Truffa dei gas medicinali, coinvolti dieci ospedali. C’è anche Bitonto

La Redazione
Ossigenoterapia

A processo 26 persone. Prescrivevano ossigenoterapia e pazienti che non ne avevano bisogno

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Associazione per delinquere finalizzata alla corruzione, falso e truffa ai danni del Servizio sanitario nazionale in relazione alla fornitura di gas medicinali: sono i reati di cui dovranno rispondere le 26 persone (nove medici, due infermieri e quindici imprenditori) rinviate a giudizio dal gup del Tribunale di Bari Giovanni Abbattista. Il presunto danno all'erario ammonta a sei milioni di euro. I fatti contestati risalgono agli anni dal 2007 al 2009. Il processo inizierà il prossimo 7 aprile.

Tra i dieci ospedali coinvolti c'è quello di Bitonto. Dalle indagini dei carabinieri del Nas di Bari è emerso che veniva prescritta ossigenoterapia a pazienti che non ne avevano bisogno. Questo avveniva in cinque ospedali di Bari e provincia (il San Paolo, Bitonto, Acquaviva delle Fonti, l’Istituto di Riabilitazione di Cassano Murge e Triggiano), in tre strutture del Salento (Casarano, Gallipoli e Poggiardo), a Torremaggiore (in provincia di Foggia) e al Policlinico Umberto I di Roma.

Le Asl erogavano il contributo alle due aziende che commercializzavano i gas medicali, la Messer Italia srl e la Medigas Italia srl. Medici e addetti ai reparti ospedalieri segnalavano in modo sistematico alle ditte i pazienti in dimissione ricevendone in cambio beni e utilità, e violando la normativa dell’Ares della Regione Puglia sulle prescrizioni ed erogazioni di ossigeno liquido. Alcuni esami diagnostici, funzionali alla successiva prescrizione di ossigeno terapeutico, sarebbero stati addirittura eseguiti al domicilio dei pazienti da tecnici delle aziende, anche se i relativi accertamenti risultavano compiuti in ospedale.

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