Tre ex aequo per il premio Fidapa “Donne e Scienza”

La Redazione
Antonio Moschetta

Le vincitrici: Nicoletta Maria de Musso di Molfetta, Rossana Franzin di Bitonto e Maria Rosa Gigliobianco di Gravina in Puglia

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Un premio per tre: Nicoletta Maria de Musso, Rossana Franzin e Maria Rosa Gigliobianco sono le vincitrici, ex aequo, del concorso “Donne e Scienza” organizzato dalla sezione bitontina della Fidapa (Federazione Italia Donne Arti Professioni Affari) in collaborazione con il Distretto Sud-Est. Riservato a laureate under 35 che avessero conseguito il titolo di laurea magistrale o specialistica in discipline scientifiche tra gennaio 2012 e dicembre 2014, il concorso ha visto una partecipazione numerosa e di alto livello.
La giuria – composta dal dottor Antonio Moschetta presidente del corso di laurea in Medicina e chirurgia dell’Università degli Studi di Bari, dalla professoressa Isabella Laura Simone della Scuola di Medicina e chirurgia del Dipartimento Simbnos dell'Università degli Studi di Bari e dal professor Alessandro Taurino, docente di Psicologia clinica del Dipartimento Forpsicom dell'Università degli Studi di Bari – è stata affiancata da alcune socie Fidapa nell’arduo compito di vagliare i lavori, selezionando i più meritevoli. 
La cerimonia di premiazione si è svolta ieri sera nella Sala degli Specchi del Palazzo di Città. Platea prevalentemente femminile per un momento di festa che ha visto al centro tre giovani donne.
Nicoletta Maria de Musso, molfettese, collabora con l’Issia, l’Istituto di studi sui sistemi intelligenti per l’automazione del Cnr di Bari. Laureata con 110 e lode in Geomorfologia applicata alla facoltà di Scienze matematiche fisiche e naturali dell’Università degli Studi di Bari, è stata premiata per la tesi “Mappe di inondazione in ambiente Gis tratte da immagini satellitari ad alta risoluzione. Un caso studio nella piana metapontina”.  
È bitontina Rossana Franzin, dottore di ricerca in Trapianti di tessuti e organi e terapie cellulari al dipartimento di Emergenza e trapianto d’organo del Policlinico di Bari. Laureata in biologia con 110 e lode all’Università di Bari, ha concorso al premio Fidapa con la sua tesi sul “Ruolo degli inibitori mTor nella sepsi delle patologie renali acute”.  
“Sintesi, formulazione e caratterizzazione di nuove nano particelle per i prodotti farmaceutici e loro introduzione mirata nel sistema nervoso centrale” l’argomento della tesi di laurea di Scienze chimiche e farmaceutiche e biotecnologie presentata da Maria Rosa Gigliobianco, fidapina di Gravina in Puglia, attualmente dottore di ricerca all’Università di Camerino. 
Ingegno e impegno, scienza e passione, conoscenza e creatività le caratteristiche comuni di queste tre giovani ricercatrici, applaudite da parenti e amici e da diverse altre concorrenti, in una Sala degli Specchi gremita.  
Al tavolo dei relatori la past president nazionale Fidapa Eufemia Ippolito, la presidente della Sezione bitontina Maria Bufano, la vicesindaco Rosa Calò, la professoressa Simone e il dottor Moschetta, coordinati dalla giornalista Mariella Vitucci. La discussione su scienza e ricerca, e sul ruolo delle donne che ne sono protagoniste, ha condotto a riflessioni sul protagonismo femminile negli studi scientifici e di medicina in particolare, e sui tempi di conciliazione tra carriera e famiglia. Temi non nuovi, affrontati tuttavia con argomentazioni originali.
La professoressa Simone ha evidenziato la diversa architettura delle connessioni tra aree del cervello di uomini e donne: in quello maschile prevalgono le connessioni tra neuroni all’interno dello stesso emisfero, che faciliterebbero il coordinamento tra percezione e azione, mentre in quello le connessioni tra i due emisferi, che favorirebbero invece l’integrazione tra ragionamento analitico e processi intuitivi. In sostanza, una differenza di corteccia cerebrale che rende le donne più duttili e creative.
Peculiarità su cui ha concordato il dottor Moschetta che, prendendo in prestito un passo di Oriana Fallaci, ha rivolto alle donne l’invito a “buttare la carta copiativa” per liberarsi dagli stereotipi e rivendicare il posto che meritano sulla scena professionale e non solo.
La past president nazionale Ippolito ha posto invece l’accento sulla necessità di riumanizzare i rapporti di lavoro e interpersonali in genere, nel rispetto degli altri e della legalità. Ha richiamato dunque le finalità principali della Fidapa: adoperarsi per rimuovere ogni forma di discriminazione contro le donne, e favorire rapporti amichevoli, reciproca comprensione e proficua collaborazione fra le persone.
Obiettivi condivisi appieno dalla professoressa Calò, che ha invitato le donne ad evitare la deriva del carrierismo e della sete di comando, e a conservare peculiarità femminili preziose sui luoghi di lavoro, come la capacità di mediare e conciliare.
A tirare le somme della serata, ultimo evento del suo incarico biennale alla presidenza della Sezione Fidapa di Bitonto, è stata Maria Bufano, che ha voluto ringraziare tutte le socie per la collaborazione ed ha affidato ad un pensiero di Rita Levi Montalcini, figura di riferimento dell’associazione, il significato del premio “Donne e Scienza”: «Il cervello se lo coltivi funziona, se lo lasci andare e lo metti in pensione si indebolisce. La sua elasticità è formidabile. Perciò bisogna continuare a pensare!».

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