Olio d’oliva, elisir di salute e benessere

Annarita Cariello
Il rettore Uricchio al teatro Traetta

Ieri il convegno al teatro Traetta, con nomi illustri del panorama medico e scientifico locale. Ospite a sorpresa il rettore dell'Università di Bari Uricchio

0 commenta

Un teatro Traetta al completo ha accolto ieri pomeriggio gli illustri relatori dell’incontro educativo “Dieta mediterranea e olio extra vergine di oliva: dalla nostra Terra alla Salute”, organizzato dall’amministrazione comunale in collaborazione con il gal Fior d’Olivi.
Grandi nomi del panorama scientifico e medico locale si sono riuniti in una tavola rotonda, coordinati dagli interventi di Giovanni Ciccarone, consigliere comunale e pediatra dell’Asl Bari, per illustrare i numerosi effetti benefici dell’olio extravergine d’oliva sulla salute umana, declinato nelle sue molteplici applicazioni.
A margine degli interventi, il sindaco Michele Abbaticchio ha preso parola per ringraziare i relatori ed esaltare, ancora una volta, il ruolo fondamentale dell’oro nostrano nello sviluppo del territorio, in senso economico e culturale. Il primo cittadino ha anche annunciato che a breve partirà a Bitonto il primo short master rivolto ai produttori locali proprio sull’extravergine d’oliva, organizzato in collaborazione con l’Università degli Studi di Bari (http://www.bitontolive.it/news/Attualita/394418/news.aspx). Abbaticchio ha anche ufficializzato il sì della Regione Puglia alla proposta dell'amministrazione comunale di creare a Bitonto un polo formativo che riunirà tutti gli istituti di grado secondario superiore per la formazione tecnica e professionale.
A seguire, l’intervento del professor Antonio Moschetta, presidente del corso di laurea in Medicina e chirurgia, che ha focalizzato l’attenzione sull’impatto che l’olio d’oliva ha sulla salute umana dal punto di vista nutrigenomico. In particolare, Moschetta ha spiegato come il dna umano possa essere influenzato sia dall’ambiente circostante che dalla dieta alimentare quotidiana, perché alimenti diversi, di volta in volta, attivano geni differenti del dna.
Particolarmente interessanti, tra gli altri, gli interventi della dottoressa Marialisa Clodoveo, docente di Scienze e tecnologie alimentari, e del professor Vincenzo Solfrizzi. Clodoveo ha approfondito lo stato di salute dell’olivicoltura italiana, in perenne competizione con quella di altri Paesi del Mediterraneo ed europei, soprattutto sul prezzo del prodotto finale. In Italia, rispetto al resto del mondo, quello che fu definito da Omero "oro liquido" – impiegato nell'antichità come prezioso medicamento e per l’igiene del corpo – attualmente viene visto come una “commodity”, qualcosa a cui si è abituati e per cui non si è disposti a spendere, economicamente e culturalmente, nonostante le sue acclarate qualità. Questo a causa della cattiva informazione che viene diffusa tra i consumatori, quotidianamente messi di fronte ad oli d'oliva scadenti, venduti nei supermercati a bassissimo costo. L’olio extravergine d’oliva, invece, è e deve continuare ad essere considerato un prodotto di lusso (se si pensa che corrisponde solo al 2% dei grassi che vengono consumati nel mondo), da tutelare e valorizzare a livello nazionale ed internazionale.
Il professor Solfrizzi, invece, per la prima volta ospite di un convegno sull'olio evo in Italia, nonostante la sua frequente partecipazione ad incontri didattici in Europa e nel mondo, ha evidenziato il legame tra olio d’oliva e riduzione della percentuale di anziani malati di demenza senile o patologie legate al decadimento cerebrale. Basti pensare che ogni tre secondi un anziano si ammala nel mondo, e solo con una dieta alimentare corretta, di tipo mediterraneo, si riesce a prevenire efficacemente il proliferarsi di patologie a carattere vascolare, responsabili dello sviluppo della demenza.
Ospite a sorpresa il rettore dell’Università di Bari Antonio Felice Uricchio che, dopo aver ringraziato l’amministrazione comunale «per aver voluto promuovere un percorso, a partire dall’olio d’oliva, che arriva alla nostra salute, in cui già da tempo la nostra Università si sta impegnando, per la valorizzazione di un prodotto tipico del nostro territorio», ha definito l’olio bitontino «notoriamente il migliore del territorio, oltre ad essere un valore aggiunto per lo sviluppo economico e culturale della città».

avatar

Nessun commento ancora. Scrivi il primo!