«Allegra gestione Cerin, dov’era la politica che doveva controllare?»

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Nota dell'associazione Bitonto in MoVimento
Sull’affare Cerin, che ha portato lo scorso 4 febbraio agli arresti domiciliari di Giuseppe e Mario Colapinto per peculato continuato (http://www.bitontolive.it/news/Cronaca/411355/news.aspx), l’associazione grillina Bitonto in MoVimento esprime una serie di considerazioni, che pubblichiamo.
Cerin sotto la lente delle Procure già nel 2009
«Il curriculum poco confortante della Cerin era noto sin dal 2009, anno in cui si aggiudica il bando per la riscossione dei tributi del Comune di Bitonto. A suggello di questa tesi, vi erano le indagini in corso a Castel Volturno, dove la Procura accusava l’azienda bitontina, che curava per conto di quell’amministrazione la riscossione della Tia, di versare nelle casse comunali solo il 7% dei tributi incassati. L’indagine si è chiusa in primo grado, con condanne penali e pecuniarie a carico dell’amministratore della società. Già questo avrebbe dovuto essere sufficiente ad indurre la maggioranza (Valla) e l’opposizione dell’epoca ad accendere i riflettori attraverso controlli serrati su questa azienda dalla gestione spensierata. Successivamente, altre numerose indagini aperte a carico della Cerin, quali ingiunzioni di pagamento e pignoramenti ai danni dei contribuenti bitontini e della stessa amministrazione comunale, alla quale è stato chiesto il pagamento di oltre 5 milioni di euro a causa di una difformità di interpretazione degli articoli 3 e 9 del contratto di riscossione (quale rappresentante dell’amministrazione Valla ha sottoscritto un contratto interpretabile?)».
Gestione allegra
«Nonostante tutto, la Cerin ha continuato l’allegra gestione di riscossione dei tributi del Comune di Bitonto senza alcun controllo, né da parte della vecchia amministrazione Valla, né della nuova amministrazione Abbaticchio (anche in questo caso, scena muta da parte delle opposizioni). Non si capisce come mai si sia dovuto aspettare il luglio 2014, così come risulta dalla delibera della giunta comunale del 29 luglio, cioè dopo oltre due anni dall’insediamento della giunta Abbaticchio, per chiedere l’accesso ai conti correnti bancari e ai documenti di riscossione. Oggi, solo dopo l’intervento della Procura, si scopre un ammanco di oltre 3 milioni di euro ai danni delle casse comunali, avvenuto nel triennio 2012-2014, che equivale a circa il 40% del costo della raccolta rifiuti di un anno. Un’ enormità!».
Mancato controllo
«Rimane la speranza che le indagini ancora in corso non ci riservino altre sorprese. Ma la domanda che qualsiasi cittadino si pone è: ma dov’era la politica della vecchia e della nuova amministrazione, che aveva il dovere di vigilare e controllare a tutela degli interessi del popolo bitontino, mentre la Cerin gestiva a suo piacimento i soldi dei contribuenti bitontini?».
Commenti
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eh? L’omessa vigilanza? Che strano…. Solo la Cerin è colpevole….
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veramente speriamo che vengano passati al setaccio sia i nuovi che i vecchi addetti alla vigilanza e controllo. Ma con conseguenze serie e reali per i colpevoli, e non come spesso accade. NUD NUD.Tempo fa ci furono scandali all’ufficio tecnico per falsi condoni e quant’altro, coinvolte persone già in pensione ma poi non si è saputo più niente. Mah!!! chi vivrà vedrà.







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