Cortili Aperti, Bitonto si fa scoprire

Annarita Cariello e Fabiola Barile
Cortili Aperti

Quarantanove siti da visitare tra dimore storiche, chiese, cortili, giardini e musei. A fare da ciceroni 350 studenti bitontini

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Zainetto in spalla, mappa dei siti in una mano, macchina fotografica nell’altra e scarpe comode. In queste insolite vesti di “turiste”, ci prepraravamo ieri a a visitare la nostra città come mai avevamo fatto prima. I vicoli e le strade che percorriamo quotidianamente hanno assunto sfaccettuture diverse, nuove. Perché nuovi erano gli occhi e l’animo con cui ammiravamo palazzi storici, cortili, giardini e chiese che costellavano il percorso organizzato per Cortili Aperti 2015.

Un’iniziativa che si è ripetuta per il terzo anno consecutivo, grazie alla proficua collaborazione tra Associazione Dimore Storiche Italiane, amministrazione comunale e scuole. Insieme a Bitonto, in Puglia, soltanto Lecce e Martina Franca. In occasione delle Giornate Nazionali Adsi, la città ha aperto le porte ai visitatori interni ed esterni, offrendo un panorama storico, culturale ed artistico stupefacente. 49 siti in tutto, 33 nel centro storico, 10 nel borgo ottocentesco e 6 nella periferia della città, collegati attraverso bus navetta e raggiungibili anche con il servizio di bike sharing. Un’occasione imperdibile anche per i residenti delle frazioni, che hanno avuto la possibilità di viaggiare gratuitamente a bordo dei bus dell’Asv, dalle 8.30 fino alle 22.

Nel vaggio tra i vicoli del centro storico della nostra Bitonto da scoprire, ad attirare la nostra attenzione tre studenti dell‘istituto tecnico tecnologico Alessandro Volta, accanto al Palazzo de Ferraris Regna, prima tappa del percorso. Una dimora storica di discendenza rinascimentale, come si può notare dal portale, eretta dalla famiglia de Ferraris ed ereditata dai Regna, descritta da questi tre novelli ciceroni – per la prima volta a Cortili Aperti – con un’esperienza e una spigliatezza che ci hanno sopreso. «Eppure – ci ha confessato uno degli studenti – la storia del palazzo l’ho ripetuta solo ieri, mezz’ora prima di cominciare il tour». Gli studenti ci hanno accompagnato al piano superiore, per godere della meravigliosa vista della Chiesa di San Gaetano e per descriverci le bellezze artistiche della dimora.

Pochi passi più avanti, ecco nella sua maestosità il Palazzo Sylos Calò, attualmente sede della Galleria nazionale “Girolamo e Rosaria Devanna”. Tre studentesse dell’ultimo anno del liceo classico Carmine Sylos ci hanno illustrato la storia e parlato – mentre ammiravamo dal basso la loggia della Galleria – della loro esperienza come guide turistiche alle prime armi. «È un mese che ci prepariamo sui siti che ci sono stati affidati, guardando prima le foto e poi facendo dei sopralluoghi sul posto. Questa esperienza, ormai al terzo anno per me, mi sta facendo sempre più innamorare dell’arte e chissà che un giorno non diventi una vera guida turistica anch’io!», ci ha confessato una ragazza. «Cortili Aperti è un’occasione unica per scoprire la bellezza di una città come la nostra, che spesso resta mascherata. Ci permette di comprendere che anche Bitonto ha tanti tesori storici ed artistici, spesso sottovalutati o sconosciuti, da ammirare», le ha fatto eco una compagna. Poi, con l’ingenuità tipica della giovane età, ci hanno confessato come spesso i visitatori, per la maggior parte sempre gentili ed entusiasti di scoprire la storia della loro città, si divertano a mettere alla prova i novelli ciceroni, chiedendo particolari sconosciuti delle dimore storiche locali. «Ma non ce la prendiamo, è un’occasione in più per noi per imparare cose nuove», hanno aggiunto.

Dal Palazzo Sylos Calò alla Chiesa del Purgatorio il passo è breve e a condurci lì, spiegandoci fin nei minimi particolari la facciata ed il portale del tempio, è stata Carmela, giovane studentessa di Mariotto. La chiesetta, perla nel cuore del centro storico, risale al 1570 ed è prettamente rinascimentale nei motivi. Gli scheletri scolpiti ai lati incutono quasi timore. «Era lo scopo della Chiesa del cinquecento: incitare i fedeli alla riflessione sulla morte, come ci dicono le scritte affiancate alle figure: Verrò e mieterò, oppure i simboli della morte, come la clessidra e l’orologio senza lancette», ci ha spiegato la giovane guida.

Sul cammino abbiamo incontrato, poi, il mervaviglioso cortile del Palazzo Bove, risalente al tardo seicento. A colpire principalmente la nostra curiosità è stato l’aranceto del giardino superiore, i cui colori vivaci apparivano come singolari macchie di colore tra il grigio delle mura e l’azzuro del cielo. A farci da guide, le ragazze del liceo linguistico Carmine Sylos, al secondo anno come guide volontarie. Continuando, la Biblioteca “Eustachio Rogadeo” ci ha accolto sotto il suo porticato. Una costruzione risalente al 1200, ristrutturata numerose volte anche a seguito di un incendio divampato nella strada adiacente. «Palazzo Rogadeo – ci ha spiegato una giovane studentessa – faceva parte del sedile dei nobili, ed era una delle dimore più prestigiose dell’epoca». 

Tra vicoli e vicoletti, siamo sbucate poi in piazza Cattedrale, gremita per l’occasione di turisti armati di macchine fotografiche e di fedeli accorsi per partecipare alla celebrazione delle cresime. Ad attirare la nostra attenzione, però, non è stata la maestosa Cattedrale ma il cortile di San Nicola, dove gli studenti dell’istituto tecnico economico Vitale Giordano stavano spiegando ad una coppia di turisti come vi si affacciasero i prospetti dell’antica chiesa di San Nicola, con l’ospedale annesso. Sul portale si erge ancora oggi lo stemma della città di Bitonto, due leoni come simboli d’indipendenza e cinque stormi di uccelli, come cinque erano i feudatari che diedero origine alla città.

Accanto, a pochi passi di distanza, si erge il Palazzo de Lerma del 1648, dimora storica di una delle più importanti famiglie bitontine, estinta nel XVIII secolo. Di fronte, dall’altro lato della piazza, il Palazzo Giannone Alitti veniva illustrato dagli stuenti dell’istituto professionale per l’agricoltura e l’ambiente De Gemmis. Una studentessa, molto disponibile, ci ha accompagnate ad ammirare la loggia superiore, soffermandosi a mostrarci l’antichissimo dipinto a muro, ormai deteriorato, della Madonna della Misericordia. La loggia, con tre arcate a tutto sesto, si affaccia sul cortile interno e garantisce una parziale vista sulla piazza adiacente. 

Dopo aver superato il Palazzo Planelli Sylos, ed esserci addentrate ancora più a fondo nel centro antico, ci siamo fermate alla vista dell’imponente chiesa di San Francesco d’Assisi. Un luogo di pace per eccellenza, ormai sconsacrato e non più adibito ai riti religiosi, che oltre a colpire per la sua bellezza artistica pregna di valore, visibile nelle effigi e negli affreschi alle pareti, sorprende ancora di più per i giardini annessi. I cosiddetti giardini pensili situati su una porzione delle mura cittadine, agli occhi del visitatore che si accinge per la prima volta ad ammirarne il panorama, appaiono incantevoli. Un piccolo angolo di paradiso dove perdersi tra il verde degli alberi in fiore e l’azzuro del cielo. 

Spostandoci più in là, oltre le mura, abbiamo raggiunto l’imponente scalinata che conduce all’ex convento dei Teresiani, sede del liceo classico linguistico Carmine Sylos. L’edificio affianca la Chiesa di Santa Teresa e al suo interno ospita l’omonimo chiostro. Anche qui ci hanno accolto due studenti del liceo che ci hanno condotto, da vere giude turistiche, in un viaggio alla scoperta dello storico edificio partendo proprio dalla facciata principale e procendendo per gradi, fino a giungere al laboratorio di fisica contenente numerosissimi e antichi strumenti, fino al chiostro.

Assieme ai liceali del Sylos anche quelli dell’European Language School e del liceo scientifico Galilei, dislocati in altri splendidi luoghi che – lo confessiamo – non siamo riuscite a raggiungere.

Cortili Aperti è un’iniziativa davvero straordinaria, sia per gli studenti coinvolti che per l’intera città e i turisti accorsi, che hanno potuto respirare in questa due giorni l’arte, la storia e le bellezze della nostra città. Bellezze che spesso si danno per scontate. Molti i privati che hanno aperto i cortili dei loro palazzi ai giovani ciceroni e al pubblico, altri sono stati più restii. Forse la consuetudine porterà ad una presa di coscienza maggiore del patrimonio che si possiede, che va custodito ma anche condiviso.

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