Altro “schiaffo” dal Comune di Bitonto per i genitori di Francesco Mastro

La Redazione
Francesco Mastro

Il ragazzo morì il 25 febbraio nello schianto della propria auto contro la spalla non segnalata di un ponte in via delle Fornaci

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«Troveremo una soluzione», aveva garantito il sindaco Michele Abbaticchio. Ma ora non risponde più ai legali della famiglia Mastro, e la causa contro il Comune di Bitonto appare ormai inevitabile. «Un bluff le aperture del sindaco per chiarire le cause della morte di Francesco Mastro», accusa in una nota Studio 3A, la società specializzata a livello nazionale nella valutazione delle responsabilità civili e penali a tutela dei diritti dei cittadini, a cui la famiglia Mastro si è affidata per ottenere giustizia. 

Francesco Mastro, bitontino, aveva 19 anni. Il 25 febbraio morì nello schianto della propria auto contro la spalla non segnalata di un ponte in via delle Fornaci, strada comunale di Bitonto. I genitori del ragazzo si sentono presi in giro dal Comune.

«Comprendo il dolore della famiglia e sono a disposizione per ulteriori chiarimenti e verifiche. Se vorrà, ci sono margini di dialogo, per evitare la pur legittima azione giudiziaria»: così aveva dichiarato alla stampa a settembre scorso il sindaco Abbaticchio, rispondendo ai familiari di Francesco che avevano richiamato il Comune alle sue responsabilità. Alla luce di questa apertura Studio 3A ha chiesto e ottenuto un incontro con il primo cittadino, il 30 ottobre in municipio a Bitonto. Il primo cittadino aveva avuto un colloquio con il direttore tecnico Andrea Milanesi e il consulente Sabino De Benedictis, e «si era assunto impegni precisi sulla vicenda. In particolare aveva assicurato che la componente politica del suo Comune si sarebbe rapportata con quella tecnica per analizzare meglio la dinamica dell’incidente e per cercare di trovare una soluzione in grado di dare risposte adeguate alle istanze di giustizia della famiglia Mastro», sostiene Studio 3A.

I tempi che Abbaticchio aveva richiesto erano di circa due settimane, ma da allora non c’è stato più alcun contatto. «La realtà è che questi impegni, evidentemente solo di facciata, non hanno sortito alcun effetto. Il Comune di Bitonto non dà alcun riscontro, non risponde nemmeno più alle nostre telefonate», lamenta Ermes Trovò, amministratore unico di Studio 3A, che definisce «vergognoso il comportamento di Abbaticchio nei confronti dei signori Mastro. Il Comune di Bitonto è corresponsabile della morte di Francesco Mastro. Il sindaco non può permettersi di illudere una famiglia affranta dal dolore con false promesse. Ci chiediamo a che pro tutto questo. Non ci resta che pensare a una precisa e crudele strategia per tenere buona l’opinione pubblica e procrastinare un’azione giudiziaria contro l’Amministrazione comunale, che a questo punto diventa inevitabile: noi affiancheremo con ogni mezzo la famiglia Mastro in questa battaglia».

La famiglia Mastro è decisa ad andare fino in fondo, non solo per rendere giustizia a Francesco ma anche per fare in modo che via delle Fronaci venga sistemata per evitare altre tragedie. «I genitori del ragazzo – ricorda la nota di Studio 3A – non hanno mai accettato la tesi “sbrigativa” secondo la quale la colpa dello schianto sarebbe stata solo ed esclusivamente del giovane, per una perdita di controllo della vettura agevolata dal manto stradale reso viscido dalla pioggia. E la perizia cinematica sul sinistro, affidata a degli esperti messi a disposizione da Studio 3A, ha confermato le loro ragioni, mettendo in luce come quell’ostacolo contro il quale ha perso la vita Francesco non era in alcun modo segnalato: di più, tutto quel tratto di strada presenta pesanti carenze nella segnaletica, quasi del tutto assente. Lacuna ancora più grave alla luce dell’insidioso e improvviso restringimento della carreggiata nel punto in questione.

«Quella particolare configurazione stradale in assenza di segnaletica orizzontale a delimitazione della sede stradale e verticale di pericolo, nonché la presenza del restringimento non segnalato della carreggiata in concomitanza con il sottopasso del cavalcaferrovia, pure questo non correttamente segnalato, determinano un’insidia per i conducenti che percorrono via delle Fornaci in direzione del sottopasso, soprattutto nelle ore dell’imbrunire e di notte a causa dell’ulteriore mancanza dell’illuminazione pubblica», conclude la perizia. «Ed è altrettanto chiara la negligenza del Comune di Bitonto nel non aver rispettato le indicazioni del codice della strada che prevede, per la situazione in questione, la presenza di adeguata segnaletica: una grave mancanza che ha sicuramente avuto un suo peso nella tragedia», chiosa Studio 3A.

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