Scuola de Renzio, Antuofermo: «Tutti i nodi vengono al pettine»

© BitontoLive.it
L'ex assessore critica la decisione dell'amministrazione di "sfrattare" gli alunni della scuola elementare Modugno per far posto ai ragazzi della media, senza più una sede
L’opera doveva nascere in via Ammiraglio Vacca, su un’area di proprietà comunale. Progettata e finanziata con un mutuo le cui rate si pagano ancora oggi, appaltata e consegnata all’impresa che aveva vinto l’appalto. Iniziano i lavori, si scava, si realizza un profondo buco e… tutto finisce lì. L’impresa abbandona i lavori con la scusante che il prezzo pattuito non risultava più remunerativo in base ai conteggi fatti. E addio nuova scuola!
Cronaca di una sede mai nata. A ricordare la vicenda della mancata costruzione della scuola media "Anna de Renzio" è l'ex assessore comunale alle finanze e alla programmazione, Nicola Antuofermo.
«È l’amara storia che nel corso di decenni ha accomunato le opere pubbliche che si sono realizzate a Bitonto – scrive in una nota – specialmente per quanto riguarda l’edilizia scolastica. Ritardi indicibili che nella maggior parte dei casi sono sfociati in dannosi contenziosi per il nostro Comune, contenziosi causati principalmente dalla complessa burocratizzazione delle norme che regolano gli appalti pubblici, norme che in molti casi scoraggiano la politica nella programmazione e nella realizzazione dei vari progetti condivisi. Si dice infatti che la burocrazia, lenta, è il freno della politica che per ovvi motivi dovrebbe essere veloce. In questa trappola è caduta la costruzione della sede della scuola media “Anna de Renzio” che doveva essere già stata eretta e operante, e che invece è andata a rimpinguare i numerosi contenziosi custoditi, quasi gelosamente, nei faldoni che per la loro mole di carte quasi possono contribuire alla costruzione di un plastico di quello che doveva nascere. Un plastico che sicuramente si scioglierà, o si è già sciolto, lasciando macerie per la comunità. Ma non per tutti, perché come è a tutti noto, i contenziosi costano e si mangiano quasi tutte le risorse a suo tempo recuperate per soddisfare le esigenze culturali dei ragazzi del futuro. Solo che frattanto, dato il tempo trascorso, il futuro è passato».
«Fino a Luglio 2011 – ricorda antuofermo – la lite tra il Comune e l’impresa non si era appianata, nonostante la pressione del sottoscritto, allora assessore al patrimonio e alle finanze, che non si dava pace del danno che quotidianamente sopportava il Comune di Bitonto. Perché con il tempo che passava, aumentavano i prezzi dei materiali e delle suppellettili e quindi con i soldi previsti si poteva fare sempre meno. Non lo so se ad oggi tutto si è concluso, so solo che quell’area oggi è un cimitero, neanche dignitosamente recintato. Invece doveva essere un luogo di vita, di gioia, di progetti e di molti occhi protesi verso il cielo, cioè il futuro. E come se ciò non bastasse, oggi i governatori di turno della nostra città vogliono aggiungere dolore ad altro dolore. È vero che l’attuale sede della “de Renzio” non è a norma e il canone di locazione fa piangere le casse comunali. È vero che in quel luogo non si può svolgere una valida attività didattica. È vero che alle ore di punta è causa di congestionamento del traffico trovandosi a ridosso di un’altra scuola media. Tutto ciò è vero. Ma da quanti anni ciò era noto a tutti? Ed ora cosa si pensa di fare?! Dal cilindro degli illusionisti che risiedono a Palazzo di Città, invece di pensare di costruire in altro luogo idonea nuova sede della predetta scuola, sfrattano la popolazione scolastica della scuola elementare Modugno per far posto ai ragazzi della de Renzio. Gli sfrattati vengono spostati, per una parte nella scuola media Rutigliano e per la restante parte nella sede centrale della Modugno. Per intenderci, alunni di scuola media in una scuola elementare e alunni di scuola elementare per una parte in una scuola media e per il resto in una scuola elementare. Tale provvedimento, che comporta quindi la cancellazione della media de Renzio e lo sfratto della elementare Modugno di via Crocifisso, è stato oggetto di una nota a firma del sindaco Abbaticchio e dell’assessore Masciale inviata all’Ufficio Pubblica Istruzione, all’Ufficio Tecnico e al segretario comunale, con l’invito agli stessi a predisporre gli atti consequenziali. E si capisce bene quali saranno gli atti consequenziali!
Fra l’altro è da capire il senso di questa nota che s'inserisce nel Piano di edilizia scolastica chiamato “Scuole Nuove” promosso dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri, piano che prevede per la scuola primaria Modugno di via Crocifisso opere di manutenzione straordinaria e adeguamento a norme igienico sanitarie, di sicurezza e contenimento dei consumi energetici. Opere per cui sono stati già liquidati all’impresa appaltatrice 30.622 euro come prima rata di acconto sulla spesa generale di 900mila euro. Per caso qualcuno vuole approfittare di questi lavori per cambiare la destinazione funzionale della scuola?
Nicola Antuofermo continua: «Si sopprime un plesso di scuola media disgregando il nucleo già formato; si decide di non realizzare più una nuova sede; si sposta tutto su una ristretta parte del territorio comunale; si divide in due la città scaricando sui genitori tutto l’onere di questa scelta. Pensate al disagio di quelle famiglie che hanno bambini che frequentano la scuola elementare e bambini che frequentano la media dello stesso istituto comprensivo Cassano-de Renzio. Ora è facile accompagnarli a scuola perché si utilizza il plesso della Cassano e, a pochi metri, l’attuale plesso della de Renzio, andando anche a piedi. Dopo che succederà? Come faranno a rispettare gli orari se prima si deve passare dalla Cassano e poi si deve andare dall’altra parte della città e fino a via Crocifisso con tutto il traffico che a quell’ora coinvolge il centro di Bitonto, con i disagi che conosciamo? A conti fatti sono necessari almeno 20 minuti per fare questa via crucis specie se si parte dalle zone periferiche. E per chi ha ancora la fortuna di un posto di lavoro, come dovrà organizzarsi?
Si congestiona tutta l’area interessata, considerando la presenza di quasi tutti gli istituti di istruzione primaria e secondaria, lasciando privo di servizi il resto della città.
Risulterà certo, alla fine, che il prossimo anno scolastico la de Renzio vedrà ridursi le iscrizioni. Quindi è giusta la protesta iniziata dai genitori, per ora, della scuola Modugno di via Crocifisso, che meglio di tutti hanno previsto il danno e la confusione che si andrebbe a creare se fosse attuata la predetta direttiva del 3 marzo 2015.
Io consiglierei alll’amministrazione e a tutto il consiglio comunale, che nel frattempo non ha trattato ancora l’argomento, di risolvere il problema in questi termini:
– individuare una nuova area pubblica per la costruzione della sede della de Renzio;
– tener conto nella scelta della giusta ubicazione onde poter ospitare la popolazione scolastica che doveva essersi già insediata nell’opera incompiuta;
– spronare la burocrazia ad essere una buona volta utile alle esigenze della popolazione;
– non scoraggiarsi dei tempi necessari per la realizzazione, prendendo a modello il breve tempo che si è impiegato per la costruzione e la consegna dell’istituto professionale per i Servizi Commercio e Turismo.
Ci vuole coraggio per amministrare ed essere sinceri con i cittadini.
Se si realizza tale proposta, allora sì che si andrà ad ottenere un grande risparmio per le casse comunali e a sciogliere uno dei tanti nodi».
Nessun commento ancora. Scrivi il primo!







Strisce blu e pass disabili, a Bitonto il sospetto degli abusi per non pagare