Vertenza Maria Cristina, la Flp revoca lo sciopero proclamato per domani

La Redazione
L'istituto Maria Cristina di Bitonto

Debito consolidato di mezzo milione. Il presidente Masciale si è impegnato ad erogare almeno due delle otto mensilità di cui l'asp è debitore verso i dipendenti

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Si è tenuto martedì in Regione un incontro convocato dall’assessore al Welfare Salvatore Negro, per discutere delle urgenti problematiche dell’asp Maria Cristina di Savoia. Oltre alla Flp – che aveva proclamato uno sciopero per domani – e alle altre sigle sindacali, erano presenti anche la dirigente dell’assessorato regionale Franca Zampano (in sostituzione dell’assessore impegnato in giunta) e i vertici dell’istituto bitontino con il presidente Vito Masciale, accompagnato dai consulenti esterni aziendali.

A darne notizia è il coordinatore territoriale Flp Michele Giuliano, in un comunicato.

«Tramite il consulente fiscale – si legge nella nota – il presidente Masciale ha esposto che l’asp ha un debito consolidato di oltre 500mila euro, riveniente dalle passate gestioni. Se non interverranno nuove situazioni contributive, l’asp non sarà in grado di ripianarlo in breve tempo. La maggior parte del debito (circa 400mila euro) riviene dal credito lordo del personale».
«Pur garantendo il pagamento delle mensilità correnti, se non rientreranno i crediti vantati dall’asp nei confronti dei Comuni che usufruiscono dei servizi erogati, non potrà essere ridotto tale debito. Inoltre ci sono anche fatture non pagate ai fornitori, relative agli anni 2013 e 2014, che hanno già prodotto decreti ingiuntivi», prosegue il comunicato Flp.
«Il presidente Masciale – riferisce Michele Giuliano – ha concluso che, nel breve percorso della sua presidenza (fu nominato a marzo scorso, ndr), è stata esatta parte dei crediti, tant’è che al personale è stato garantito sempre lo stipendio corrente. Inoltre, per il futuro, ha intrapreso iniziative che vedranno accrescere l’utenza e andrà a ricontrattare i fitti e i servizi offerti con i locatari di parte dell’immobile che, ad oggi, risultano risibili. Il combinato di queste azioni, porterà nuove risorse finanziarie. Masciale ha infine dichiarato che la nuova gestione dell’ente ha cambiato rotta, adeguandosi ai dettami espressi dalla legge regionale sulla trasformazione degli ipab (istituti pubblici di assistenza e beneficenza) in asp (aziende di servizi alla persona), ovvero mettendosi sul mercato in concorrenza con i privati per reperire utenza e offrire migliori servizi».

«La Flp, pur riconoscendo il cambio di rotta gestionale, così come aveva più volte richiesto negli anni 2013 e 2014, ha comunque rivendicato i pagamenti dei sette stipendi maturati e del prossimo corrente (ottobre 2015), chiedendo di conoscere i tempi di erogazione o l’impegno della destinazione esclusiva al saldo degli stessi dalle entrate dei crediti maturati dall’asp». In buona sostanza il sindacato ha chiesto la riduzione dei debiti nei confronti dei dipendenti, una gestione più dinamica e un piano di gestione triennale.

La riunione – riferisce ancora Giuliano – si è conclusa con l’impegno da parte dei vertici dell’asp di erogare almeno due mensilità arretrate, oltre allo stipendio corrente del mese di ottobre, non appena sarà accreditata la somma di 150mila euro da parte della Città metropolitana. Accredito che dovrebbe essere imminente.
A fronte di tale impegno, la Flp ha revocato lo sciopero proclamato per domani, «stigmatizzando però l’assenza della parte politica nella risoluzione della vertenza in atto. La Flp ha sempre imputato alla Regione Puglia le maggiori colpe per la situazione dell’ente bitontino, sia per le scelte fatte nelle nomine sia per la mancata vigilanza sulla conduzione del Maria Cristina. E ancora oggi si è estraniata nella controversia, avendo fatto presiedere la riunione da un tecnico dell’assessorato. È ben noto che la capacità politiche nel trovare soluzioni è prevalente sugli aspetti puramente tecnici. Ma la Flp non demorde e conta di incontrare l’assessore regionale al Welfare nella sede del Maria Cristina, se manterrà la promessa di una sua visita nell’istituto di Bitonto. Nel frattempo attenderà la convocazione da parte dei vertici dell’asp, per chiudere tutti gli aspetti burocratici della controversia».

 

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