Via libera al primo Piano olivicolo nazionale

La Redazione
Approvato il Piano olivicolo nazionale

L'assessore Di Gioia: «Sarà utile per portare avanti una serie di azioni che consolideranno l'olio di qualità». Il Cno: «Passo avanti per il rilancio dell'extravergine italiano»

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La Conferenza Stato Regioni ha approvato giovedì il primo Piano olivicolo nazionale, che dà il via ad un pacchetto di misure per la competitività e il rilancio del settore. Il Governo ha stanziato 32 milioni di euro, ai quali si dovrebbero aggiungere i fondi regionali e, in particolare, gli stanziamenti previsti nei Psr.

 

Le azioni del Piano olivicolo nazionale

Incremento della produzione nazionale di olive e di olio extravergine di oliva, senza accrescere la pressione sulle risorse naturali, in modo particolare sulla risorsa idrica, attraverso la razionalizzazione della coltivazione degli oliveti tradizionali, il rinnovamento degli impianti e l’introduzione di nuovi sistemi colturali in grado di conciliare la sostenibilità ambientale con quella economica.

Promozione dell’attività di ricerca per accrescere e migliorare l’efficienza dell’olivicoltura italiana; iniziative di valorizzazione del Made in Italy e delle classi merceologiche di qualità superiore certificate dell’olio extravergine di oliva italiano, anche attraverso l’attivazione di interventi per la promozione del prodotto sul mercato interno e su quelli internazionali.

Recupero varietale delle cultivar nazionali di olive da mensa in nuovi impianti olivicoli integralmente meccanizzabili.

Incentivi all’aggregazione e all’organizzazione economica degli operatori della filiera olivicola, in conformità alla disciplina delle trattative contrattuali nel settore dell’olio di oliva prevista dal regolamento Ue n. 1308 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 17 dicembre 2013.

 

Il commento dell’assessore regionale Di Gioia

«Abbiamo dato l’assenso – ha dichiarato l’assessore alle Politiche agricole della Regione Puglia Leonardo Di Gioia, coordinatore della Commissione Agricoltura alla Conferenza delle Regioni – al Piano olivicolo nazionale che era atteso da tutto il comparto anche alla luce di tante difficoltà e di quelle che sono state le valutazioni sui provvedimenti per sull’olio tunisino e per la vicenda della Xylella, che coinvolge comunque gli alberi. È un provvedimento importante, che arriva tempestivamente e sarà utile per portare avanti una serie di azioni che consolideranno l’olio di qualità, ci consentiranno di avere un migliore posizionamento dei nostri prodotti e metteranno al centro dell’attenzione un comparto così importante anche per il futuro della nostra agricoltura».

 

La posizione del Cno

«È una notizia che noi produttori di olio di oliva italiani aspettavamo da mesi e che ci riempie di speranza ed è una salutare iniezione di fiducia per affrontare le impegnative sfide future», commenta il bitontino Gennaro Sicolo, presidente del Consorzio Nazionale degli Olivicoltori.
«È stato perso qualche mese di troppo, ma ora finalmente l’impasse è finito e le diverse misure del piano potranno essere attuate con la collaborazione e l’intervento diretto delle Regioni, sotto la regia del Ministero. Per la prima volta l’Italia mette in campo un progetto pragmatico, concreto e mirato all’ammodernamento del settore, all’aggregazione della produzione, all’innovazione e al marketing», prosegue Sicolo, garantendo che il Cno è pronto a fare la sua parte e metterà in campo tutto l’impegno necessario per fare in modo che il Piano olivicolo sia attuato rapidamente e tutte le azioni previste siano coronate da successo.
E infine ammonisce: «È forse l’ultima occasione che abbiamo in Italia per riaffermare il primato della nostra produzione di olio di oliva di qualità sul mercato interno e su quello mondiale. Non possiamo permetterci il lusso di fallire, altrimenti saremmo superati dai concorrenti del bacino del Mediterraneo (Spagna, Tunisia, Marocco, Turchia) e di altri continenti (California, Australia, Cile, Argentina), i quali sono sempre più preparati e aggressivi e non nascondono la loro ambizione a superare l’Italia e rubare i nostri primati».

 

I numeri dell’olio italiano

Quantità di olio prodotto in Italia da olive italiane: 302.000 tonnellate nel 2014/2015; 477.106 tonnellate nel 2013/2014; 505.915 tonnellate nel 2012/2013; 541.760 tonnellate del 2011/2012; 550.000 tonnellate nel 2010/2011.

Aziende olivicole italiane: circa 900mila

Volume d’affari: 3 miliardi di euro, pari al 3% del fatturato totale dell’industria agroalimentare

Dop: 42;  Igp: 1.

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