Padre e figlio annegati in cisterna, chiesto il rinvio a giudizio per i titolari della Di Dio

La Redazione
L'azienda ittica Di Dio Srl di Molfetta

Nicola e Vincenzo Rizzi persero la vita l'8 aprile del 2014 in un incidente sul lavoro

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Chiesto il rinvio a giudizio per Vito e Domenico Di Dio, di 38 e 70 anni, legale rappresentante ed esecutore di fatto dell’ittica Di Dio Srl nella zona industriale di Molfetta, dove l’8 aprile dell'anno scorso morirono in una cisterna interrata Vincenzo e Nicola Rizzi, di 28 e 50 anni, entrambi bitontini. L’altro figlio, Alessio, fu salvato in extremis proprio dal padre e dal fratello, che si sacrificarono per lui.

L'udienza preliminare del processo, chiesto dal sostituto procuratore della Repubblica di Trani Antonio Savasta, è stata fissata per il prossimo 22 gennaio dinanzi al giudice Maria Grazia Caserta. Vito e Domenico Di dio rispondono di cooperazione in omicidio colposo, e di violazione della normativa in materia di sicurezza nei luoghi di lavoro.

Le due vittime, insieme al fratello superstite, erano impiegati nell'azienda di famiglia, la Rizzi Ecologia. Alla Di Dio erano stati chiamati per bonificare un pozzo, come già avevano fatto in precedenza. Ma la mattina dell'8 aprile 2014 il coperchio della cisterna finì in acqua e Alessio cadde nel pozzo per tentare di recuperarlo. Il fratello maggiore Vincenzo e il padre Nicola non esitarono a gettarsi nella cisterna per salvarlo, ma entrambi morirono annegati, dopo aver perso i sensi a causa delle esalazioni velenose inalate. 

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