Edificio della Memoria, Marco Dinapoli e don Vito Piccinonna incontrano gli studenti

La Redazione
Don Vito Piccinonna

“Le Beatitudini: un Testamento di legalità” è il tema del confronto tra un uomo di legge e un uomo di chiesa. Oggi all'istituto Pietro Sette di Santeramo

0 commenta

Nelle scuole pugliesi s’insegna la “memoria del presente”: sono iniziati i corsi innovativi che invitano a salire in cattedra testimoni di mafia, di legalità e soprattutto dei cambiamenti sociali del nostro tempo. Quattordici corsi, guidati da magistrati e giornalisti, che approfondiscono sei temi differenti come “Donne, mafia e legalità”, “Minori, società e diritti”, “Migranti, lavoro e legalità”, “Beatitudini, pace e legalità”, “Società, diritti e diversità”, “Racket, legalità e impegno sociale” (quest’ultimo corso parte a gennaio con la collaborazione della Federazione Italiana Antiracket).

Sposati come progetto pilota dalla Regione Puglia (sezione Sicurezza del cittadino, politiche per le migrazioni e antimafia sociale) i corsi rientrano nel programma della quinta edizione dell’Edificio della Memoria, ideata dall’Associazione nazionale magistrati – distretto Bari con la collaborazione dell’Ordine degli avvocati di Bari e della cooperativa sociale I bambini di Truffaut, diretta da Giancarlo Visitilli.

Oggi alle 17 Marco Dinapoli, procuratore di Brindisi, e don Vito Piccinonna, rettore della basilica Santi Medici di Bitonto e direttore della Caritas nella diocesi Bari-Bitonto, incontreranno gli studenti dell’istituto Pietro Sette di Santeramo in Colle. “Le Beatitudini: un Testamento di legalità” è il titolo scelto per questo confronto intenso e singolare che vedrà protagonisti un uomo di legge e un uomo di chiesa, due figure che trattano nel loro quotidiano la giustizia da due punti di vista differenti, ma forse complementari.

avatar

Nessun commento ancora. Scrivi il primo!