Processo al liceo classico, imputato assolto

La Redazione
I protagonisti del processo spettacolo al liceo classico

"Perché il fatto non costituisce reato": sentenza del processo spettacolo celebrato venerdì sera al Sylos

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Venerdì sera il liceo Carmine Sylos di Bitonto è stato teatro della Notte del liceo classico. Momento di discussione e confronto molto partecipato è stato il processo spettacolo al liceo classico. BitontoLive.it ha voluto affidarne il racconto agli studenti. Pubblichiamo il testo a firma di Antonio Napoli.

“L’imputato è stato assolto perché il fatto non costituisce reato”: così si è concluso il processo al liceo classico che si è celebrato venerdì sera all’istituto Carmine Sylos di Bitonto, in occasione della II notte nazionale del liceo classico. Il processo spettacolo è stato animato da Italo Federici, Giovanni Tarantino, Francesco Matera, Francesca Guglielmi, Michele Ruggiero, Lanfranco Marazia, Antonio Moschetta, Rossella Giugliano, Michele Rinaldi, Tommaso Massarelli e dalla dirigente del Sylos Antonia Speranza.
L’accusa, nella persona di Marazia, maturato scientifico, era pronta ad accusare un personaggio da egli stesso definito “illustre e protagonista della storia del 900”.
In un clima per nulla teso, in cui si respirava tuttavia l’assoluta solennità di un tribunale, si sono avvicendati avvocati, testimoni e giudici che con grande maestria hanno reso originale il processo.
Le testimonianze si sono trasformate in ricordi che hanno reso il liceo classico, agli occhi del pubblico, meno austero di quanto si pensi poiché, oltre a fornire una preparazione di qualità (idea messa in discussione dall’architetto Massarelli) è riuscito a creare un ambiente sereno, quasi familiare, per gli ex studenti- testimoni, dell’accusa e della difesa indistintamente.
Il dottor Moschetta ha testimoniato che il liceo Sylos gli ha permesso di incontrare “la madre del suoi figli”, oltre a porgergli un percorso “simpatico” dal punto di vista umano e culturale.
Lo stesso architetto Massarelli, benché testimoniasse contro il liceo classico (peraltro da lui frequentato), ha ribadito che ripeterebbe l’esperienza per le amicizie che ha coltivato.
Il processo si è incentrato principalmente sulla preparazione che questa scuola offre. Il dottor Moschetta ha asserito che ha molto apprezzato il metodo di studio perché l’ha preparato ad affrontare i successivi studi universitari. Il greco, soprattutto, gli ha permesso di comprendere al meglio la terminologia medica.
Anche l’attrice e regista Rossella Giugliano ha testimoniato che, proprio nel liceo, ha acquisito la costanza per raggiungere gli obiettivi artistici, oltre che l’idea di apprendimento come processo creativo. Questa scuola ha reso possibile la realizzazione del suo sogno poiché al quarto anno, con lo studio dei classici del teatro greco, ha compreso quale fosse la strada giusta per lei.
Tutto ciò è stato contestato da Massarelli, il quale ha sostenuto che la preparazione classica è incentrata per lo più sulle materie umanistiche, che non possono più essere considerate attuali, e che il “metodo” di cui tutti parlano non è altro che una mole eccessiva di compiti assegnati a casa. L’architetto ha affermato inoltre che, avendo seguito studi universitari di tipo scientifico, non ha potuto laurearsi nell’arco di tempo previsto ma con un anno di ritardo.
Tesi avallata dal dottor Rinaldi, maturato al liceo scientifico, il quale ha confermato che, grazie agli studi superiori compiuti, è riuscito a laurearsi in odontoiatria con un anno d’anticipo, superando il test d’ammissione al corso di laurea senza difficoltà, a differenza dei suoi compagni provenienti dal classico che si sono dovuti preparare al test in maniera privata.
Alla luce di tutto ciò, sono scaturite due domande fondamentali: perché considerare le lingue classiche come lingue per niente utili? La traduzione può essere considerato un esercizio di logica più della risoluzione di un quesito matematico?
Lo studio delle letterature classiche potrebbe in apparenza sembrare antiquato e per niente applicabile alla quotidianità, ma se oggi si rispettassero quei valori descritti in ogni singola opera, in ogni singolo componimento, in prosa o in versi che sia, sicuramente non ci sarebbero quei problemi che al giorno d’oggi esistono. Basti pensare al concetto di “humanitas” di Terenzio: “Homo sum, nihil humani a me alienum puto” (“Sono un uomo, e tutto ciò che è umano non lo ritengo estraneo a me”). Basterebbe rispettare questo semplice concetto, espresso in una commedia, per rendere il mondo un posto diverso dove nessuno penserebbe solo a ciò che gli accade in prima persona.
Non ritenere esercizio di logica la traduzione di un testo classico, a differenza di un’espressione algebrica, sarebbe inopportuno e inappropriato in quanto per tradurre nel migliore dei modi bisogna individuare nel testo originale costrutti che si ripetono sempre nella stessa forma e che per essere individuati hanno bisogno di un costante allenamento, proprio come quello che serve per risolvere un quesito matematico.
Lo studio di queste materie non comporta un uso pratico nella vita, ma come si potrebbe considerare più pratica la risoluzione di un quesito algebrico? Ci potranno servire le nozioni elementari di grammatica e di matematica che si limitano al parlare correttamente e alle quattro operazioni fondamentali. Tutte le altre materie, quindi, potrebbero essere considerate inutili perché a nessuno nella vita servirà conoscere il pensiero di un autore qualsiasi latino o greco, ma neanche sapere cosa siano gli assi cartesiani o riuscire a bilanciare una reazione chimica. 
Imparare queste nozioni non fa altro che abituarci allo studio e ampliare il nostro bagaglio culturale che, praticamente, nella vita servirà a ben poco.
Alla fine del processo il liceo classico, per le motivazioni e le testimonianze fin qui elencate, è stato assolto perché “nessuno dei capi d’accusa costituisce reato”.
Il liceo classico non deve scomparire perché è una scuola uguale a tutte le altre e solo testimoniando a favore di questa istituzione potremo riuscire a farla sopravvivere. Dunque, “classicisti di tutto il mondo, unitevi!”.

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