Bitontini all’estero. #15 Claudia Coviello a Valence

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Lavora per TeamTO, la principale azienda francese per la produzione di serie tv. «Non sono riuscita a chiamare "casa" qualche altro luogo che non sia Bitonto»
Il viaggio di BitontoLive prosegue sulle orme dei giovani bitontini all’estero. Questa volta dopo aver salutato Lucia Perrini a Sergy (http://www.bitontolive.it/news/Attualita/416011/news.aspx), rimaniamo sempre in Francia e precisamente a Valence in provincia di Lione, dove da due anni vive la 27enne Claudia Coviello. «Prima di partire da Bitonto dieci anni fa, ero una diciassettenne con molto estro artistico mai veramente incanalato. Adesso sono una donna con una passione per l’animazione di personaggi virtuali e lavoro per l’industria dell’audiovisivo in Francia», racconta Claudia.
Da quanto tempo si trova nella sua nuova città e perché ha deciso di lasciare Bitonto?
«Sono a Valence da due anni, ma non la definirei la mia nuova città. Prima di questa ce ne sono state altre tre e penso che ce ne saranno ancora. Non sono riuscita, per adesso, a chiamare “casa” qualche altro luogo che non sia Bitonto, né mi sento di aver veramente “lasciato” la mia città natale. Partire è stata una scelta ardua, incoraggiata anche dai miei genitori che volevano vedermi realizzata nella mia passione. La prima ragione, quindi, che mi ha spinto a partire è stato il bisogno di esprimermi e di trovare il mio cammino, perché in Puglia non avevo trovato nessuno sbocco favorevole. In quel momento, la scelta è caduta su una scuola di grafica 3D a Milano. È qui che ho trovato nell’animazione una passione vera che mi ha portato a fare tutti i sacrifici necessari per finire qui, adesso».
Quali difficoltà ha trovato all’inizio? Le riscontra ancora?
«La prima difficoltà è stata chiaramente la lingua. Malgrado gli studi di francese a scuola, non l’avevo più praticato da quattro anni. Ero quindi abbastanza arrugginita e seguire i discorsi nel francese corrente (che è diversissimo da quello usato a scuola), mi era necessario non solo nella vita pratica, ma anche per poter partecipare alla vita sociale e farmi dei nuovi amici.
Successivamente è stato difficile da un punto di vista culturale. Parliamo, scherziamo e mangiamo in modo diverso, per citare qualche esempio.
Per fortuna ho avuto a che fare con una maggioranza di persone gentili e comprensive, per cui dalle differenze sono nate anche delle belle amicizie. E sono quindi queste differenze culturali, soprattutto per noi del sud, che rappresentano purtroppo un neo ancora presente nella mia quotidianità. È peró interessante vedere quante abitudini, tradizioni, possano essere messe in discussione, rivisitate o mischiate. Insomma lo scambio mi diverte. Ultimamente, infatti, sono riuscita a conquistare più di un francese grazie ai taralli e alla focaccia che faccio in casa. Ora me li chiedono direttamente, altro che baguette! Sono tutti molto curiosi della Puglia ed io, che ne vado fiera, gliene parlo sempre volentieri».
Cosa fa attualmente a Valence?
«Lavoro per TeamTO, la principale azienda francese per la produzione di serie tv. Il mio mestiere consiste nel far recitare i personaggi virtuali, come se fossero dei veri attori.
L’anno scorso ho partecipato all’animazione della stagione 2 dei Rabbids per Ubisoft; quest’anno sono invece su un progetto originale di TeamTO che si chiama My Knight and Me (http://www.animationmagazine.net/tv/my-knight-and-me-to-launch-at-miptv/?doing_wp_cron=1458587442.7223689556121826171875)».
Qual è il suo sogno nel cassetto?
«Il mio sogno sarà sempre di partecipare all’animazione di un film in una delle aziende principali del mondo come la Disney in California (Frozen, Zootopia…) o la Sony in Canada (Piovono Polpette, Hotel Transilvania…). Alcuni amici sono già lì e questo mi motiva ancora di più per riuscirci a mia volta».
Vuole dunque continuare a vivere a Valence, spostarsi ancora o tornare a Bitonto in futuro?
«Valence mi piace e poi il lavoro non manca. Nonostante ciò, vorrei provare a realizzare a pieno il mio sogno e di conseguenza sono disposta ad ulteriori sacrifici e cambiamenti. Chiaramente mi piacerebbe ritornare in Italia, ma per adesso non c’è lavoro. In ogni caso, se mai dovessi tornare, vorrei aiutare altri artisti come me a trovare la propria strada per evitare loro le mie stesse peripezie. Mi piacerebbe soprattutto che ci fosse un vero mercato d’animazione in Italia, per poter scegliere di rimanere. Visto che per ora non è stata una scelta».
Il ricordo più bello che ha di Bitonto?
«Tutto. Persino le processioni che bloccano il traffico e rendono tutti nervosi. No, scherzo! Bitonto mi manca in generale, ma i ricordi più belli sono senz’altro quelli legati alla mia adolescenza quindi alla famigerata “piazzetta” Aldo Moro: con gli amici facevamo il giro ottocento volte in una sera! Erano altri tempi, non c’era Facebook ed era più bello».
Un consiglio per i giovani come lei che vogliono trasferirsi all’estero?
«Beh, come consigli pratici perfezionare la lingua, se si va in un altro paese ed informarsi sulla burocrazia locale necessaria (siti di ambasciate, della città stessa, una comunità online). Meglio ancora, mettersi in contatto con qualche locale (magari italiano) disposto a guidarci nei primi passi.
Come consigli assoluti pre partenza, invece, penso che sapere chi si è e dove si vuole arrivare, ti dia una marcia in più. Ho sperimentato sulla mia pelle che, affrontare l’ignoto portando dentro di se la propria terra e i propri sogni, ci permette di arricchirci molto di più a livello umano. Di conseguenza, tutto diventa più piacevole».
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