Raffaele Braia in “Novecento”

Fabiola Barile
Raffaele Braia in "Novecento"

L'attore e regista pugliese ha portato sul palcoscenico del Traetta uno dei testi più belli di Alessandro Baricco

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«Adesso so che quel giorno Novecento aveva deciso di sedersi davanti ai tasti bianchi e neri della sua vita e di iniziare a suonare una musica assurda e geniale, complicata ma bella, la più grande di tutte. E che su quella musica avrebbe ballato quel che rimaneva dei suoi anni. E che mai più sarebbe stato infelice».
Si è chiusa su queste parole e fra gli applausi l’interpretazione di Raffaele Braia sul celebre testo di Alessandro Baricco, “Novecento”.
Lo spettacolo, andato in scena venerdì al teatro Traetta, rientra nella Stagione Off finalizzata a dar spazio a giovani realtà pugliesi, ed è realizzato da Skèné Produzioni Teatrali, compagnia professionista pugliese fondata nel 2006 e che vede lo stesso Braia alla direzione artistica.

Con Novecento, Braia mette in scena quel monologo che Alessandro Baricco scrisse nel 1994 affinché fosse interpretato da Eugenio Allegri che ha ammaliato il comunale di Corato nell’aprile di due anni fa, per la regia di Gabriele Vacis. Stessa storia che solo quattro anni dopo affascinò il genio creativo del regista Giuseppe Tornatore che ne fece un capolavoro del cinema italiano con il film “La leggenda del pianista sull’oceano”.

La regia e l'interpretazione di Braia

Braia ha riportato sul palcoscenico del Traetta la storia di quel bambino cresciuto sul transatlantico Virginian e divenuto uno straordinario pianista, la cui trama si snoda anche fra le note di Ennio Morricone. La storia di un migrante di ieri e di oggi.
Il testo ha la grandissima capacità di evocare gli ambienti della nave e Braia ne sviscera in maniera convincente le emozioni, portandole sul palco e trascinando il pubblico nelle atmosfere jazz degli anni ’20. 
Parole e musica vanno a braccetto con la scenografia di Alessandro Loglisci inseme al disegno luci di Roberto Colabufo ed al progetto audio di Salvatore Digennaro.

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