Ta.tara.tatà, musica e gastronomia Made in Puglia. 30 e 31 luglio in piazza Minerva

Danilo Cappiello
La conferenza stampa di presentazione di "Ta.tara.tatà"

La due giorni di eventi coinvolgerà musicisti e cantastorie della tradizione popolare

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Riscoprire le proprie origini e tradizioni attraverso i cibi, i canti e i balli popolari che hanno segnato la storia pugliese nel corso dei secoli. È un viaggio nel più profondo Made in Puglia, quello che vedrà protagonista l’associazione Folkemigra il 30 e 31 luglio con “Ta.tara.tatà – Bitonto etno music fest”, spettacolo che rientra negli 80 eventi che animeranno la BitontoEstate 2015.

Un viaggio tra musica alla carpinese, canzoni popolari bitontine e pizzica salentina, del quale si dice fiero l’assessore al marketing territoriale Rino Mangini: «Non ho esitato affatto nel promuovere questo tipo di iniziativa, e sono orgoglioso che l’amministrazione comunale abbia concordato con me, approvandola. Saranno due giorni di storia raccontati in musica e cibo. Due giorni in cui potremo riscoprirci bitontini nell’animo, e potremo farlo grazie alla partecipazione di musicisti e cantastorie top della cultura pugliese». Tra gli ospiti più attesi ci saranno il più grande violinista di musica salentina, il professor Ruggero Inchingolo, e il più grande cantastorie barese Cosimo Ventrella.

La due giorni di musica popolare si svolgerà a piazza Minerva, location scelta non a caso dall’amministrazione comunale, visto l’antica funzione di acropoli che aveva nei secoli passati.

Alla conferenza stampa di presentazione ha partecipato ieri anche il professor Michele Muschitiello, storico bitontino che ha voluto ricordare il ruolo di piazza Minerva e il ruolo delle canzoni popolari: «Piazza Minerva era il fulcro della vita bitontina, e il ruolo che avevano le canzoni, per quanto possa sembrare banale, era fondamentale. Attraverso le canzoni popolari, infatti, si narravano fatti e personaggi che segnavano la storia di quel tempo. Fatti di vita, d’amore, di politica, di elezioni, di imbrogli e anche di delitti. La mia attività di ricerca di canzoni popolari è ormai parte fissa all’interno della mia vita da tantissimi anni. Ciò che mi spinge a farlo è la passione e il senso di appartenenza alla mia storia. È un vero reato trovare canzoni popolari e non continuare a farle vivere».

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