Bitontini all’estero. #12 Pino Achille a Parigi

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È titolare di una pizzeria italiana nel quartiere Montmartre
Nel cuore di Montmartre, uno dei quartieri più suggestivi di Parigi, ma allo stesso tempo lontano dai rumori assordanti di una città sempre in movimento e dei milioni di turisti che l’affollano ogni giorno, si trova un piccolo locale italiano: la pizzeria ristorante Rossini. Un’insegna rossa, un po’ anni 80, campeggia a mezz’aria ad indicare a chiare lettere l’accesso in un’altra nazione, quasi un altro pianeta, distante anni luce dalla fredda eleganza dei ristorantini tipicamente francesi.
Ad accogliere i clienti, con il suo sorriso migliore, è Giuseppe Achille, un punto di riferimento per i tanti italiani che ogni giorni visitano il suo locale per gustare una buona pizza e una birra made in Italy. Pino – bitontino ormai naturalizzato parigino da oltre 30 anni – è il 12esimo ospite della nostra rubrica dedicata ai Bitontini all’estero. Un ospite d’eccellenza, però, che ha fatto della cucina italiana, sana e con pochi ingredienti ma di qualità, un must della ristorazione nella capitale francese. Apprezzamenti e lodi alla “migliore pizzeria italiana a Parigi” si sprecano sul social network, a conferma del talento culinario del signor Achille, supportato da oltre trent’anni di esperienza.
Da quanti anni vive all’estero e perché ha scelto di lasciare la sua città natìa, Bitonto?
«Vivo in Francia da 32 anni, ho 56 anni e sono partito da Bitonto per la prima volta a 13 anni. Ho lasciato Bitonto per fare esperienze di lavoro e sono arrivato a Parigi per amore (della sua attuale moglie, che gestisce con lui e i figli il ristorante, ndr)».
Quali difficoltà ha incontrato all’inizio? E quali ne riscontra ancora?
«Difficoltà nessuna, anzi con il passare del tempo, quando si costruisce una famiglia, seppur in un Paese lontano dal tuo, tutte le difficoltà che s’incontrano diventano superficiali, quasi insignificanti».
Che lavoro fa a Parigi?
«Ho un ristorante italiano da più di 28 anni, dove lavoriamo io, mia moglie e due dei miei figli. Il mio obiettivo quotidiano è dare ai miei clienti un profumo della mia Italia, ma soprattutto i sapori della mia terra, che difendo con tanti sorrisi».
Qual è il suo sogno nel cassetto?
«Il mio sogno del cassetto? Fare un pranzo con tutti gli amici (la comitiva, come si dice da noi) che ho lasciato quando ero giovane. E in più ritrovare qualche caro amico perso, sapere dove vive, cosa fa in Italia. Sogni semplici ma veri».
Vuole continuare a vivere in Francia o tornerà in Italia in futuro?
«Continuerò a vivere qui in Francia, ho figli e nipoti, sono loro la mia vita. Ma verrò a Bitonto il più spesso possibile, anche perché la famiglia non finisce qui a Parigi. Mia sorella, mio fratello e i miei genitori, a cui tengo tantissimo, sono a Bitonto, così come tutti i miei amici».
Che consiglio darebbe ai giovani che vogliono trasferirsi all’estero?
«Ai giovani posso dire: volete venire all’estero? Va benissimo, ma non troverete l’America. Non avrete la mamma che vi stira la camicia e vi fa trovare il piatto pronto a tavola, ma avrete la possibilità di cercare un lavoro che davvero vi piace e vi gratifica. Attenti, però: non dimenticate mai da dove venite. Viva l’Italia e la nostra Puglia!».
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