Buona Scuola, docenti a rischio “deportazione”

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Oltre mille i pugliesi che saranno costretti a trasferirsi, a meno che non s'intervenga per tempo sulla legge di mobilità
Una legge che non piace a molti, in primis ai docenti “deportati”: è la famigerata 107, meglio conosciuta come Buona Scuola, che ha visto numerosi docenti anche bitontini (tra gli oltre mille pugliesi), subire la “lotteria” del cervellone del Ministero dell’Istruzione ed essere mandati in ruolo a centinaia di chilometri dalla loro città di residenza. Ora quei docenti, alla vigilia della firma definitiva sulla legge di mobilità che li riguarda, chiedono tutele alla politica.
La nota a firma di oltre 200 insegnanti
«Un trasferimento per il ruolo, in modo coatto, che porterà notevoli sconvolgimenti non solo familiari e personali, ma anche sociali, dato che l’economia pugliese e in generale in tutto il Meridione ne risentiranno, visto che oltre il 90% dei posti in ruolo di fase B sono nel nord Italia (in barba agli articoli 3 e 97 della Costituzione). Questi docenti, con età fra i 35 e 50 anni, dovranno abbandonare figli, coniugi e genitori senza neppure potesri appellare alla legge 104/1992 che permette di godere di una sede lavorativa più comoda per chi è deputato ad assistere un familiare affetto da patologie. Per questi docenti pugliesi le conseguenze sociali ed economiche dei trasferimenti imposti con la graduatoria nazionale sono ovvie. Considerando gli stipendi dei docenti, che non superano i 1.300 euro, le conseguenze sull’economia locale saranno devastanti (in quanto le decine di migliaia di famiglie interessate saranno costrette a utilizzare grande parte del reddito per mantenere uno dei coniugi nella nuova città di destinazione, riducendo dunque il reddito disponibile per altri consumi in Puglia)».
E la didattica?
Non solo considerazioni di carattere economico, ma anche didattico: i docenti “deportati” infatti sono quelli più preparati dal punto di vista professionale, avendo alle spalle numerosi anni di precariato, soprattutto nell’ambito del sostegno ai ragazzi disabili, come sempre i più penalizzati. «Questi docenti – continua la nota – formati dopo anni e anni di gavetta in giro per la provincia di appartenenza e con un numero imbarazzante di master, corsi di perfezionamento e certificazioni, oltre che lauree e abilitazioni, saranno sottratti alla Puglia con la conseguente violazione del diritto all’istruzione e alla parità di opportunità dei ragazzi portatori di handicap. Tali ragazzi saranno abbandonati a loro stessi per carenza di docenti specializzati! Se non sarà posta una soluzione con l’imminente piano di mobilità che dovrà essere approvato dal miur a tutela di questi docenti altamente specializzati le ripercussioni nelle scuole e i disservizi per i ragazzi e le loro famiglie che cercano nelle istituzioni scolastiche supporto e sostegno ai loro problemi saranno innumerevoli e disastrose».
L’appello ai politici locali e regionali
I docenti fanno appello ai politici locali e regionali affinché intervengano per cercare di sanare, con la discussione in ambito parlamentare, una situazione così disastrosa. «In conclusione per evitare tutto ciò è opportuno che siano confermate, per il 2016/2017 le stesse regole per la mobilità, valide per le fasi 0 e A, che permettano una mobilità interprovinciale su tutti i posti disponibili e vacanti utili all’avvicinamento nella propria provincia (in cui si è ancora presenti nelle graduatorie ad esaurimento integrando così l’organico di diritto non sufficiente per fare fronte alle sempre più numerose richieste di prof di sostegno con un nuovo contingente di organico di fatto, da inserire nell’organico dell’autonomia previsto dalle riforma. A tal proposito una proposta era stata lanciata nelle scorse settimane dalla settima commissione parlamentare, in cui è stata votato una relazione, nella quale i parlamentari componenti della medesima hanno chiesto di far confluire l’organico di fatto nell’organico dell’autonomia. Crediamo in una risposta forte alla prepotenza del governo centrale che non è stato in grado di concertare la mobilità dei docenti con le sigle sindacali facendo saltare ogni margine di trattativa. Confidiamo fortemente in un intervento chiaro e deciso da parte della nostra Regione a sostegno dei suoi lavoratori che al contempo sono suoi elettori».
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