Refezione scolastica, genitori sul piede di guerra

Annarita Cariello
Genitori durante l'incontro con Porzia a Mariotto

Tariffe troppo elevate per le fasce di reddito intermedie e menù inadeguato alle esigenze nutrizionali dei bambini: queste le lamentele

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Non si spengono le polemiche sulla refezione scolastica nelle scuole dell’infanzia e primarie di Bitonto e frazioni. Il servizio mensa, come confermato dal funzionario responsabile Vito Porzia, partirà il 3 novembre ma non si conosce ancora il numero complessivo degli alunni che ne usufruiranno.
In particolare, sul piede di guerra i genitori di Palombaio e Mariotto che martedì scorso si sono incontrati con i rappresentanti della scuola dell’infanzia dell’istituto comprensivo don Tonino Bello. Alla riunione informale ha partecipato anche una piccola delegazione di un istituto scolastico di Bitonto. La discussione si è incentrata su tre punti fondamentali: l’aumento della percentuale di compartecipazione per i buoni mensa</strong>; l’accorpamento in un unico grande scaglione (da 4mila a 14mila euro, in base al reddito Isee) della fascia di utenti più consistente, per la quale la partecipazione alla spesa è aumentata dal 30 al 60 per cento, a seguito della delibera di giunta del luglio scorso; la qualità del menù proposto dalla ditta aggiudicataria del servizio.
Alcuni genitori hanno espresso le loro perplessità sulla tipologia dei pasti offerti ai bambini nel corso della settimana, ritenuti inadeguati alle esigenze nutrizionali dei bambini della scuola dell'infanzia e primaria. Il nuovo menù che era stato proposto ai genitori dal funzionario Asl di Bitonto a giugno scorso, proprio a seguito delle lamentele giunte da più parti, non era stato ancora approvato dalla Commissione Mensa scolastica istituita ad ottobre 2014. La Commissione, formata da genitori delle scuole di Bitonto e frazioni, aveva suggerito al funzionario di apportare alcune modifiche ai pasti. Ma il menù settimanale presentato dal responsabile del servizio mensa Porzia, nel corso della riunione con i genitori delle frazioni avvenuto mercoledì scorso, è risultato identico a quello proposto dalla Asl a giugno. Dunque, le modifiche suggerite sono state ignorate. Questo, a fronte di costi raddoppiati rispetto allo scorso anno per la maggior parte delle famiglie rientranti nelle fasce intermedie di reddito Isee, ha indispettito ancor di più i genitori, che hanno chiesto a Porzia se l’Asl – che firma e approva il menù – disponesse di un vero e proprio nutrizionista o almeno di un responsabile della dieta settimanale proposta per i bambini. Ma non è stata data risposta.
Di conseguenza, la quasi totalità dei genitori di Mariotto e Palombaio ha deciso di non avvalersi del servizio mensa per i prossimi due mesi, ovvero fino a quando non saranno rimodulate le tariffe e ridefinito il menù settimanale. Da una tabella mostrata da Porzia nel corso dell’incontro di mercoledì, si è potuto verificare che la percentuale di partecipazione della fascia di reddito Isee più consistente, che non sarà più accorpata da 4mila a 14mila euro ma da 4mila a 8mila euro, scenderà al 35%, comportando un costo mensa per i genitori solo di poco superiore a quello dello scorso anno, quindi ben più accettabile di quello proposto oggi.

Porzia ha inoltre assicurato che sul sito del Comune sarebbero state pubblicate le nuove tariffe in vigore dal 1° gennaio, scaglionate in base al reddito Isee. Tariffe che prevedono notevoli ribassi rispetto a quelli in vigore a novembre e dicembre.
La patata bollente, dunque, è rimbalzata sulla dirigenza scolastica dell'istituto don Tonino Bello. Come comportarsi nel caso in cui una percentuale non ancora identificata ma significativa di bambini non partecipasse alla mensa fino a dicembre? La vicepreside della scuola media di Mariotto, Anna Romita, ha chiarito che ai genitori sarà data la possibilità di andare a prendere i bambini a mezzogiorno per poi riportarli a scuola alle 13.30, in modo da permettere loro di seguire le attività scolastiche pomeridiane, a patto che ogni genitore firmi una liberatoria che esoneri da responsabilità scuola e servizio mensa.
La questione, intanto, resta sospesa. L'auspicio di genitori e insegnanti è che si riesca a trovare un punto d'incontro tra le esigenze delle famiglie e quelle dell’amministrazione comunale, per il bene unico dei bambini.

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