Rapporto Oms su carni lavorate, il Cno: «Olio evo al centro di una dieta bilanciata»

© n. c.
In molti Paesi l'extravergine di oliva è ancora sconosciuto, evidenzia il presidente Sicolo
«L’allarme lanciato dall’agenzia dell’Organizzazione mondiale della sanità sui rischi per la salute umana derivanti da un eccessivo consumo di carni lavorate e carni rosse, pone all'attenzione il tema fondamentale di una dieta alimentare bilanciata, nella quale le diverse tipologie di alimenti, di origine animale e vegetale, siano presenti in modo equilibrato. In tale contesto, l’olio extravergine di oliva, tipico prodotto della cultura e della tradizione mediterranea, rappresenta un ingrediente essenziale che contribuisce a migliorare, amalgamare ed esaltare la gradevolezza dei diversi cibi». Così sostiene Gennaro Sicolo, presidente del Consorzio nazionale degli olivicoltori (Cno).
«L’olio di oliva è alla base della dieta mediterranea che è un modello di alimentazione ormai noto e diffuso in molte parti del mondo. E affonda le radici sulla varietà delle materie prime agricole, sulla loro freschezza e sul dosaggio bilanciato tra prodotti di origine vegetale e zootecnica», sottolinea Sicolo.
L’Expo 2015 e da ultimo la raccomandazione che è stata diffusa ieri dall’Istituto scientifico che fa capo all’Oms evidenziano l’importanza e la centralità dell’alimentazione e il ruolo strategico dell’agricoltura come settore che fornisce le materie prime di base per la produzione di cibi e di alimenti.
«È necessario – afferma il presidente del Cno – mettere in atto ogni tipo di iniziativa per aumentare la consapevolezza e l’educazione alimentare dei consumatori. In particolare, devono essere diffuse le conoscenze sulle caratteristiche dei processi agricoli, sul ruolo degli alimenti nobili come l’olio di oliva, nell’ambito della preparazione dei pasti e sull’impatto delle materie prime agricole in termini di sicurezza alimentare, di sostenibilità ambientale e di risvolti sulla salute, sul benessere fisico e psicologico degli uomini e delle donne. Il Cno è da sempre impegnato in questa operazione di promozione delle conoscenze e di persuasione circa il valore di una razionale scelta della dieta alimentare quotidiana, senza demonizzare alcuna materia prima agricola e zootecnica».
L’Italia è il secondo produttore al mondo di olio di oliva ed è il primo in termini di produzioni extravergini di qualità. Il consumo di olio di oliva è piuttosto diffuso nei Paesi mediterranei, essendo compreso tra 10 e 20 litri per persona e per anno. Di contro, la domanda procapite è estremamente contenuta in altre parti del mondo. Ad esempio negli Stati uniti si consumano 0,5 litri di olio di oliva per persona ed in molti Paesi asiatici e africani il prodotto non ha ancora registrato alcuna diffusione.
«C’è spazio, secondo il Cno, per svolgere una capillare azione di informazione e promozione a livello globale per far conoscere le peculiarità dell'olio extra vergine di oliva e di come questo straordinario prodotto si può inserire in modo virtuoso nella dieta alimentare quotidiana».
Nessun commento ancora. Scrivi il primo!







Strisce blu e pass disabili, a Bitonto il sospetto degli abusi per non pagare