È bitontino il sindaco di Casteldelfino che dice no al Parco del Monviso

© n. c.
Domenico Amorisco, battagliero 73enne, ha guidato ieri sera una fiaccolata per "celebrare il funerale della montagna"
Fiaccolata scandita da marce funebri, ieri sera a Casteldelfino, paesino della Val Varaita nel cuneese, per dire no all'’istituzione del Parco naturale del Monviso "contro la volontà popolare", nell’ambito della legge di riordino del sistema di gestione delle aree protette approvata dal consiglio regionale del Piemonte nella seduta del 28 luglio scorso.
Il lutto cittadino è stato proclamato dal sindaco di Casteldelfino Domenico Amorisco, battagliero 73enne di origini bitontine. «Celebriamo il funerale della montagna»: questo il suo appello per dire no al nuovo parco del Monviso. Il primo cittadino ha sfilato con il lutto al braccio. La lotta contro il parco è diventata la sua missione: Amorisco ha raccolto le firme rifiutando ogni trattativa, ed è rimasto l'ultimo amministratore della Val Varaita a lottare contro il nuovo parco. «Gli altri si sono lasciati convincere, ma la gente è con me. È stato un omicidio politico e noi non possiamo farci niente, solo piangere come si piange un caro che muore. In montagna non c'è più nessuno, sono rimasti solo pochi anziani a cui ora si impedirà anche di girare con il trattore e di far pascolare le bestie, perché in un parco», ha dichiarato Amorisco.
«Allargare il Parco è un'occasione, rispetto a ora ci sarà solo in più il divieto di caccia», replica l'assessore Alberto Valmaggia che liquida l'iniziativa di Amorisco come «l'ennesima stranezza di un sindaco vicino alle elezioni».
Ma Amorisco ribatte che non teme le elezioni, e che non è neppure certo di ricandidarsi. Nato a Bitonto nel 1942, ha fatto il sindaco per sette volte in tre diversi paesini di montagna: il primo mandato a Valmala, quattro a Brossasco e due a Casteldelfino.
Nessun commento ancora. Scrivi il primo!







Strisce blu e pass disabili, a Bitonto il sospetto degli abusi per non pagare