Sentinelle digitali, per una Bitonto smart city

Annarita Cariello
Fioriello

A breve il regolamento e l’avvio di corsi di formazione per educare i volontari a diventare “punti di osservazione attivi” sul territorio

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È del 31 dicembre scorso l’atto d'indirizzo deliberato dalla giunta Abbaticchio per l’avvio di Sentinelle Digitali, il progetto pensato in collaborazione con la Polizia locale (http://www.bitontolive.it/news/Attualita/409281/news.aspx). «Un atto propedeutico al regolamento ufficiale, che stileremo a breve, che rientra in un progetto di più ampio respiro, "Smart City Bitonto" finanziato dal Pon Metro, nell’ambito della Città metropolitana», ha annunciato il sindaco Michele Abbaticchio.

Si tratta della digitalizzazione di tutti i servizi comunali da sempre accessibili ai cittadini solo in formato cartaceo o de visu, negli uffici specifici. In particolare, nel caso di Sentinelle Digitali, l’idea di base – già sperimentata con successo nel Comune di Cervia e della quale Bitonto è tra le città promotrici al sud Italia – è quella di mettere in contatto diretto i residenti con le forze dell’ordine, in modo da dotare la città di ulteriori “punti di osservazione attivi”, in grado di segnalare tempestivamente atti illeciti o evidenti violazioni della legge. Si avvierà così un percorso virtuoso che, attraverso corsi di formazione ad hoc aperti a tutti i residenti, i quali verranno muniti di un codice identificativo, porterà evidenti vantaggi in termini di risparmio di tempo e di procedure burocratiche. Il residente, opportunamente identificato, potrà – mediante una piattaforma online (probabilmente l’app whatsapp) – mettersi in contatto diretto con la Polizia locale, segnalando la violazione di legge, dall’abuso edilizio allo smaltimento illegale di rifiuti, all’atto criminale. Sarà poi compito delle forze dell’ordine verificare la segnalazione, compilare l’opportuno verbale e procedere con le azioni dovute. Il residente, testimone diretto dell’atto illegale, eviterà di recarsi personalmente nel comando della Polizia locale e di attendere i lunghi tempi burocratici.
«La nostra città sta andando nella direzione di uno sviluppo sul modello della smart city, come intendiamo fare anche con l’istituzione di un Pums (Piano urbano della mobilità sostenibile) che studierà il flusso del traffico cittadino tramite un software ad hoc», ha spiegato Abbaticchio.
«La nostra intenzione – ha continuato l’assessore ai servizi demografici Giuseppe Fiorello, che insieme all’assessore all’ambiente Domenico Incantalupo si sta occupando attivamente del progetto Sentinelle Digitali – non è favorire la crescita di improvvisati vigilantes che si sostituiscano alle forze dell’ordine, né di trasformare la città in un Grande Fratello virtuale, ma di sensibilizzare i cittadini ad una maggiore attenzione nei confronti del bene pubblico, che è la nostra Bitonto».

Non solo: un ulteriore scopo del più ampio progetto "Smart City Bitonto" è avvicinare i residenti all’amministrazione, favorendo una maggiore e più facile fruizione dei servizi basilari del Comune. In questa direzione, a metà novembre, verranno avviati programmi con software specifici, dedicati ai servizi demografici e cimiteriali. Programmi che, attraverso la piattaforma egov, consentiranno ai cittadini di accedere online e di scaricare una parte di quelle certificazioni che si possono ottenere al momento dopo lunghe code all’Ufficio Anagrafe. Fioriello ha anche promesso maggiore chiarezza sulla situazione dei cimiteri di Bitonto e frazioni, in particolare per il deficit di loculi.
Il comandante della Polizia locale, il maggiore Gaetano Paciullo, ha voluto infine sottolineare il ruolo delle forze dell’ordine nel progetto Sentinelle Digitali: «All’atto d'indirizzo comunale, la nostra struttura provvederà a far seguire un regolamento specifico, da sottoporre all’approvazione della massima assise comunale, affinchè venga chiarito nei minimi dettagli il ruolo e la responsabilità delle future sentinelle digitali». Le forze dell’ordine, in penuria di uomini (sono 37 in tutto i vigili urbani a Bitonto, con un’età media di 52 anni) hanno più volte manifestato pubblicamente lo stato di sofferenza in cui versa la Polizia locale, al quale si può sopperire solo con l’aiuto fattivo della cittadinanza. «I cittadini non devono sostituirci ma non possono neanche demandare a noi tutte le incombenze che quotidianamente vive la città, non sarebbe onesto. Ognuno deve fare la propria parte», ha concluso Paciullo.

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Commenti

  • Fra Diavolo (utente non verificato)

    Ma perchè non si parla di cose serie.Ci sono telecamere, se funzionano, ma non vengono considerate, i vigili sono chiamati per un infrazione ma rispondono che il personale è impegnato altrove, il paese è in piena anarchia e si sta parlando di sentinelle digitali. Ma ci rendiamo conto.Si prendono esempi di altri paesi e allora? Ma gli altri paesi non sono Bitonto. In questo paese c’e da fare di tutto altro che le sentinelle digitali. E chi dovrebbero fare i corsi di formazione? Quei soggetti che faranno il corso, si sentiranno dire: ORA NON C’E’ NESSUNO PER INTERVENIRE. Ma per favore dedicatevi al traffico ed ai vari divieti almeno così portate un po’ di liquidità al comune.