Memoria o oblio? La lezione di Paolo Mieli

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La video intervista di BitontoLive.it
Paolo Mieli, sabato 30 gennaio a Bitonto per presentare il suo libro “L’arma della memoria” in occasione della IV edizione di Memento, ha rilasciato a BitontoLive.it una video intervista in cui parla di memoria e oblìo, analizzando in parallelo l’atteggiamento di Europa e Stati Uniti.
Sappiamo che è sempre e comunque importante ricordare, però vedendo la nascita di queste nuove forme di razzismo, a volte non sarebbe forse meglio dimenticare, invece di ricordare?
«È una questione molto complessa quella che lei mi pone. Io penso di sì e di no, nel senso che noi dobbiamo ricordare tutto, conoscere tutto e poi scegliere a volte di consegnare all’oblìo alcune questioni che ci intossicano e che ci impediscono di continuare a vivere e di andare avanti.
Quindi dimenticare è sbagliato forse come termine, nel senso che non ci sono delle cose che tu dici “Beh, ne so abbastanza, accantoniamolo”, ma tu devi sapere tutto – e questo è il mestiere, il compito degli storici – e poi scegliere responsabilmente alcune questioni che sono divisive (cioè che producono odio) e accantonarle, metterle in una soffitta, in un cassetto. Ma devi essere sempre pronto a ritirarle fuori, e che siano cose ancora riproponibili alla memoria.
L’Europa è un posto in cui si insiste sulla memoria. Gli Stati Uniti sono un paese invece che segue la via dell’oblio, perché la loro guerra civile, la guerra del 1861-65, che è stata una delle guerre più spaventose dell’800, con 600mila morti, delle cifre inaudite, loro accantonarono e obliarono quella guerra».
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