Incidente mortale alla Di Dio di Molfetta, oggi l’udienza preliminare

© Molfettalive.it
L’8 aprile del 2014 la tragedia costata la vita a Nicola Rizzi e suo figlio Vincenzo
Si celebra oggi, dinanzi al giudice per l’udienza preliminare del Tribunale di Trani Maria Grazia Caserta, l’udienza preliminare del processo che vede imputati i biscegliesi Vito e Domenico Di Dio, rispettivamente legale rappresentante ed esecutore di fatto della “Srl Di Dio”, l’impresa ittica nella zona industriale di Molfetta dove l’8 aprile del 2014 morirono i bitontini Nicola Rizzi e suo figlio Vincenzo. Persero la vita mentre erano impegnati nei lavori di bonifica della vasca di depurazione per i quali erano stati chiamati in via Olivetti.
Il sostituto procuratore della Repubblica di Trani Antonio Savasta chiede che i due imputati Di Dio (padre e figlio) siano processati per “cooperazione in omicidio colposo, violazione del dpr 177/2011 e violazione del decreto legislativo 81/2008 in tema di sicurezza dei luoghi di lavoro. I familiari delle vittime, assistiti dall’avvocato Leonardo Iannone, si costituiranno parte civile.
Gli imputati potranno chiedere di esser giudicati con rito abbreviato, e in caso di condanna godrebbero dello sconto di un terzo della pena. La sentenza di primo grado sarà emessa dal gup Caserta, ma non nell’udienza di oggi. Diversamente il gup già in giornata potrebbe decidere sulle richieste di rinvio a giudizio.
L’autopsia e gli esami tossicologici disposti dalla Procura accertarono che la morte di Nicola e Vincenzo Rizzi fu causata dall’inalazione dei forti miasmi delle acque di lavorazione del pesce e per il conseguente annegamento nella cisterna interrata. Secondo quanto ricostruito con l’inchiesta, morirono sommersi dalle acque luride derivanti dalla lavorazione dei prodotti ittici che riempirono la cisterna mentre i due stavano cercando di recuperare il tombino d’ispezione caduto proprio nella vasca dove le maestranze della Rizzi Ecologia snc avevano appena eseguito lavori di manutenzione.
Secondo l’accusa, il ciclo di lavorazione dell’ittica Di Dio non fu sospeso, consentendo così che nella cisterna potessero riversarsi le acque luride della lavorazione del pesce, già di per sé dense di acido solfidrico. Vincenzo riuscì a salvare dalla morte il fratello Alessio, finito comunque in ospedale.
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