Regione, Emiliano stacca tutti

La Redazione
Emiliano al voto a Bari

L'ex sindaco di Bari irraggiungibile con il suo 47%. Testa a testa Schittulli-Laricchia per il secondo posto. Sconfitti i berlusconiani

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Alle 10.39 il dato sull’elezione diretta del presidente della Regione Puglia non è ancora definitivo. Mancano circa 700 sezioni, ma la vittoria di Michele Emiliano è fuori discussione.

In dubbio non lo è mai stata, già da stanotte. Nel comitato di via Nicolai si è fatto festa. Il candidato del centrosinistra è irraggiungibile con il suo 47,3%, seguito da Francesco Schittulli con il 18,3%. Il fittiano, ex presidente della Provincia, è tallonato da Antonella Laricchia del Movimento 5 stelle (18%). Staccata Adriana Poli Bortone, con il 14,4%. Briciole per gli altri tre candidati: Riccardo Rossi è all’1%, Gregorio Mariggiò allo 0,4 e Michele Rizzi allo 0,2.

Un pugliese su due non si è recato ai seggi. L’affluenza si è fermata al 51,15%, un dato in netto calo rispetto al 2010, quando si era recato alle urne il 62% degli elettori. Nel 2005, invece, votò il 70,5%: in dieci anni la base elettorale si è ridotta del 19%: un crollo senza precedenti. A Molfetta non si è presentato alle urne il 61% dei votanti: record.

In giornata dovrebbe delinearsi la composizione del prossimo consiglio regionale. In via Capruzzi si accomoderanno 50 consiglieri, venti in meno rispetto alla scorsa consiliatura. Il Pd si attesta come prima forza politica in Puglia, con il 19,3% dei consensi, seguito dal Movimento 5 stelle (15,9). In casa Emiliano si registra un sostanziale pareggio tra il partito renziano e le tre liste del “presidente”: Emiliano sindaco di Puglia, Popolari e la Puglia con Emiliano spostano al centro l’asse di una coalizione che guarderà al 6,6% dei vendoliani di Noi a sinistra come contrappeso.

Forza Italia, con il 10,8% è la terza forza regionale, ma Berlusconi non sorride: i fittiani con le loro tre liste (Movimento Schittulli, Oltre con Fitto e Fratelli d’Italia) superano il blocco a sostegno di Adriana Poli Bortone. Il derby di centrodestra va quindi al parlamentare europeo di Maglie.

Ampiamente sotto la soglia di sbarramento, fissata a un 8% che di fatto esclude le forze minoritarie, le liste a supporto dei candidati Rossi, Mariggiò e Rizzi. La loro opposizione sarà fuori dall’aula.
 

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