina. Organizzato da Libera Bitonto e associazione Mayahuel Messico in Puglia

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Il Messico, paese ricco per cultura, tradizione, storia e colori, negli ultimi anni ha registrato un numero di vittime superiore a quello di zone in conflitto armato. La guerra al narcotraffico lanciata nel 2006 dal governo Calderon ha causato l'uccisione di 136mila persone. Si contano anche 160mila sfollati, 25mila desaparecidos, 60mila orfani, 80 giornalisti uccisi o scomparsi. L'80 per cento delle amministrazioni locali risulta infiltrata e corrotta. Dietro questi numeri ci sono volti, nomi, storie, che la comunità internazionale deve conoscere. Così come devono essere conosciute e supportate le migliaia di difensori dei diritti umani che ogni giorno lavoro o in un ambiente estremamente difficile e pericoloso, per rendere il proprio paese, il Messico, una terra migliore.

Per questo domani alle 18, partendo dalla visione del docufilm "Silencio" di Attilio Bolzoni, il presidio Libera di Bitonto ha organizzato un dibattito con i componenti dell'associazione Mayahuel Messico in Puglia, all'istituto Maria Cristina di Savoia.

Parteciperanno Stefano Fumarulo consulente della Commissione parlamentare antimafia, il giornalista de La Repubblica Bari Piero Ricci, e don Gianni Giusto parroco di Santa Caterina d'Alessandria. 

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