Lotta a paura e omertà, la marcia antiracket passa da Bitonto

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Il sindaco Abbaticchio: «Le istituzioni non sono un corpo estraneo»
È una piaga dolorosa e il più delle volte silenziosa, quella che affligge alcuni operatori commerciali soprattutto al sud, e che porta il nome di racket. Un fenomeno spesso fantasma, che si mimetizza nel viavai della quotidianità, riuscendo nell’impresa di passare inosservato. Come se non esistesse.
Ma la pratica delle estorisioni è una realtà. Cruda e difficile da affrontare, aggravata dall’involucro di paura e omertà che la rende impenetrabile dall’esterno. Nelle vittime scatta spesso una logica paradossale che le porta a temere più l’aiuto delle istituzioni che non la minaccia degli estorsori.
Ed è proprio per far sentire la propria presenza, per ribadire il proprio supporto e diffondere il messaggio di denuncia degli estorsori, che ieri mattina i rappresentanti delle istituzioni, non solo cittadine, hanno sfilato per alcune vie di Bitonto nella marcia antiracket. All'iniziaitiva, organizzata dall'Associazione Antiracket di Bitonto con il coordinamento regionale della Federazione antiracket italiana, hanno partecipato il coordinatore regionale Renato de Scisciolo, il commissario di Polizia Maurizio Stefanizzi, il sindaco Michele Abbaticchio, l'assessore alla legalità Rino Mangini, le forze dell’ordine rappresentate dal comandante dei Carabinieri di Molfetta Vito Ingrosso, il comandante della Guardia di Finanza Mario Perillo, il comandante della Polizia locale Gaetano Paciullo e il gruppo di volontari dell'Associazione Antiracket di Bitonto.
Lotta all’omertà e maggiore fiducia nelle istituzioni sono stati i punti cardine dell'intervento del sindaco Abbaticchio: «Bisogna far capire ai commercianti che noi istituzioni non siamo un corpo estraneo. Siamo qui apposta per farci vedere e per combattere una disinformazione che altro non fa che agevolare tutte le azioni di estorsione. Bisogna partire dai ragazzi, e non a caso a breve faremo partire il progetto “Dipende da te”, con il quale 80 ragazzi a rischio verranno istruiti nella lotta a tutti i fenomeni criminali».
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